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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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mercoledì 18 ottobre 2017

McDonald’s lancia McVegan, il panino vegano: ma possiamo davvero fidarci?


 McVegan
McDonald’s lancia in Finlandia il McVegan, il panino senza carne o derivati di origine animale. Operazione di marketing o reale svolta nelle politiche aziendali? Un’analisi.

Visti i trend di mercato, che vedono crescere il numero di persone attente all’alimentazione e preoccupate dall’etica delle proprie scelte alimentari, la più grande catena di fast food al mondo corre ai ripari. E lancia il panino vegano, il McVegan.
Per ora il nuovo prodotto è disponibile solo in Finlandia, a Tampere. Il lancio è arrivato il 4 ottobre e questa prima fase di test si concluderà il 21 novembre. Dopodiché dovrebbe arrivare la diffusione globale. Ma siamo proprio sicuri di volerci rivolgere proprio al McDonald’s per i nostri pasti veg?

McVegan: va dove ti porta il mercato

Partiamo  innanzitutto dal prodotto. Il McVegan ricalca quasi in tutto il classico Quarter Pounder, l’hamburger di carne bovina, tra i più venduti dalla catena.

Nella versione veg, l’hamburger è chiaramente di soia. A questo vanno ad aggiungersi lattuga, pomodoro, cipolla, sottaceti e la salsa McFeast in versione vegana. Ovviamente non ci sono formaggi o altri derivati del latte.Anche se si tratta del primo panino veramente vegano, non è stata questa la prima mossa di McDonald’s per accattivarsi il pubblico che ha scelto di non mangiare carne. 

Era il 2014 quando, ad esempio, la catena apriva un proprio punto in India, dove per tradizione religiosa non viene consumata carne. Qui venivano offerti menu esclusivamente vegetariani. Successivamente, il fast food ha lanciato anche il McVeggie, panino vegetariano con diversi tipi di verdura. Ma rendeva disponibili anche insalate e frutta di stagione, yogurt con cereali e gelati.

D’altronde il trend di mercato è molto chiaro. Se prendiamo in considerazione il solo mercato USA, ‘patria’ del McDonald’s, scopriamo che il numero dei vegani è cresciuto al 6% dei consumatori. Era appena all’1% nel 2014. Nel mondo, la popolazione vegetariana è invece circa il 5% del totale: su circa 7 miliardi di persone, stiamo parlando di un target potenziale di 350 milioni di consumatori.

Un’opportunità troppo ghiotta per McDonald’s e le altre catene di fast food.

McVegan: ma noi non dimentichiamo…
Al di là delle implicazioni etiche della scelta di una catena di fast food globalizzata, che tende ad appiattire varietà e specificità locali, l’idea di un McVegan non ci entusiasma.
Prendiamo per esempio le patatine fritte. In teoria sarebbero anche quelle un piatto vegano. Peccato che il prodotto McDonald’s contenga latte idrolizzato (usato nella fase pre frittura) e un aroma di carne di manzo: appena 2 dei 19 ingredienti presenti nella ricetta americana. In Italia la situazione è un po’ diversa (qui le patatine Mc sono effettivamente vegan): ma la questione è soprattutto di principio.

Non dimentichiamo poi anche la qualità dei prodotti effettivamente impiegati. Qualche anno fa, lo chef inglese Jamie Oliver dichiarava che la carne degli hamburger era “inadatta al consumo umano”. Per non parlare poi delle politiche aziendali in termini di diritti dei lavoratori, della gestione sostenibile del packaging, dell’adescamento dei minori attraverso la pubblicità.

Insomma, per convincerci delle sue buone intenzioni McDonald’s dovrebbe fare di più di una semplice operazione di marketing. Dietro la presunta “svolta green” del McVegan, vorremmo cioè vedere un cambiamento vero, concreto in direzione di una maggiore responsabilità sociale e ambientale.

Riportiamo sul tema le parole di Adriano Fragano di Veganzetta, quanto mai efficaci:
«Quella di un Ronald McDonald’s “green” è la nuova faccia delle sconfinate zaibatsu: multinazionali che macinano corpi, vite, ambienti e diritti altrui in nome del profitto ma con un volto pulito, “verde” e quindi presentabile (si chiama greenwashing)».

fonte: https://www.ambientebio.it/alimentazione-biologica/mondo-veg/mcdonalds-lancia-mcvegan-panino-vegano-possiamo-davvero-fidarci/ 


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martedì 17 ottobre 2017

VACCINI, ORDINE MEDICI DI ROMA: NESSUNA VACCINAZIONE SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI






IL CONSENSO DEI GENITORI È IMPOSTO DALLA COSTITUZIONE E DALLA CONVENZIONE DI OVIEDO
CODACONS: NON REGGONO LE DISPOSIZIONI LORENZIN/GUERRA CONTRARIE AGLI ESAMI PREVACCINALI GIÀ IMPUGNATE DAL CODACONS DAVANTI AL TAR E CORTE COSTITUZIONALE

Traballa l’impianto delle disposizioni ministeriali che puntano a non fare esami prevaccinali ai bambini e ancor di più gli avvisi affissi negli studi ambulatoriali che informano i genitori dei piccoli pazienti che non si prescriveranno esami anticorpali perché inutili o perché la legge non li prevede. 

Lo afferma il Codacons, che accoglie con soddisfazione la comunicazione del 10 ottobre scorso del Presidente dell’Ordine dei medici di ROMA, rivolta ai propri iscritti, e che risulta in linea con le denunciate violazioni della normativa da parte del Codacons.

Secondo l’Ordine, infatti,
Nessuna vaccinazione senza il consenso dei genitori. Il consenso informato, quale espressione della consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal medico” deve considerarsi “principio fondamentale in materia di tutela alla salute”, trovando “fondamento negli artt.2, 13 e 32 della Costituzione”. Peraltro, ricorda Lavra, la Convenzione di Oviedo del Consiglio d’Europa sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, esprimono principi analoghi. A cio’ si aggiungano i riferimenti al consenso informato contenuti nella legislazione nazionale, ogniqualvolta si affermi il carattere, di norma volontario, dei trattamenti sanitari. Da ultimo, sottolinea il Presidente dell’Ordine di Roma, anche il Codice Deontologico stabilisce all’art.35 che “il medico non intraprende ne’ prosegue in procedure diagnostiche e/o interventi terapeutici senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato”. Da tutto cio’ deriva che un atto sanitario posto in essere in assenza di consenso puo’ integrare un illecito civile, penale e deontologico”.
Sin dalla entrata in vigore delle disposizioni ministeriali del 16.8.2017 a firma del Direttore generale Guerra, l’associazione ha sottolineato il contrasto della nuova legge sulle vaccinazioni con le norme ordinarie già in vigore nel nostro Paese e non derogate espressamente dalle nuove disposizioni, ad esempio ponendo il costo degli esami prevaccinali a carico dei genitori.

Anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente dell’Ordine dei medici di Roma Giuseppe Lavra, le argomentazioni del Codacons acquistano ora maggiore consistenza sia al Tar del Lazio, dove pende un ricorso promosso dall’associazione, sia alla Corte Costituzionale, dove il Codacons è intervenuto a sostegno della Regione Veneto contro la legge Lorenzin.

lunedì 16 ottobre 2017

Marco Pizzuti: Gli incendi della California e l’albero del diavolo

Usa, l'inferno in California: oltre 600 dispersi, 23 morti e 3500 abitazioni distrutte


di
Marco Pizzuti

In questi giorni abbiamo assistito al più grande incendio della storia della California, con fiamme indomabili che hanno distrutto 3500 abitazioni, ucciso 23 persone e provocato più di 670 dispersi. Un fatto che ha dell’incredibile se pensiamo che il rogo si è consumato nella moderna California, dove di certo non mancano i mezzi per spegnere un incendio e dove possono facilmente arrivare aiuti dal resto degli Stati Uniti.  I roghi infatti, sembrano possedere una forza implacabile e come dimostra un documento video pubblicato dal Corriere della Sera, un albero è stato addirittura filmato mentre bruciava dall’interno senza produrre fumo e senza consumarsi come accade normalmente agli alberi durante i comuni incendi. 

albero

I più religiosi lo hanno subito soprannominato l’albero del diavolo ma belzebù non c’entra affatto e secondo alcuni, la spiegazione del fenomeno si troverebbe nel particolare tipo di legno dell’albero. Questo fatto anomalo in realtà, ricorda da vicino i fenomeni di autocombustione di Caronia di Canneto (Sicilia) dove gli incendi divampavano da soli, all’improvviso e dall’interno degli oggetti (anche quelli normalmente non infiammabili) persino davanti agli uomini della protezione civile. La popolazione del luogo lanciò subito l’allarme e il gruppo di esperti interistituzionale (istituito con ordinanza emergenziale della Protezione Civile n. 3428 che prevedeva una collaborazione tra Stato Italiano e Regione Sicilia) che indagò sulla vicenda per mesi, escluse che potesse trattarsi di incendi dolosi, proponendo come spiegazione plausibile, l’origine artificiale dei fenomeni: “Si è valutata la possibilità che la zona possa essere stata interessata da emissioni elettromagnetiche impulsive (EMP) ed episodiche, capaci di generare una grande potenza concentrata in frazioni di tempo estremamente ridotte”.  Gli esperti scoprirono inoltre che il fenomeno era generato da potentissimi fasci di microonde compresi tra i 300 megahertz e alcuni gigahertz che provenivano dal mare, a nord di  Canneto.

Dall’osservazione degli incendi verificatisi nella vegetazione di Caronia di Canneto, si scoprì anche che l’effetto autocombustione interna si manifestava in maniera selettiva, bruciando solo alcune piante e senza produrre effetti sulle altre specie limitrofe. In pratica, doveva trattarsi di sperimentazione di armi che sfruttavano la tecnologia a risonanza elettromagnetica in grado di colpire esclusivamente determinati obiettivi. Per questo motivo, nell’estate del 2014, mentre mi trovavo a Zurigo, ricevetti la telefonata di Ade Capone (autore di riferimento del programma Mistero), il quale mi chiese informazioni sul meccanismo di azione delle armi a risonanza di cui avevo parlato nel saggio Scoperte scientifiche non autorizzate, con specifico riferimento a Caronia di Canneto. Parlammo una decina di minuti scarsi ma mi disse anche che aveva realizzato un servizio bomba sui fatti anomali di Caronia di Canneto e che era entusiasta di ciò che aveva saputo.  

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    Ade Capone

Qualche mese dopo, Ade mi richiamò per propormi il ruolo da conduttore in un programma di esperimenti su La7 che si sarebbe chiamato “Experimental”, dove avrei dovuto mostrare alcuni degli esperimenti scientifici più controversi, insieme a una co-conduttrice che mi avrebbe fatto da “spalla”.  Precisò che prima avremmo dovuto girare una “puntata zero di presentazione” ma che era una cosa seria perché aveva già preso degli accordi. Qualche settimana dopo, gli scrissi una email ma non rispose e quindi lo chiamai anche telefonicamente. Il telefono però era spento e così contattai la redazione di Mistero per avere sue notizie e mi dissero che Ade (56 anni) era morto improvvisamente per problemi di salute. Il lutto era avvenuto il giorno prima, il 4 febbraio del 2015 e appena me lo dissero, mi mancò la terra da sotto i piedi. Oltre ad essere stato un bravissimo autore, Ade era sempre stato una persona eccezionale anche dal punto di vista umano e lo ricordo con grande affetto. 

In seguito, il suo servizio esclusivo su Caronia di Canneto non è stato più trasmesso e a distanza di tre mesi è morto improvvisamente anche Claudio Cavalli (53 anni), il produttore del programma Mistero, con cui condivideva molte delle sue passioni in ambito lavorativo. Con la scomparsa di Ade e di Claudio, il programma ha cambiato completamente format e sicuramente si tratta solo di coincidenze, ma ritengo comunque assai probabile che il servizio di cui mi aveva parlato Ade a Zurigo, poteva contenere materiale scomodo.

Circa un mese dopo la sua morte, i giornali pubblicarono la notizia secondo cui tutti i misteriosi incendi di Caronia di Canneto sarebbero stati appiccati da Giuseppe Pezzino (il figlio 26 enne del presidente del comitato delle vittime) per incassare i soldi dei risarcimenti. Il caso dunque sembrava definitivamente risolto, perché gli inquirenti dimostrarono che il giovane aveva effettivamente provocato alcuni degli incendi più recenti. Da allora quindi, non si è più parlato di Caronia di Canneto se non in termini di “bufala”, ma rimane il fatto accertato dagli esperti del gruppo interministeriale, che i primi roghi non erano normali incendi dolosi, bensì anomali fenomeni di autocombustione che bruciavano gli oggetti dall’interno. Neanche il diavolo insomma sembrava c’entrare niente, come evidentemente non c’entra niente neppure nel caso degli alberi della California che bruciano dall’interno….

fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2017/10/15/gli-incendi-della-california-e-lalbero-del-diavolo/ 

domenica 15 ottobre 2017

Che succede dopo la morte? 8 menti pioniere nella ricerca rispondono


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Nessuno sa con certezza cosa succede dopo la morte. È una questione di teoria ed immaginazione mischiate a saggezza antica e intuizione. Tuttavia molti di noi possono essere d’accordo sul fatto che l'essere umano è un'anima che vive per un tempo in un corpo fisico.

L'anima si sente infinita e le testimonianze di esperienze prossime alla morte ( near-death experiences ) ci fanno dedurre la possibilità che un grande viaggio possa cominciare nel momento in cui il corpo muore.
Sembra che i regni della scienza e dello spirito siano in disaccordo tra di loro, salvo quando si esaminano le grandi questioni dell'esistenza umana, per esempio cosa accade dopo che moriamo: in questo caso le due discipline convergono.
 
Persino Einstein giunse alla conclusione che la scienza e lo spirito sono intrinsecamente correlati e faceva notare:

“chiunque sia seriamente coinvolto nella ricerca scientifica, si convince che uno spirito si manifesta nelle leggi dell’universo, uno spirito ampiamente superiore a quello di un essere umano ed uno al cospetto del quale noi, con i nostri modesti poteri, dobbiamo sentirci umili” Albert Einstein
Nel suo libro, The New Science of Psychedelics: At the Nexus of Culture, Consciousness, and Spirituality, l’autore e ricercatore David Jay Brown, ha chiesto ad un numero di figure contemporanee di spicco, nel campo della coscienza, della spiritualità e della scienza, che risposta danno a questa questione (cosa succede dopo la morte).

(...)
8. Rupert Sheldrake, Ph.D.
Noto per la sua teoria della risonanza morfica,  Rupert Sheldrake è un biologo, biochimico, parapsicologo ed autore di Science Set Free. Fa riferimento all'importanza di considerare l'esperienza umana nel dare una risposta a questa domanda.

Per me il miglior punto di partenza per questa domanda, se ci sia o  meno una vita dopo la morte, è l'esperienza
Abbiamo tutti l'esperienza di un certo corpo alternativo, quando sognamo.
Tutti quando sognano hanno l'esperienza di fare cose che il loro corpo fisico non sta facendo.

Quando sogno può darsi che stia passeggiando, parlando con le persone o persino volando, tuttavia queste attività nei miei sogni, che accadono in un corpo, stanno accadendo nel mio corpo di sogno. Non stanno accadendo nel mio corpo fisico, che invece è disteso e addormentato nel letto.
Quindi abbiamo tutti un certo tipo di corpo parallelo nei nostri sogni. Ora, dove esattamente questo accade, in che tipo di spazio i nostri sogni stanno accadendo, è un'altra questione. È ovviamente uno spazio che a che fare con a mente o la coscienza, possiamo prendere per certo che quello spazio sia confinato all'interno della testa.  Le persone normali deducono che debba esserlo, ma deducono anche che tutta la nostra coscienza sia nelle nostre teste e su questo io non posso essere d’accordo.
Credo che le nostre menti si estendono oltre i nostri cervelli in ogni atto di visione; questo è qualcosa che ho discusso nel mio libro The Sense of Being Stared At, and Other Aspects of the Extended Mind ((qui in italiano).
Quindi credo che questa idea della vita dopo la morte, si riferisca alle nostre esperienze fuori del corpo, dove le persone sentono di fluttuare fuori dal loro corpo e si vedono dall’esterno. Oppure nei sogni lucidi, dove le persone nei loro sogni diventano consapevoli che stanno sognando e possono con la volontà andare in luoghi particolari prendendo controllo del loro sogno. Questi sono ed erano estensioni del corpo del sogno.
Ora, quando moriamo, è possibile, a mio modo di pensare, che sia piuttosto come essere in un sogno da cui non possiamo svegliarci
Questo regno di coscienza, di cui facciamo esperienza dei nostri sogni, può esistere indipendentemente dal cervello, perché non è realmente un regno fisico. È un regno di possibilità od immaginazione. È un regno della mente. È possibile che possiamo continuare a vivere in una forma di mondo di sogno, mutando e sviluppandoci in quel mondo, in un modo che non è confinato al corpo fisico.

Ora, se questo accada o meno,  è un'altra questione. Ma a me sembra possibile.  Le esperienze fuori dal corpo e quelle  prossime  alla morte, possono suggerire che in realtà cio’ è veramente ciò che accadrà quando moriamo e che ciò che accadrà allora può effettivamente dipendere dalle nostre aspettative. 

Può essere che i materialisti e gli atei, che pensano che la vita dopo la morte sarà effettivamente un vuoto, faranno veramente l’ esperienza di questo. Può darsi che le loro aspettative influiranno effettivamente con ciò che accadrà. Può darsi che coloro che pensano di andare in un regno paradisiaco di palme e oasi e ragazze danzanti con gli occhi a mandorla effettivamente saranno là. Può essere che la vita dopo la morte sia pesantemente condizionata dalle nostre aspettative e credenze, esattamente come lo sono i nostri sogni"


>>> tutto l'articolo qui: http://www.thelivingspirits.net/sulla-morte-e-le-altre-vite/che-succede-dopo-la-morte-8-ricercatori-davanguardia-rispondono.html

venerdì 13 ottobre 2017

La NASA sta considerando di alterare il DNA degli astronauti per la missione su Marte

space astronauts  

La NASA vuole manipolare il DNA dei suoi astronauti diretti verso Marte, per proteggerli dalla radiazione cosmica che provoca cancro. La NASA sta pianificando di mandare la prima missione umana su Marte tra il 2030 e 2040, ma si trova davanti ad una serie di ostacoli.

Gli astronauti “di Marte” saranno esposti a particelle di alta energia e la NASA sta cercando i modi per riparare il danno che questo farebbe al loro DNA. Cio’ potrebbe significare anche alterare i geni degli astronauti e la loro attività genetica.

Quando gli esseri umani viaggiano per periodi prolungati oltre il campo magnetico della Terra, essi sono esposti a nuclei atomici carichi che possono muoversi rapidamente attraverso il DNA ed aumentare il rischio di cancro e demenza.

Secondo uno studio del 2014 (study) sui rischi delle radiazioni dello spazio, gli astronauti sarebbero esposti ai livelli della radiazione del raggio cosmico galattico che supererebbe il limite della loro vita in soli due anni. Gli astronauti diretti su Marte sarebbero esposti ad una radiazione simile per almeno questo tempo.

"Gli astronauti potrebbero avere una armatura o un campo di forza elettromagnetico a loro protezione, ma questo non è molto pratico", ha detto al Times Douglas Terrier, il capo tecnologico della NASA.

“Stiamo osservando una serie di cose, da terapie medicinali, che sembrano essere molto promettenti, a cose piu’ estreme come una modifica epigenetica” ha detto Terrier (said).
“Io penso che questi avrebbero molte conseguenze etiche e quindi sono ancora nelle fasi di pensiero sperimentale”

>>> tutto l'articolo tradotto qui: http://www.thelivingspirits.net/dal-cosmo/la-nasa-sta-considerando-di-alterare-il-dna-degli-astronauti-per-la-missione-su-marte.html 
fonte originale:  https://www.rt.com/news/406123-nasa-mars-radiation-dna/