IL PRESENTE BLOG RIPORTA E SOPRATTUTTO TRADUCE INFORMAZIONI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE E BENESSERE CON MEZZI E RIMEDI NATURALI E NON CONVENZIONALI, PRESE SOPRATTUTTO DALLA RETE E I CUI AUTORI SONO MEDICI E PROFESSIONISTI DELLA SALUTE E RICERCATORI. SEGNALA ALTRESI POLITICHE ... "NON PROPRIAMENTE SALUTISTICHE" NEI CONFRONTI DELLA RAZZA UMANA, CHE CI STA A CUORE, SEBBENE CONSAPEVOLI CHE NON SIA LA SOLA INTORNO A NOI. SONO SEMPRE CITATE LE FONTI A CUI SI PREGA DI FARE RIFERIMENTO PER ULTERIORI DETTAGLI. NON SI ACCETTANO COMMENTI VOLGARI, DIFFAMATORI E AMBIGUI. NON E' UNO SPAZIO PER LA DISINFORMAZIONE.

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QUANTUM HEALING WITH QXCI-SCIO

QUANTUM HEALING WITH QXCI-SCIO
QUANTUM HEALING WITH QXCI-SCIO: ALLOWING FREQUENCIES TO INCREASE YOUR WELL BEING OF MIND AND BODY

martedì 27 novembre 2007

VIA IL SINTOMO...MA NON LA MALATTIA...


"Oggi la salute è diventata un soggetto molto complesso e articolato. In effetti la scienza ufficiale non ottiene risultati definitivi, non risolve le malattie. Un determinato soggetto deve la sua complessità all'introduzione di arbitrari, bugie, teorie che non sono applicabili. La verità è semplice. La medicina ortodossa e dogmatica non raggiungerà mai dei risultati apprezzabili perchè non indirizza il suo operato alla causa della malattia, ma si limita alla scomparsa dei sintomi. Tale scomparsa è temporanea perchè la causa che ha prodotto quei sintomi non è stata rimossa. Il motivo per cui l'industria della salute agisce così è perchè lo spettacolo deve continuare, le ditte farmaceutiche devono mantenere alta la produzione dei farmaci, i chirurghi devono tagliare, gli psichiatri devono sedare.
Le multinazionali delle derrate alimentari usano additivi e conservanti che potrebbero venire usati per imbalsamare. I loro prodotti devono durare tanto tempo sugli scaffali dei supermercati. Ma quando entrano nel nostro corpo fanno apparire vari sintomi e se ricorriamo al medico, pensando di essere ammalati, ci prescriverà medicine e il gioco continua.
Il cibo ha un ruolo fondamentale nel produrre uno stato di salute o di malattia. Ma anche se una persona si nutrisse del cibo migliore che esiste sarebbe a metà strada. L'altra metà consiste nell'agire secondo i propri principi e ciò che si ritiene giusto. Se, per esempio, ritengo che non sia giusto che vengano violati i diritti dell'Uomo e quando vengo a conoscenza di tali violazioni non faccio nulla a riguardo, la salute potrà essere compromessa. Le malattie nascono prima nell'anima e poi si manifestano anche nel corpo. Ma siamo sempre noi che piantiamo il seme"

venerdì 23 novembre 2007

LA DIAGNOSI: LA MALATTIA DEL SECOLO

Ormai citiamo e sentimo mille nomi astrusi per quella che sembra sempre più essere sostanzialmente...la malattia di vivere, di vivere nel XXI secolo. Di certo dobbiamo morire e la malattia sembra essere diventata una inscindibile necessità per esprimere la logica: "se vivo/devo anche morire"... Dunque sembra che la vita in sè sia la principale malattia che esista, la sola che con assoluta certezza provochi la morte...

"Ma la medicina non può accontentarsi di una diagnosi così generica. Vuole bensì convincerci che siamo tutti malati, ma vuole anche applicare a ciascuno la sua etichetta, la diagnosi della sua specifica malattia. Secondo gli autori di un intelligente e audace articolo apparso sull'inserto della salute del New York Times, oggi, nel mondo occidentale, staremmo vivendo una vera e propria “epidemia di diagnosi”.

Un'epidemia che ci rende malati anche quando godiamo di ottima salute.
Si sa, infatti, che negli ultimi anni sono nate come dal nulla decine e decine di nuove malattie e che altre ne continuano a nascere a ritmo frenetico. Certo a nessuno dei nostri progenitori capitò mai di vedersi diagnosticare, da adulti, una “sindrome da affaticamento cronico” o ancor peggio, da bambini, una “sindrome da deficit attentivo”.

Una delle cause di questa “epidemia di diagnosi” va ricercata nei mezzi di indagine sempre più sofisticati e nell'uso eccessivo, talvolta sconsiderato, che la medicina ne sta facendo. Una vera e propria smania del test, una febbre dell'esame clinico, una psicosi delle “analisi” sembra essersi impossessata del genere umano. Una TAC e una risonanza magnetica non si negano a nessuno. E non c'è medico che apra bocca in assenza di una dettagliata e recentissima analisi del sangue.

H.G. Welch, primo firmatario dell'articolo cui ci riferiamo, è anche autore di un importante libro dal titolo molto significativo: Should I Be Tested for Cancer? Maybe Not and Here's Why (“Devo fare un controllo per sapere se ho un cancro? Forse no, ed ecco perché”). Una calorosa esortazione a non sottoporsi ad esami inutili, angosciosi e spesso dannosi.

L'altra causa di questa smania di diagnosticare malattie improbabili e sindromi inaudite a gran parte degli esseri viventi va ricercata, naturalmente, nei giganteschi interessi in gioco. Alla diagnosi segue il trattamento, e il trattamento significa spese mediche e farmacologiche. A trarne vantaggio sono in primo luogo le case farmaceutiche, ma anche gli istituti di cura e la classe medica in generale.

A pagare, in termini di denaro, è quasi sempre lo Stato, ma in termini di salute è quasi sempre il paziente. I farmaci non sono mai innocui, nemmeno quando sono necessari. Ma quando sono inutili fanno proprio male alla salute.
di Ezio Sinigaglia
Redazione Eurosalus

DI CANCRO SI VIVE...


Il dr Luigi Oreste Speciani, nasce ad Asso (Como) nel 1921 e muore in pr. di Aosta nel 1983 per ictus. Svolse la sua attività a Milano.
Scrisse 3 libri importanti :
-Il mestiere di medico oggi (1960),
- L'uomo senza futuro (1976) e
- Di cancro si vive (1982)
Purtroppo nessuno di questi libri è oggi reperibile sul mercato: tutti esauriti da tempo, non sono mai stati ristampati dai loro editori. Sul sito http://eurosalus.lycos.it/los/libri/index.html, però è possibile leggerli on line!

Nel seguito alcuni estratti di ciò che potete trovare sul sito citato:
"(...) filosofia del presente sistema di medicina, il quale purtroppo non rappresenta tutta l'arte del guarire - anche se ne pretende il monopolio da oltre un secolo - ma semplicemente il suo filone allopatico, del quale abbiamo gia spiegato, nel capitolo 3, le origini e il perché casuale del dominio.
La sua formula galenica contraria contrariis curentur le ha permesso nell'ultimo secolo di vincere quasi tutte le malattie che vengono all'uomo dall'esterno (esogene), ma non di comprendere, né quindi di curare, quelle che nascono dal suo interno (endogene). Per questo le malattie degenerative crescono esponenzialmente fino a essere i flagelli dell'umanità moderna; ed esattamente per questa sua legge l’allopatia è condannata a ignorare per sempre il mistero del cancro.
Perciò dopo oltre 350 anni di indagini microscopiche, 110 di ricerca del bacillo (con qualche migliaio di scoperte illusorie, una delle quali addirittura coronata col Nobel), 70 di organizzazione sociale anticancro, 35 di organizzazione di ricerca (lo Sloan-Kettering, il famosissimo Centro, è del 1945) con illimitata disponibilità finanziaria, la malattia resta per lei tuttora un enigma.
Da molti e sempre sorprendenti punti di vista il cancro sfida gli schemi tradizionali della ricerca scientifica. È su questa linea che S. Garattini, direttore dell'Istituto M. Negri di Milano, difende la vivisezione, cioè l'utilizzazione degli animali nell'interesse dell’uomo, per risolvere rapidamente i grossi problemi sanitari della società moderna. Per molti degli altri ha forse ragione; per il cancro no, visto che per esempio il Calusterone (7ß, 17a - Dimetiltestosterone) il prodotto ormonale per anni il più attivo nel ca. mammario avanzato, non aveva dimostrato alcuna azione antitumorale negli animali da laboratorio (Gordan G. S., Halden A., Walter R. M., 1970).
Questa è una felice eccezione. La regola è invece l'inverso: si perdono spesso anni e miliardi per accertare la sicurezza di un antineoplastico attivo sui ratti solo per accorgersi, dopo, che non ha alcuna efficacia sull'uomo (Tempo med., maggio 1975). Eppure è sugli animali e nelle provette che si spende la massima parte delle somme dedicate alla conquista del cancro.

martedì 6 novembre 2007

ZUCCHERI E MALINCONIE...

Già William Dufty, nel suo libro Sugarblues disse che lo zucchero è in diretta relazione con la malinconia e la depressione.
Annemarie Colbin, una nutrizionista americana che a New York city nel 1977 fondò il Natural Gourmet Institute for Health and Culinary Arts dice che 8-10 giorni dopo aver smesso di mangiare cibi a base di zucchero, il suo umore cominciò a salire in modo esponenziale.
In altre parole: se siete tristi, malinconici, leggermente depressi la prima cosa da fare è smettere di mangiare zuccheri raffinati e zuccheri in genere, ovvero -dice- ZERO zuccheri: niente cereali zuccherati, niente pane, niente dolci, niente marmellate, niente desserts.
Dopo aver eliminato lo zucchero, il passo successivo per lei fu di sostituire tutti i carboidrati raffinati con quelli integrali: riso integrale anzichè quello bianco, pasta integrale, farro, cereali integrali anzichè patate etc.
Questo fece un'altra ulteriore differenza: quella di darle un senso di maggiore forza e di radicamento, di "messa a terra". Per molti, aggiunge, questo significa anche evitare latticini e farine, a causa di lievi allergie che poi si manifestano in stati emozionali.
Rassicurarsi poi che ingerisse sufficienti proteine fu per lei- racconta- un passo ulteriore per la salute mentale, soprattutto per evitarle degli spasmodici desideri di zucchero. Trovò cosi che aggiungere delle proteine animali in ogni pasto (non molto...1 uovo, un po' di carne o pesce) fu un grande aiuto per assicurarle degli umori costanti.
Mangiare solo cibi freschi e preparati in casa (anzichè quelli surgelati già pronti o in scatola) fu un ulteriore e importante aspetto.
Non è una nuova idea o una controffensiva della "cultura alternativa", sottolinea: più di 30 anni fa, nel 1977 in una seduta del Senato americano presieduta dal senatore George McGovern, ci fu una estesa discussione sui pericoli nell'affidarsi troppo a cibi surgelati o molto lavorati. Si citò anche il caso in cui dei prigionieri cessarono le proteste sul cibo servito in carcere, quando fu loro distribuito del cibo cucinato e non pre-confezionato.
La dieta ottimale per uscire da lievi depressioni secondo la Colbin prevede:
- niente zuccheri (canna o bianco o bio), niente sciroppo di glucosio, melassa, dolcificanti artificiali, (che possono confondere il sistema di regolazione dello zucchero nel sangue ed influire cosi sugli stati d'animo), il fruttosio raffinato
- sufficienti proteine quotidianamente (carne, pesce, pollo e uova preferibilemnte biologici)
- cibi preparati freschi e non preconfezionati o surgelati
E naturalmente....se il cibo non basta per risollevare le sorti dell'umore orientarsi anche verso forme di "terapia", di guarigione corpo-mente: agopuntura, guarigione spirituale, recupero dell'anima etc... Dato che come umani, siamo esseri molto complessi!