IL PRESENTE BLOG RIPORTA E SOPRATTUTTO TRADUCE INFORMAZIONI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE E BENESSERE CON MEZZI E RIMEDI NATURALI E NON CONVENZIONALI, PRESE SOPRATTUTTO DALLA RETE E I CUI AUTORI SONO MEDICI E PROFESSIONISTI DELLA SALUTE E RICERCATORI. SEGNALA ALTRESI POLITICHE ... "NON PROPRIAMENTE SALUTISTICHE" NEI CONFRONTI DELLA RAZZA UMANA, CHE CI STA A CUORE, SEBBENE CONSAPEVOLI CHE NON SIA LA SOLA INTORNO A NOI. SONO SEMPRE CITATE LE FONTI A CUI SI PREGA DI FARE RIFERIMENTO PER ULTERIORI DETTAGLI. NON SI ACCETTANO COMMENTI VOLGARI, DIFFAMATORI E AMBIGUI. NON E' UNO SPAZIO PER LA DISINFORMAZIONE.

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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO
La guarigione non locale a distanza, in subspazio, con la qxci-scio

venerdì 9 dicembre 2016

Migliaia di oche delle nevi muoiono in Montana dopo essere atterrate su acqua contaminata



Un gruppo di cosiddette oche delle nevi, perche' sono bianche, decide di riposarsi in un lago lungo la loro rotta migratoria.

Nevica e sono stanche. Vedono il lago.
Un luogo ideale.

Non sanno pero' che il lago e' in realta' un buco-miniera un tempo usato dall'industria del rame, abbandonato e a cielo aperto, oggi pieno di acqua tossica e acida. E' anche un sito indicato dal governo federale come sito da bonificare - un Superfund site - una specie di sito di interesse nazionale per gli americani

Gli uccelli sono in volo.
Arrivano, si posano sull'acqua e muoiono all'istante.
Tutti.

Il "lago" in questione si chiama Berkeley Pit e siamo nelle vicinanze di Butte, Montana. E' gestita dalle due ditte Atlantic Richfield e Montana Resources. Gli addetti hanno cercato di allontanare gli uccelli, prima della loro discesa, cercando di spaventarli per farli atterrare altrove.

Non e' la prima volta che tutto cio' succede. Presso la Berkeley Pit ci fu un incidente simile nel 1995 con la morte di 342 oche bianche che bevvero l'acqua del lago e le cui trachee furono ustionate, causandone la morte.

In questo nuovo episodio del 2016 non si conosce il numero esatto di uccelli morti anche se i responsabili dicono che si tratta di circa il 10% dello stormo iniziale. Quello che si sa e' che non s'e' n'e' salvata neancha una: tutte quelle che sono entrate in contatto con l'acqua tossica del lago sono morte.

Butte era un tempo nota come la "piu ricca collina del mondo". Nel 1955 le operazioni di scavo iniziarono sotto la Anaconda company. Erano gli anni d'oro del rame, usando un gioco di parole.
Nel corso degli anni questa miniera produsse un miliardi di tonnellate di rame e di monnezza. I prezzi del rame calarono a partire dalla fine degli anni '70 e la miniera venne abbandonata nel 1982.
Resto' dietro un buco. La miniera. Con gli anni la pioggia ci entro' dentro e si formo' questo lago. L'acqua piovana reagi' con i sulfidi e gli altri metalli ancora presente nel terreno creando una specie di cisternona piena di un brodino tossico.

Ci sono progetti di svuotarla e di bonificarla prima che sia troppo tardi e prima che le falde acquifere vengano compromesse. Ma non siamo ancora arrivati qui, e la miniera per adesso e' ancora li che cuoce monnezza e uccelli morti.

Dopo l'incidente del 1995 si decise pero' di mettere su un sistema di segnali di allerta per gli uccelli con fari, e sensori che attivassero rumori molesti.

Tutto bene fino a qualche giorno fa.
Lo stormo del 2016 era di dimensioni fuori dal comune e viaggiava in ritardo rispetto ai tempi soliti delle migrazioni. A causa dei cambiamenti climatici, secondo il professor Jack Kirkley, ornithologo dell'Universita' del Montana, gli uccelli tendono a cambiare le proprie rotte e a partire per il sud prima o dopo del normale, portandoli a volte ad esplorare rotte nuove. In questo caso, la stanchezza ha prevalso e tutti i sistemi di cautela non hanno funzionato.


fonte: http://dorsogna.blogspot.it/2016/12/le-oche-bianche-riposano-nel-lago.html

VEDI ANCHE:

Thousands of snow geese die in Montana after landing on contaminated water


mercoledì 7 dicembre 2016

Il Fiore della Vita, una Geometria Sacra. Conoscenza e Protezione




Il Fiore della Vita è un simbolo comune a molti insegnamenti religiosi e spirituali in tutte le culture del mondo. E’ uno dei simboli piu’ sacri noti all’essere umano. E’ una forma geometrica costituita da molti cerchi, della stessa misura, che si sovrappongono fra loro.
Il Fiore della Vita è un simbolo che si considera una geometria sacra che contiene un antico valore religioso e descrive le forme fondamentali dello spazio e del tempo. 

La rappresentazione piu’ antica del Fiore della Vita a noi nota si trova nel Tempio di Osiride ad Abydos, in Egitto, ma altre rappresentazioni si trovano anche in altre antiche strutture in vari paesi, tra cui: Israele, Turchia, Irlanda. Anche a Pechino, nella “città proibita” (il palazzo imperiale) si trova una interessante rappresentazione del Fiore della Vita: in forma sferica sotto la zampa del “cane Du”, noto come il “Leone Guardiano” . 

Il Palazzo è stato la sede di 24 Imperatori delle dinastie Ming e Qing. I cani Fu erano un simbolo di protezione degli edifici e dei loro abitanti ed erano anche considerati i guardiani della conoscenza, fatto interessante se si considera che il simbolo sferico del Fiore della Vita, è stato trovato appunto sotto le zampe del cane…I cani letteralmente sono guardiani della conoscenza.
 Albero della Vita

 Fiore della Vita
Ma …cosa è La “geometria sacra?”
Varie forme come triangoli, esagrammi e ottagoni, venivano considerati in passato come espressioni fisiche di un numero. Per questa ragione, tali forme hanno in sé un valore vibrazionale superiore, poiché visibile. (Si pensi anche a Castel Del Monte in Puglia...)
Questa la ragione per cui anche Leonardo da Vinci era molto interessato nel Fiore della Vita e studiava la sua forma e le sue proprietà matematiche. Egli era anche interessato a comprendere il perchè il Fiore della Vita si collegasse alla realtà fisica e alla coscienza. Leonardo disegnò il Fiore della Vita ed anche il Seme della Vita. Leonardo divenne famoso anche per aver usato nella sua produzione artistica, la sezione aurea del phi, sezione nota anche come spirale- successione di Fibonacci, che deriva dallo schema del Fiore della Vita.

La Spirale di Fibonacci riguarda la serie dei numeri 0,1,1,2,3,5,8,13,21,34… in cui in ogni numero è dato dall’addizionare i precedenti 2 numeri. La spirale composta da questa equazione matematica, puo’ essere trovata in tutte le cose viventi , inclusi gli esseri umani , le piante, gli animali e persino la nostra galassia, la Via Lattea. 

Questi alcuni tra gli antichi siti che sono stati costruiti su questi principi geometrici : Il Partenone, Atene, 438 a.C. La Piana di Giza – Egitto- 2600 a.C. Il Taj Ma Hal India.
Qui un video (in inglese) di Spirit Science, che è interessante (nonostante il tono metallico quasi ossessivo della narrazione) : fornisce una breve ma dettagliata introduzione al Fiore della Vita, al Seme della Vita, l’Uovo della Vita e alla Geometria Sacra. 

fonte: http://www.thelivingspirits.net/energia-e-frequenze-di-guarigione/i-segreti-delluniverso-cos-e-il-fiore-della-vita.html


PIASTRA TESLA CON IL FIORE DELLA VITA

lunedì 5 dicembre 2016

Naturalnews: i 7 fattori che alimentano il cancro e mutano le cellule



(NaturalNews) Il cancro non è una malattia, piuttosto un disturbo delle cellule, che fa si che mutino e si moltiplichino in modo incontrollabile. Ecco perchè il cancro non è contagioso, a parte l’HIV, infatti è un virus e non un disturbo cellulare.

Non importa se crediate o meno nelle “cospirazioni” , perchè il fatto è che il cibo normalmente usato in America [autore e testata sono americane, ndt] è stato ingegnerizzato e industrialmente lavorato proprio per causare cancro, ed in molti modi, non solo una. C’è una chiara ragione per cui un americano su tre ha il cancro, quando 100 anni fa quasi nessuno in America lo aveva.

Vi state chiedendo perché la “ricerca della cura” è una grande bufala? Naturalmente vi sareste augurati che le vostre donazioni andassero a buon fine in un aiuto, ma non è cosi. I fiocchetti rosa [delle propagande delle ONLUS per la salute…] sono solo dei mini-poster che rappresentano gli schemi Ponzi inventati da milionari che hanno voluto duplicare e triplicare la loro ricchezza. 


Volete prevenire e curare il cancro? Allora smettetela di consumare sostanze chimiche e già che ci siete dite ai vostri amici, alla vostra famiglia, ai vicini , ai colleghi, quel che state facendo. Si… è cosi semplice.

(...)
Tutti i cancri iniziano nelle cellule, e queste ultime producono segnali per controllare quanto spesso si dividono. Le sostanze chimiche nel cibo, nelle bevande, nei vaccini, nelle sostanze farmaceutiche e chemioterapiche , creano falsi segnali e ne distruggono altri consentendo cosi alle cellule di moltiplicarsi esponenzialmente e cosi ha inizio la formazione di un nodulo che si chiama tumore. 


(...) Quindi senza far altro trambusto sul tema, ecco i 7 carburanti, che alimentano il fuoco del cancro e mutano piu’ cellule:

1. Acqua potabile pubblica con fluoro [in USA]
2. Cibo OGM – (corretto con erbicidi pro-cancro)
3. Dolcificanti artificiali, ovvero aspartame, sorbitolo, sucralosio
4. Vaccini e la dose annuale del vaccino influenzale: spesso contiene mercurio, alluminio, formaldeide e MSG (glutammato monosodico)

>>> tutto l'articolo qui:
http://www.thelivingspirits.net/big-pharma/naturalnews-i-7-top-fattori-che-alimentano-il-fuoco-del-cancro-e-mutano-le-cellule.html 



Fonte originale: http://www.naturalnews.com/056213_cancer_fuel_food_carcinogens.html#ixzz4RiFSESkZ
Traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
VEDI ANCHE:
La guerra segreta del cibo, avvelenato apposta per noi
La cellula non si deteriora spontaneamente. Quindi, perche' si ammala?  
 

sabato 3 dicembre 2016

Inchiesta shock: a cosa servono realmente i vaccini? O meglio, a chi servono?


Un recente studio, realizzato sul confronto tra bambini vaccinati e non, ha portato alla luce una verità che da anni sospettavamo: i bambini vaccinati contraggono il 500% di malattie in più di quelli non vaccinati. Sorpresi? Noi no.

La storia relativa ai vaccini va avanti da anni, il sospetto c’è sempre stato ed ora possiamo affermare che probabilmente non servono effettivamente a proteggerci ma piuttosto sono una garanzia per l’industria farmaceutica che si assicura un “cliente” a vita.


I vaccini contengono alcune sostanze tossiche per l’organismo e di conseguenza tendono ad abbassare le difese immunitarie!


Questa indagine, che si sta sviluppando da anni, è stata condotta dal dottor Andreas Bachmair, un medico omeopata classico. Chiaramente i media ufficiali non hanno fatto riferimento a questa notizia che sta passando, come moltissime altre cose, nel silenzio più assoluto. I media oggi riportano notizie inaffidabili, fuorvianti e l’unico messaggio che possiamo percepire è questo: “i vaccini non sono pericolosi, ci sono 8 mila morti all’anno per influenze varie, ma senza vaccini i morti potrebbero essere il doppio”. Ecco a voi, il piatto è servito! Disinformazione, propaganda del terrore e tutte le persone morte dopo somministrazione di vaccini, cadono nel dimenticatoio più assoluto.


Ma in questi giorni però, proprio i casi di morti sospette in Italia hanno riaperto il dibattito ed hanno fatto innalzare il livello di guardia. Vi siete mai chiesti perché i medici non trovano le cause vere di molte malattie? Che forse siano dovute alla somministrazione dei vaccini?


Vogliamo sottoporre alla vostra attenzione un elenco delle malattie “avvolte” ancora nel mistero e che sono: asma, allergie, autismo, cancro, diabete, malattie renali, aborti, morte infantile improvvisa e le varie malattie neurologiche. Andiamo adesso a vedere invece quali sono gli effetti collaterali documentati e dichiarati nella letteratura medica: attacchi cardiaci, infezione agli orecchi, svenimenti, epilessia, reazioni allergiche, morti improvvise, disordini emorragici, epilessia.

Vi viene in mente qualcosa? Tutto torna?


Vogliamo sottoporre alla vostra attenzione un altro dato molto interessante. Negli ultimi 20 anni, 145000 bambini sono morti a causa dei vaccini. Impressionante vero?

Luca Pani, direttore dell’agenzia del farmaco, in tempi non sospetti aveva dichiarato di aver previsto l’aumento delle segnalazioni sul caso dei vaccini. In questi giorni infatti la Sicilia, Il Molise, la Toscana, la Puglia, la Lombardia, l’Emilia Romagna ed il Lazio sono state interessate da questo caso, con diverse persone che sono decedute in maniera sospetta. Una grossa colpa di quanto sta succedendo deve essere attribuita anche alla televisione che sponsorizza e pubblicizza l’uso dei vaccini pur sapendo che si tratta di veleno che entra nel nostro corpo.


Come scrive Gianni Lannes, il livello di criminalità bivacca ai vertici dello Stato. Se aumentano i casi di autismo tra gli esseri umani più piccoli, c’è una ragione ben nota alle Autorità, ai medici ed alle industrie farmaceutiche. Risposta: una letale dose di veleni soprattutto ai bambini in tenera età, neonati inclusi e compresi per creare malati cronici a vita, pazienti condannati per sempre a “cure mediche” inutili e dannose. In una frase: anomalie legalizzate dallo Stato italiano che mettono a rischio la vita di milioni di persone, in particolare i pargoli. Le autorità a partire dal ministero della Sanità, non ci fanno volutamente caso e lasciano correre contando sull’oblio collettivo. Gli affari economici contano più della salute. Infatti, il mercurio, pur messo al bando in Italia nel 2001, è ancora ben presente nei vaccini di ogni genere, per grandi e piccini.


Mercurio nei vaccini: un decreto del 13 novembre 2001, aveva sollecitato le ditte produttrici ad eliminare questo velenoso conservante

Il mercurio nei vaccini è usato come conservante con diversi sinonimi: thiomersal, mercuriotiolato, etilmercurio tiosalicilato, sodio mertiolato. E’ contenuto nei vaccini contro il tetano, difterite, pertosse, antiepatite A, antiepatite B e antiinfluenzale. Negli Stati Uniti l’ente di controllo sui farmaci, la Fda, ha sollecitato l’eliminazione dai vaccini fin dal 1999.

Seguendo una direttiva dell’Agenzia Europea per i Farmaci (EMEA), anche nel nostro Paese il Ministero della Salute, con un proprio decreto del 13 novembre 2001, aveva sollecitato le ditte produttrici ad eliminare dagli eccipienti dei vaccini il thiomersal, un conservante organomercuriale.


Ma questo veleno è a tutt’oggi presente in palese violazione di legge, come si evince dalla lettura della documentazione ufficiale e perfino dei bugiardini contenuti nelle confezioni farmaceutiche. Per l’Istituto Superiore di Sanità è tutto a posto. Allora perché non inoculare pubblicamente vaccini inbottiti di mercurio agli esperti istituzionali in camice bianco e doppiopetto parlamentare, inclusi tutti i componenti dell’ISS, maggiordomi governativi ed i negazionisti senza cervello, così tanto per vedere l’effetto che fa? Se sono innocui, allora non c’è nulla da temere?


L’interrogazione parlamentare numero 4-34368, presentata il primo marzo 2001, nel corso della tredicesima legislatura all’allora ministro della sanità Umberto Veronesi, non ha ancora avuto una risposta, dopo 12 anni, ben 4 legislature ed una miriade di ministri illuminati (da Sirchia alla Bindi, dalla Turco a Berlusconi stesso).


«Al Ministro della sanità. – Per sapere – premesso che: da oltre due anni negli Stati Uniti è scattato un allarme sul contenuto di mercurio nei vaccini destinati ai bambini a seguito dei risultati degli esami effettuati dalla Food and Drug Administration e dall’agenzia per le sostanze tossiche (Atsdr); l’8 luglio 1999 l’Emea, l’autorevole agenzia del farmaco dell’Unione europea che ha sede a Londra, ha inviato a tutti i Ministeri della sanità dei paesi dell’Unione una raccomandazione per “promuovere l’uso generalizzato di vaccini privi di tiomersale e di altri conservanti contenenti mercurio e alluminio”; nel giugno 2000 la stessa Emea segnalava il permanere in commercio di tre vaccini, usati per vaccinare i bambini contro la pertosse e l’epatite B contenenti tiomersale; secondo l’Agenzia europea il mercurio contenuto nei vaccini provocherebbe danni permanenti nel sistema nervoso, al fegato e ai reni dei bambini ai quali viene iniettato; risulta all’interrogante che a seguito di quanto sopra l’Emea abbia presentato esposti in 39 procure italiane affinché vengano ritirati dal commercio i preparati che contengono mercurio sotto forma di tiomersale tenendo presente che le domande presentate per danni provocati da vaccino sono in Italia oltre 40.000; risulta all’interrogante che il Ministro della sanità abbia “emanato un decreto per “eliminare il mercurio e i suoi derivati” dai vaccini. 

Decreto che, pur prevedendo la pericolosità del prodotto ne fissa “l’eliminazione” al gennaio 2007 e nel quale si afferma testualmente che “tutte le ditte farmaceutiche che al 2007 dimostreranno che non possono fare a meno del tiomersale per i loro prodotti potranno mantenerlo”-: quali siano le ragioni che hanno indotto il ministro a rinviare l’applicabilità del decreto di ben sei anni nonostante la riconosciuta pericolosità del prodotto; per quale ragione non si sia tenuto in alcun conto il parere del direttore del reparto di epidemiologia e malattie infettive dell’Iss che ha suggerito il ritiro del vaccino; perché, a tutela della salute dei cittadini, non vengono date direttive per l’uso immediato di vaccini dell’ultima generazione tenuto conto che quelli registrati nell’ultimo biennio sono tutti privi di tiomersale (4-34368)».


Fate dunque attenzione, non vi fate coinvolgere nel gioco sporco che da anni stanno attuando le industrie farmaceutiche. Vogliamo chiudere questa inchiesta con alcune frasi della dottoressa Sherri Tenpenny, una delle autorità mediche più preparate del mondo per quanto riguarda l’uso dei vaccini ed il loro impatto sulla nostra salute:

“I vaccini sono la spina dorsale di tutta l’industria farmaceutica. I bambini vaccinati diventano clienti a vita.” Riflettete e meditate gente!


A cura di Stefano Sorce

Redazione Segnidalcielo

mercoledì 30 novembre 2016

Burkina Faso: raccolto da record dopo aver lasciato il cotone OGM di Monsanto Risultato? raccolto record



La raccolta di cotone nel Burkina Faso,  uscito da poco una dittatura trentennale appoggiata dall’Occidente, era in crisi e con un prodotto di scarsa qualità e alla fine i produttori di cotone burkinabé hanno avuto un’idea: farla finita con le sementi OGM del cotone BT di Monsanto e la cosa ha funzionato splendidamente. Non solo il raccolto è stato ottimo, ma il prodotto è  di eccellente qualità, si vende bene e ad un maggior costo.
Insomma è stato un ritorno indietro, salvifico, al tempo del Burkina Faso socialista di Thomas Sankara. 

Infatti, come spiega Axel Leclercq su Positvr, «Il matrimonio tra Monsanto e il Burkina Faso risale al 2009. Àll’epoca questo Paese (che è annoverato tra I più poveri del nostro pianeta) aveva posto tutte le sue speranze nel cotone OGM dalle promesse straordinarie: meno lavoro, più rendimenti, più profitti. Grasso modo, Monsanto voleva cambiare la vita del Paese». Ma i produttori di cotone molto presto hanno capito che c’era qualcosa che non funzionava: il cotone BT Ogm non era di buona qualità e si vendeva male. Alla fine è arrivato il divorzio dalla multinazionale degli Ogm appena acquisita dalla Bayer.
Monsanto risponde che in Burkina Faso è stata fatta un «cattivo utilizzo del prodotto», ma gli agricoltori  burkinabé non rimpiango il cotone Ogm  e sono convinti che il ritorno alle sementi tradizionali sarà seguito dagli altri produttori africani. 

Bruttissime notizie per Monsanto/Bayer che guardava all’Africa come la terra promessa degli Ogm: la spettacolare marcia indietro del Burkina Faso ha avuto un clamoroso successo e in molti pensano di cacciare Monsanto dai loro campi per tornare al cotone non OGM. 

La fibra del cotone BT Monsanto è troppo corta e la lunghezza della fibra è il primo criterio di qualità del cotone, quindi i produttori burkinabé hanno pagato duramente sul mercato la fiducia riposte nelle promesse del governo golpista e nella Monsanto. Ora il nuovo governo nato dalla rivoluzione e dalle elezioni democratiche chiede addirittura un risarcimento alla multinazionale degli OGM e lAssociation interprofessionnelle du coton du Burkina (Aicb) quantifica il danno subito in 50 miliardi di franchi Cfa, circa 74 milioni di euro. 

E’ dal 2012 che il calo di qualità del cotone OGM si è fatto sentire con il calo delle entrate delle compagnie cotoniere: il cotone burkinabè perdeva colpi sul mercato mondiale rispetto agli altri cotoni dell’Africa occidentale, ma per le compagnie cotoniere burkinabè era difficile rinunciare dall’oggi al domain al cotone BT che era diventato popolare tra gli agricoltori perché richiedeva meno pesticidi e che all’inizio sembrava aver aumentato sensibilmente i rendimenti, cosa che era piaciuta molto ai contadini meno formati professionalmente.
Quando sono cominciate le difficoltà, Monsanto si era impegnata a rivedere le sue sementi, ma senza grande successo. Anno dopo anno le compagnie cotoniere hanno quindi  richiesto sempre meno il cotone OGM, che ormai si coltivava nell’80% del territorio destinato a cotone. Quest’anno è stato chiesto agli agricoltori di non piantare cotone transgenico e di seminare quello tradizionale. 

Il nuovo direttore generale della Sofitex, una delle principali compagnie cotoniere, ha fatto il bilancio di danni prodotti dal cotone BT della Monsanto: da 20 a 30 franchi Cfa in meno per libbra di cotone, un danno non solo economico, ma anche morale e di immagine per il cotone burkinabè, l’oro bianco del Paese, la seconda risorsa del Burkina Faso dopo l’oro vero, ha perso la sua reputazione. 

Per questo l’Aicb, dopo trattative discrete con Monsanto, ora reclama apertamente risarcimenti multimilionari in euro. L’Aicb ricorda che la ragione principale per la quale è stato adottato il cotone Ogm  era la lotta ai bruchi che distruggevano i raccolti, ma «Otto anni dopo, il Burkina Faso attualmente incontra problemi con questa speculazione, perché essendo corta la lunghezza della fibra  gli stakeholder non sono più molto interessati». 

Insomma, le promesse del cotone Ogm di evitare i maggiori danni alle coltivazioni prodotte dagli insetti diventati resistenti ai pesticidi, accrescere la produzione, diminuire la quantità di insetticidi sparsi  e i costi di produzione e la fatica nei campi, le ragioni che hanno portato ufficialmente il governo a dare il via libera a Monsanto, si sono trasformate negli anni in perdite finanziarie e in un abbassamento della qualità del cotone, fino a che, l’Aicb non ha inviato a Monsanto un memorandum e, 10 mesi dopo, si sono tenuti a Ouagadougou diversi incontri tra cotonieri Burkinabé e la multinazionale che non ha mostrato di recepire le ragioni dell’Aicb  che, appoggiata dal nuovo governo, ha quindi deciso di produrre il 100% di cotone tradizionale nella stagione 2016/2017. 

La Sofitex, che ha un bel po’ di colpe in questo disastro, non se le assume e avverte furbescamente che «Il ritorno al cotone convenzionale non è un rifiuto del cotone OGM, ancor meno della partnership con Monsanto, ma piuttosto un ripiegamento tattico, vale a dire “tornare indietro per saltare meglio”, attendando che il marchio Monsanto continui le ricerche in collaborazione con l’Inera in vista di migliorare la lunghezza  della fibra del cotone GM che attualmente è controversa sul mercato mondiale e che comporta delle perdite enormi per la filiera cotoniera del Burkina Faso». 

Ma sarà molto difficile che gli agricoltori Burkinabè, che, visto pur in una situazione ambientale e climatica difficile, si godono un  raccolto mai visto credano ancora alle promesse di Monsanto e dei suoi complici burkinabé.  Infatti è la stessa Sofitex ad ammettere che «Il ritorno alla coltura del cotone geneticamente modificato di Monsanto o di qualsiasi altro marchio che sviluppi delle tecnologie similari potrà essere preso in considerazione dall’Association interprofessionnelle du coton  du Burkina (Aicb) solo quando saranno attuati i lavori di recupero delle caratteristiche del label coton burkinabé». Cosa che, come hanno dimostrato i fatti, sembra impossibile con il “metodo” Monsanto, che forse ha meno amici nel Burkina Faso dove è tornata la democrazia.

fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2016/11/29/il-burkina-faso-abbandona-il-cotone-ogm-di-monsanto-risultato-raccolto-record/