IL PRESENTE BLOG RIPORTA E SOPRATTUTTO TRADUCE INFORMAZIONI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE E BENESSERE CON MEZZI E RIMEDI NATURALI E NON CONVENZIONALI, PRESE SOPRATTUTTO DALLA RETE E I CUI AUTORI SONO MEDICI E PROFESSIONISTI DELLA SALUTE E RICERCATORI. SEGNALA ALTRESI POLITICHE ... "NON PROPRIAMENTE SALUTISTICHE" NEI CONFRONTI DELLA RAZZA UMANA, CHE CI STA A CUORE, SEBBENE CONSAPEVOLI CHE NON SIA LA SOLA INTORNO A NOI. SONO SEMPRE CITATE LE FONTI A CUI SI PREGA DI FARE RIFERIMENTO PER ULTERIORI DETTAGLI. NON SI ACCETTANO COMMENTI VOLGARI, DIFFAMATORI E AMBIGUI. NON E' UNO SPAZIO PER LA DISINFORMAZIONE.

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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO
La guarigione non locale a distanza, in subspazio, con la qxci-scio

venerdì 30 settembre 2016

Roma: Vaxxed, la prima europea del film sui vaccini messo alla berlina



Il 4 ottobre 2016, Bartolomeo Pepe (senatore ex Movimento 5 Stelle), doveva presentare “Vaxxed – from cover up to catastrophe“, il film documentario di Andrew Wakefield sulla discussa relazione tra la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia e l’autismo. Il luogo prescelto doveva essere la sala Santa Maria in Aquiro del Senato italiano, che era stata correttamente prenotata. Il comunicato ufficiale recitava “durante questo incontro, aperto principalmente al mondo dell’informazione, nonché della politica e della scienza sarà possibile, dopo l’anteprima del film, dar corpo a un confronto rivolgendo domande dirette a Andrew Wakefield, che sarà presente via streaming, ed anche al produttore Francesca Alesse che sarà presente in sala e che agirà anche come moderatore e traduttore del regista“. E proseguiva: “la conferenza aprirà le porte alla conoscenza di una storia piena di grandi ombre che la sanità americana avrebbe ordito e del complotto svelato dal dottor Thompson sui dati nascosti dal CDC (Center for Desease Control and Prevention) al fine di camuffare e insabbiare i dati sul contestatissimo vaccino MMR, legato all’incidenza di aumento dei casi di autismo nei bambini“.

Quelli che si sono stracciati le vesti

L’uso della sala Santa Maria in Aquiro è nella libera disponibilità dei senatori, ma dopo l’ondata di proteste la prenotazione è stata annullata. Emilia De Biasi, presidente Pd della Commissione Senato, ha dichiarato “Salute sì, ciarlatani no“. È stata poi la volta della vicepresidente PD Giuseppina Maturani, che ha fatto eco: “Trovo grave e sbagliato che il Senato abbia ospiti quella proiezione. Si tratta di una iniziativa personale di un senatore che è abituato a simili discutibili performances. Spiace e rammarica che una di queste si svolga in Senato, dove quotidianamente ci impegniamo in commissione sanità e in aula per tutelare la salute dei cittadini anche da pericolosi populismi antiscientifici“.  

Pierluigi Martini, presidente dell’Associazione Chirurgi Ospedalieri Italiani, ha aggiunto: “È grave e pericolosa la divulgazione, per di più in una sede istituzionale, di un film palesemente antiscientifico che cavalca teorie supportate da dati fraudolenti per le quali l’autore è stato radiato dall’ordine dei medici“.  

Beatrice Lorenzin, il Ministro della Salute, rincara la dose: la mia è “una posizione di estrema contrarietà, così come c’è l’indignazione di tutta la comunità scientifica nazionale e internazionale intorno a ciò che è propagandato da questo documentario. Quando l’antiscelta ha lo stesso diritto di tribuna della scienza, non è un tema di democrazia ma di disinformazione“. 

E non fa mancare il suo commento anche ll comitato tecnico scientifico dell’Istituto superiore di Sanità, il quale esprime “sconcerto e indignazione per l’iniziativa“. L’iniziativa del Senatore Pepe, spiegano, “è tanto più grave se si pensa al calo di oltre il 5% delle coperture vaccinali che si è verificato recentemente e che ha portato il nostro Paese sotto la soglia di sicurezza“. Ed è proprio, guardacaso, il presidente dell’Istituto superiore di Sanità che, insieme al famigerato Cicap, avversa nella stessa sala un convegno sulle medicine alternative.

Libertà di pensiero?

Il Senato aveva dapprima replicato che “gli uffici non possono esercitare controlli di merito o di opportunità sui contenuti dei dibattiti o sulle opinioni degli oratori, salvo motivi di ordine pubblico o di violazione della legge penale“. Ad un tratto però la garanzia costituzionale della libertà di parola si perde per strada.

Il presidente del Senato Pietro Grasso, che già non aveva concesso l’interrogazione parlamentare sulle dichiarazioni di Maria Elena Boschi, evidentemente pressato dalla comunità scientifica, telefona al presidente del gruppo Grandi Autonomie Locali (Gal, di cui fa parte Bartolomeo Pepe) e gli dice che la presentazione del film Vaxxed “non s’ha da fare”. Altrimenti? Plausibilmente, fioccheranno le denunce. Il Presidente di Gal abbozza, e chiede allo staff di Pepe di rinunciare all’utilizzo della sala Santa Maria in Aquiro.
Questa la risposta di Bartolomeo Pepe e del suo staff, da me sentito nel merito:


Non essendo interessati alla polemica ma alla discussione cediamo al gentile invito di portare il tema al di fuori dalle sedi istituzionali, ma non rinunciamo ad affrontarlo, convinti che la politica debba dare voce alle istanze dei cittadini e anche alle loro perplessità. Politica che, invece, tende a distrarsi quando i temi sono lontani dal proprio interesse. Per questo, dopo avere a lungo chiesto un confronto istituzionale, in assenza di una qualunque risposta siamo stati obbligati alla proiezione di un film di denuncia certamente “forte”, ma non altrettanto “forte” rispetto alle reazioni suscitate che ci hanno costretto a cambiare il luogo della proiezione – in anteprima europea – e del dibattito. Dibattito che,ripeto, terremo ugualmente“.
Personalmente, non riesco a comprendere di cosa abbiano paura la politica e la comunità scientifica, atteso che il contenuto del film, come viene sostenuto, è così incontestabilmente lontano dalla verità dei fatti. La risposta alla richiesta di dibattito non può essere la censura, ma la partecipazione.

fonte: http://www.byoblu.com/post/minipost/pepe-ex-m5s-scatena-linferno-vaccini-autismo-al-senato-lo-censura

Dieta dr.sa Budwig: detox fegato e colon e prevenzione anti-cancro




Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. Ippocrate.
Uno dei maggiori esperti degli anni ’50, relativamente a grassi e olii, la dottoressa Budwig trovo’ che la giusta combinazione di quark o cottage cheese (ricotta) e olio di semi di lino, avesse proprietà terapeutiche nella prevenzione, trattamento e persino cura del cancro

Le scoperte della Dr.sa Budwig
Mentre in qualità di biochimica in Germania stava facendo ricerca sulla patogenesi di malattie e patologie , la dr.sa Budwig osservo’ che il quark (simile alla nostra ricotta fresca, o al cottage cheese) conteneva proprio quei gruppi di sulfidrile che si trovano nelle medicine contro il cancro.
Questi gruppi sono gli aminoacidi cisteina e metionina (4)

Inoltre, mentre stava facendo ricerca su acidi e olii, la dr.sa Budwig le riusci' anche di constatare che acidi grassi essenziali polinsaturi, noti come PUFA, sono i maggiori componenti delle membrane cellulari . Senza una membrana cellulare che funzioni in modo appropriato, le cellule perdono la loro abilità di effettuare processi vitali come la respirazione cellulare e la capacità di dividersi e formare nuove cellule. 
zapper dr.sa Clark,per la salute e il benessere anche del colon
 
I due acidi grassi essenziali polinsaturi che sono fondamentali per sostenere la membrana cellulare sono:
  1. Acido linoleico (LA): meglio noto come omega-6 .
  2. Acido Linolenico (LNA): comunemente noto come omega-3 . Gli acidi grassi Omega-3 polinsaturi sono stati riconosciuti come sostanze con proprietà anti-cancro aventi ruoli nella prevenzione di malattie
Il Cottage Cheese (ricotta fresca) e l’olio di semi di lino, lavorano per ri-energizzare le cellule
C’è una reazione chimica che avviene quando i gruppi di sulfidrile presenti nel formaggio quark, si legano con gli acidi grassi insaturi nell’olio di semi di lino. Questa reazione fa si che i semi di lino diventino idrosolubili ed entrino nella cellula per fornire energia. 

>>> tutto l'articolo qui: http://www.thelivingspirits.net/medici-controcorrente/il-protocollo-budwig-per-disintossicare-colon-cellule-e-guarire-la-membrana-cellulare.html 

mercoledì 28 settembre 2016

video: Ho il Parkinsons e la marijuana per uso medico calma moltissimo i miei tremori, ma non solo...


Il protagonista:

In UK i Parlamentari stanno sostenendo una richieta per legalizzare la marijuana per uso medico
Ecco i miei tremori da Parkinsons. Ora prenderò della marijuana e tornerà in video dopo 20-30 minuti, per mostrare le differenze.

Si nota che la marijuana che ho preso attraverso un vaporizzatore, (una piccola dose) mi ha

calmato significativamente i tremori. 
Ma non mi calma solo i trermori, ci sono altri benefici: la mia imbarazzante distonia (il mio piede destro che si rovescia) è considerabilmente dominuita e la mia voce è piu' forte e possono emettere meglio le parole. 

 


martedì 27 settembre 2016

VACCINO ANTI-PERTOSSE: ECCO COME ALIMENTA NUOVI CEPPI DI BORDETELLA PERTUSSIS



Intervista al dottor Girolamo Giannotta, che rivolge un appello ai sanitari ed al mondo accademico, poiché trattasi di requiem per un defunto vaccino, che è inefficace nel medio-lungo periodo 

di Cinzia Marchegiani

Stanno facendo un baccano assordante le notizie che riguardano l’inefficacia del vaccino anti-pertosse. L’Osservatore d’Italia [la fonte di questo articolo, ndr] come sempre cerca di fornire strumenti d’informazioni validi per profondere concetti ed informazioni che siano più chiari e semplici possibili per i nostri affezionati lettori. Della pertosse si sa che è una malattia infettiva di origine batterica molto contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis. 

Un altro batterio della stessa famiglia, la Bordetella parapertussis, è all’origine di una malattia simile, la parapertosse, che si manifesta però con sintomi più lievi. La pertosse viene annoverata fra le malattie infantili, come la rosolia, il morbillo, la varicella e la parotite, e colpisce prevalentemente bambini sotto i 5 anni. L’uomo è l’unico serbatoio noto del batterio, di conseguenza la trasmissione della malattia avviene solo fra esseri umani.

Un adeguato e precoce trattamento antibiotico permette la guarigione in una quindicina di giorni. A differenza delle altre malattie infantili, l’immunità conferita da una prima infezione non è definitiva, ma declina col tempo. Esiste un vaccino che dovrebbe immunizzare e proteggere soprattutto i bambini da questa malattia, ma dal portale dell’Epidemiologia della sanità pubblica si apprende però che nelle popolazioni vaccinate si è osservato un ritorno della pertosse a causa della perdita progressiva di immunità e, in effetti, quando è stato introdotto il vaccino 30 anni fa non venivano utilizzate le dosi di richiamo. In Italia la pertosse viene obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie.

Intervistiamo il nostro affezionato dr Girolamo Giannotta, in merito al vaccino anti-pertosse che lui stesso ha presentato con una frase che non lascia incertezze: “La requiem per un defunto vaccino”.

Nell’assordante silenzio che pervade il mondo accademico e le nostre massime Autorità Sanitarie, la sua voce nell’arco di un mese si è sollevata ben tre volte per dire che questo vaccino è morto ed andrebbe sepolto al più presto prima di amplificare a dismisura i danni già prodotti. Cosa sta accadendo?
Poiché la storia ha un senso, devo preliminarmente ricordare che l’ho detto anche nel corso di un’intervista radiofonica il 30 aprile, l’ho ripetuto ad un convegno il 23 maggio, ed ora sono qui per il terzo appello. Purtroppo, per il concorso di diverse cause, questo vaccino non solo non funziona più, ma rende i vaccinati ospiti privilegiati per i nuovi ceppi di Bordetella pertussis che infettano preferibilmente i soggetti vaccinati adolescenti e giovani adulti, che, a loro volta, diffondono la malattia in seno alla popolazione della quale sono parte.

Dove risiede la causa di questo fallimento vaccinale?
La prima causa del fallimento risiede nella ridotta durata dell’immunità evocata dal vaccino. A prova e testimonianza di quello che dico, il 4 maggio 2015, Acosta et coll. del CDC affermano che: “La protezione da vaccino DTPa diminuisce entro 2-4 anni. La mancanza di protezione a lungo termine, dopo la vaccinazione, ha probabilmente contribuito all’aumento della Pertosse tra gli adolescenti”. Quindi, è lapalissiano che l’immunità, evocata dalla pratica vaccinale, svanisce abbastanza rapidamente, fino al punto da rendere gli adolescenti suscettibili alla malattia.

Il secondo elemento, che chi produce i vaccini non ha mai considerato, è il comportamento del microbo sotto la pressione selettiva esercitata dalla vaccinazione. La pressione selettiva esercitata dal prodotto vaccinale, che contiene tre antigeni della Bordetella (Pertactina, tossina della pertosse detossicata ed emoagglutinina filamentosa), ha spinto i ceppi dominanti attuali a privarsi della pertactina. Tale strategia microbica ha consentito la diffusione dei ceppi pertactina-negativi (PRN-) che ora dominano la scena mondiale. Questi ceppi trovano, per oscure ragioni, i loro ospiti privilegiati che sono i giovani vaccinati nei quali si replicano e producono la malattia. Questi stessi soggetti, attualmente sono quelli che diffondono la malattia nella comunità d’appartenenza.

Insomma ci sta dicendo che si continua a vaccinare pur sapendo della sua inefficacia e potenzialità di trasmettere i nuovi ceppi di “Bordetella pertossis” ad altri individui, il vaccino è una sorta di untore?
Purtroppo una veloce consultazione della letteratura scientifica recente consente di articolare un’analisi critica sullo stato dell’arte in cui versa il mondo scientifico, come al solito capace solo di reiterare le iniezioni vaccinali come unico ed esclusivo rimedio a tutti i mali del mondo. Però sono particolarmente felice di iniziare questo viaggio partendo da un matematico e da un biologo.

Nel 2015, Riolo and Rohani, sostengono che un richiamo vaccinale (booster) non va bene per tutti. Ma non è questa la materia del contendere. In tutta coscienza questi autori si pongono il problema dell’efficacia finale dei programmi di richiamo del vaccino (boosters), invitando ad individuare correttamente le cause reali della ricomparsa della pertosse, poiché con una diagnosi errata del problema tutto diventa inefficace e costoso.

Che sia costoso è lapalissiano, e che sia inefficace lo dimostrerò. Poiché il mondo della scienza in campo vaccinale ha il suo dogma centrale nel concetto di “una fiala per tutti”; non è nella concezione mentale di costoro considerare che esistono due osti con i quali fare i conti: il sistema immunitario del soggetto e la strategia di sopravvivenza del patogeno sotto la pressione selettiva determinata dal programma vaccinale.

Dr. Giannotta, il vaccino anti-pertosse ha fallito il suo obiettivo?
E’ un concetto semplice da dimostrare, il principio su cui si regge la filosofia vaccinale è quello di evocare una risposta immune adattativa di durata illimitata nel tempo (spesso con eccessiva enfasi ed ottimismo, si dice a vita), tramite la somministrazione di un preparato vaccinale; ne consegue che se la risposta evocata è evanescente o sparisce nel tempo, il vaccino ha miseramente fallito il suo unico obiettivo.

Importanti affermazioni dr. Giannotta, da quali studi ha dedotto questa importante affermazione sul vaccino antipertosse?
Un rapido cammino analizzando gli studi sulla durata dell’immunità evocata dal vaccino anti-pertosse, ci permette di comprendere meglio questo vaccino. Nel 2012, Klein et coll. affermano che l’immunità contro la pertosse diminuisce nei 5 anni successivi alla quinta dose di vaccino. Nello stesso anno, Witt e coll. si accorgono che l’immunità vaccinale dura poco e propongono una serie addizionale di dosi boosters prima dell’adolescenza. Lo studio però non ha tipizzato i ceppi in causa nell’epidemia. Come prima riferito, Acosta et coll. affermano che la protezione da vaccino DTPa diminuisce entro 2-4 anni.

Come unica e sola risposta all’evanescenza dell’immunità specifica nel tempo, vengono solo proposte dose boosters a varie età. Infatti, Freitas e coll. nel 2011 affermano che una dose booster a 12 anni di età è la migliore strategia per ridurre l’impatto nei bambini più suscettibili alle complicanze della pertosse. Gli italiani Carlino e coll., nel 2013 sostenevano che per ridurre l’incidenza e le complicazioni della pertosse nei neonati e nei soggetti immuno-compromessi, erano raccomandate dosi vaccinali di richiamo. Leggermente più rassegnati, ma comunque insistenti, sono Barlow et coll., che nel 2014 affermano che i bambini vaccinati e gli adolescenti che contraggono la pertosse hanno una malattia meno lunga e meno severa. A fronte di questo evidente insuccesso vaccinale, gli autori sostengono che bisogna comunque vaccinare gli individui ad alto rischio.

Per sintetizzare queste correnti di pensiero monotematiche, potrei dire che: comunque vada vacciniamo ancora con altre dosi supplementari.

Cosa sappiamo del ceppo “Bordetella Pertussis”, responsabile della pertosse anche nei soggetti vaccinati? E’ logico continuare a vaccinare anche se i ceppi sono mutati?
La Bordetella pertussis ha adottato le sue strategie vincenti sotto la pressione selettiva operata dalla campagna vaccinale contro la pertosse. Nel 2014 Lam et coll. hanno analizzato i ceppi di B. pertussis nel corso di un’epidemia australiana di pertosse, verificatesi tra il 2008 ed il 2012. Il 30% dei ceppi isolati non contenevano l’antigene vaccinale pertactina, ed hanno dimostrato che la B. pertussis è in continua evoluzione in risposta alla pressione selettiva esercitata dal vaccino.

Nel 2012, Theofiles et coll. hanno studiato i ceppi coinvolti nell’epidemia del Minnesota ed erano tutti ceppi senza pertactina. A dispetto delle evidenze, Gambhir e coll., nel 2015 dicono che l’epidemia americana del 2012 si spiega con una ridotta durata della protezione immunitaria, e lo dicono ricorrendo ad un loro modello matematico. Come risulta evidente, la vera causa dell’epidemia del 2012 nel Minnesota erano i ceppi PRN- (pertactina negativi) e non la ridotta riduzione della protezione immunitaria che è il preambolo al tema monocorde: ancora una dose di vaccino.

È sempre assodato che l’immunità specifica anti-pertosse è evanescente, ma continuare a vaccinare in presenza di ceppi mutati è una vera follia, un non senso scientifico, un voler far pagare agli adolescenti futuri il prezzo delle nostre scellerate decisioni.
Seguendo i dettami di questo particolare mondo scientifico approderemo a queste conseguenze:

1. Il vaccino anti-Pertosse rimarrà inefficace.
2. Si amplierà la sub-popolazione suscettibile alla Pertosse.
3. La Bordetella pertussis troverà molto ospitali i soggetti vaccinati.
4. I soggetti vaccinati diffonderanno la Pertosse poiché ospiti privilegiati dei nuovi ceppi batterici PRN-.

Dr. Giannotta, lei invita il mondo sanitario all’obbligo e necessità di capire cosa sta accadendo con questo vaccino senza pregiudizi, ancorandosi seriamente alla deontologia del medico, che non deve nuocere al paziente
Certo, concludendo, posso dire che dal matematico e dal biologo è arrivata l’unica cosa sensata, che l’ambiente medico dimostra di non aver considerato visto com’è
impegnato a promuovere dosi aggiuntive di un vaccino incamminato sul viale del tramonto. 

lunedì 26 settembre 2016

Bruno Groring: il grande guaritore che mori solo, in una clinica a Parigi


Il mistero di Bruno Gröning, guaritore miracoloso di Herford

Uno dei principali obiettivi della teoria e della ricerca sociologica, implica l’identificazione dei molteplici aspetti della società evidenziandone i fenomeni che la caratterizzano. Il presente elaborato si colloca in quella tradizione di studi che fa proprio questo principio, trattando una tematica complessa e controversa: la 'guarigione miracolosa'.
 
Tale evento sovrannaturale, quando accade, trova prevalentemente una sua spiegazione nella religione perché rappresenta, generalmente, per gli esseri umani il ponte ufficiale tra l’uomo e la divinità. Dio s’incarna in Gesù Cristo per ribaltare ogni concetto dogmatico attraverso la Sua parola taumaturgica e trasforma gli uomini da servi peccatori a figli di un Padre buono. Gesù li guarisce salvandoli per mezzo della fede, sostenendo che i suoi discepoli possono compiere le stesse azioni “nel Suo nome” in quanto dotati dei doni dello Spirito Santo, e per tali motivi legittimati a proseguirne l’opera salvifica.
È con spirito valutativo, dunque, che è stata affrontata l’area sociale, poiché molti individui si auto-definiscono guaritori. Un settore, questo, saturo di varie realtà, spesso inquietanti, legate a scopi di lucro che ben poco hanno a che vedere con i miracoli di Gesù Cristo. Per simili ragioni, ne vengono a soffrire quei personaggi che, nella verità dei figli di Dio, attuano guarigioni inspiegabili all’intelletto umano, naturalmente a titolo gratuito, e che affermano di essere soltanto umili strumenti di Dio: come nel caso di Bruno Gröning. Un uomo divenuto un fenomeno mondiale negli anni ‘50 meritevole di essere citato per il suo operato…

La storia di un uomo semplice

Bruno Gröning nasce a Danzica il 31 maggio del 1906 in un momento storico spinoso. È il quarto di sette figli e la madre, che ha sempre avuto parti dolorosi, lo mette al mondo – con stupore della levatrice – circondata da un fascio di luce che avvolge sia lei che il bimbo; poi scende dal letto e si reca dal marito che si trova a miglia di distanza. Da quel momento accadono strani fenomeni.
 
Infatti, fin dalla prima infanzia, Bruno dimostra di possedere rare qualità, alla sua presenza guariscono persone ed animali e, di sovente, si allontana per immergersi nel silenzio del bosco, nei pressi della sua abitazione. Il padre August, un uomo rigido e incline alla collera, lo maltratta per queste 'bizzarrie' e l’unica a proteggerlo è sua madre, una donna dolce e mite. Il bambino, pertanto, vive la sua infanzia in un’alternanza tra il bene e il male, ed i suoi comportamenti originali scatenano rabbia e sconcerto al punto che in famiglia viene definito 'il matto'.
A causa della prima guerra mondiale riesce a frequentare la scuola fino alla quinta classe. Impara presto a guadagnarsi da vivere facendo il falegname, il muratore, l’elettricista, il meccanico, ed altri mestieri…
Si sposa nel 1927 all’età di 21 anni. Il suo non è un matrimonio felice, la moglie non lo comprende e non crede nella sua forza guaritrice. Dall’unione nascono due figli Harald e Gűnter (1931-39 e 1939-49) che muoiono entrambi in ospedale. Durante la seconda guerra mondiale è chiamato alle armi, combatte sul fronte russo dove viene imprigionato. Nel duro periodo di prigionia freddo e fame attanagliano lui e i suoi compagni, tuttavia Bruno riesce a provvedere ad essi comunicando agli ufficiali russi che per ordini che vengono “dall’alto” devono distribuire cibo ed abiti pesanti per tutti. E stranamente i militari obbediscono…
Riacquista la libertà durante la profonda trasformazione della Germania e trasferitosi nella parte Ovest del Paese inizia la sua missione, quella che lo condurrà a divenire 'Il medico dei miracoli'. Siamo nel 1949.

Tra il cielo e la terra vi sono cose che sfuggono all’intelletto…

Bruno Gröning si spinge nella zona della Ruhr, dove sempre più persone guariscono dalle loro malattie. Si sposta di casa in casa chiamato ad aiutare, sempre disponibile ed instancabile finché un giorno un ingegnere di Herford lo invita a far visita al figlio di nove anni, malato di distrofia muscolare progressiva. Bruno riesce a far camminare il piccolo ed il padre, commosso, lo prega di rimanere presso di lui per aiutare altri malati. Egli accetta e da quel momento la sua fama si espande, ogni giorno arriva sempre più gente da ogni parte della Germania.
Tutti parlano di lui e del fenomeno Gröning. La stampa tedesca inizia ad occuparsi del caso, i più importanti giornali lo definiscono 'il medico dei miracoli' ed anche la stampa internazionale ne viene a conoscenza.
Da un estratto di Revue, Il miracolo di Herford:
“Giorno e notte arrivavano masse di gente ad Herford – scrive il cronista - nella piazza Wilhelm al numero 7, casa nella quale alloggiava Bruno Gröning presso i genitori del bambino che aveva guarito. La miseria umana che si manifestava era impressionante e senza limite. Nei giardini circostanti la casa e nelle zone vicine sedevano gli ammalati sulle sedie a rotelle, distesi su barelle, aspettando di essere guariti... Da ogni parte della Germania arrivavano i sofferenti, i giovani e i vecchi, le donne, le ragazze, i bambini di ogni classe sociale, americani, inglesi, belgi, svizzeri, svedesi, ungheresi, polacchi, ed anche zingari richiamati dalla guarigione di un bambino zingaro muto. Infermi, ciechi, sordi, una comunità di miseria e di bisogno. Gente povera senza speranza con un unico desiderio: guarire!”
Il sensazionalismo intorno al 'medico dei miracoli' si protrae nel tempo mantenendo la Germania con il fiato sospeso. Viene girato un film e chiamate in causa Commissioni Scientifiche e Tribunali, che vietano a Bruno di operare guarigioni perché viola l’onore professionale dei medici. Si espongono anche le più alte cariche dello Stato con pareri contrastanti.
Il Ministro della Previdenza Sociale della Westfalia e Reno del Nord accusa Bruno Gröning di abuso della legge empirica, mentre il Presidente Ministeriale della Baviera dichiara che per l’eccezionale apparizione di questo straordinario uomo, non si può gettare alle ortiche la sua opera, che definisce "libera opera d’amore". Inoltre, la Chiesa Protestante ritiene il suo operato incompatibile con i dettami della fede, mentre numerosi sacerdoti cattolici lo seguono con fiducia, definendo le guarigioni benedizioni donate da una Forza Superiore…
Tra la miseria umana e la contesa, si spalanca un abisso di difetti umani e Bruno stesso commette l’errore di affidarsi - per la gestione di quella che ormai è un’attività che coinvolge migliaia di persone - a soci interessati soltanto a sfruttarlo lucrando sul suo operato, che lo espongono ancora una volta all’attenzione della giustizia. Ma viene assolto dai giudici di Monaco di Baviera che, pur riconoscendogli la buona fede, gli ordinano di cessare ogni attività.
Dopo il processo Gröning presenta il suo operato come un insegnamentopo il processo Gröning presenta il suo operato come un insegnamento spirituale, staccandosi da quei 'dottoo spirituale, staccandosi da quei 'dottori' che chiedono denaro ai sofferenti. Ma la situazione peggiora e nel 1955 viene implicato in una serie di vicende giudiziarie; i mancati guadagni hanno indispettito alcuni individui che si definiscono medici. Tra questi il suo maggior accusatore è Otto Meckelbur, che per vendetta fa riemergere una storia grave accaduta anni prima, da lui stesso manipolata con lo scopo di distruggere la figura di Bruno, che viene accusato di aver promesso la guarigione dalla tubercolosi ad una ragazza, in seguito deceduta.
Nel 1956 è assolto dall’accusa di omicidio e condannato per esercizio abusivo della professione medica, dopo due anni, in appello, viene nuovamente ingiustamente incriminato. Bruno Gröning tenterà un ricorso, ma ormai è troppo tardi: gli viene diagnosticato un cancro allo stomaco. A Parigi, durante i due interventi, lascia interdetti i medici che trovano i suoi organi interni, non devastati da un cancro, ma completamente carbonizzati…
Termina i suoi giorni il 26 gennaio del 1959, il processo si concluderà a causa del decesso dell’imputato, la cui sentenza definitiva non sarà mai pronunciata. L’urna con le sue ceneri è deposta presso il cimitero forestale di Dillenburg.
Il 'guaritore miracoloso di Herford' colui che aveva guarito migliaia di persone, morì solo, in una clinica di Parigi. Ma perché accadde? Perché sopportò una sofferenza così amara e tante ingiustizie? Perché non poté aiutare se stesso?
Grete Häusler - fondatrice dei Circoli degli amici di Bruno Gröningin tutto il mondo, così scrive nel suo libro Das Heil erfahren das ist Wahrhei:
“Bruno Gröning nella sua breve permanenza su questa terra ha portato tanto bene. Il dono di aiutare gli era innato fin dalla culla. Dovunque egli andasse accadevano cose meravigliose, non spiegabili con l’intelletto. Al pubblico si presentò nel 1949 e dopo le migliaia di guarigioni, dopo soli tre mesi, gli fu vietato di aiutare. Fu inseguito, perseguitato e processato più volte. Si volle penalizzarlo e condannarlo. Perché? A chi ha fatto del male? A nessuno. Ha fatto soltanto tanto bene a moltissime persone…Era innocente ma si volle punirlo. Era innocente ma gli fu vietato ciò che Dio gli aveva ordinato di fare: aiutare gli uomini!”
Bruno Gröning non era un guaritore, ma un grande mistero… Un mistero di Dio.


http://www.macrolibrarsi.it/libri/__bruno-groning-il-dottore-dei-miracoli-libro.php?pn=1184