Una riflessione interessante di Luigi Crema , sulla relazione tra la vista fisica e la visione del mondo...Si verificano casi in cui le cellule del nostro corpo affermano, in un determinato momento, di non far parte più di un organismo intero da cui dipendono, ma decidono di proseguire autonomamente nel loro sviluppo. Questa decisione, nel nostro corpo, si chiama CANCRO.
Il male del nostro tempo. Sembra quasi l'effetto a un livello diverso di quanto la società vive tra gli individui e nel suo complesso.
E' qui, di fronte ai nostri occhi, ma non lo riusciamo a vedere, perchè la nostra visione della realtà non include tutta la realtà: ciò che sta fuori, ai nostri occhi, rimane nella tenebra. Ma se l'occhio non vede più la luce, porta la tenebra anche al corpo, e i risultati emergono nel piano reale.
Faccio un esempio: l'attuale medicina ci dice che la miopia deriva da un problema fisico (genetico!) di alterazione della distanza focale dovuta a variazione dell'indice di rifrazione del bulbo oculare o un'alterata curvatura delle superfici rifrattive del bulbo oculare, o altre ragioni legate all'ottica geometrica.
Avere problemi di vista a distanza è collegato a come noi vediamo la nostra vita dalla prospettiva in cui la maggior parte di essa si trova nel nostro futuro.
Si potrebbe definire il primo un problema di direzione, legato alla matrice paterna dell'adolescente, alla guida che dovrebbe dare dei riferimenti utili a muoversi nella vita, come gli antichi cacciatori dovevano riuscire a muoversi in sconfinate foreste, trovare e cacciare la preda e portarla nella grotta. Per quei maschi perdersi, non avere il corretto senso della direzione, significava morire sé stessi e far morire la famiglia che si trovava a casa ad attendere il cervo.
La nostra medicina invece colpisce il sintomo, lo vuole distruggere, quasi che sia un ostacolo fra noi e le nostre attività quotidiane, come già diceva Platone. Impedendoci, in realtà, di guarire dentro noi stessi di quei mali che Gesù ci indicava come ben più importanti del cibo che mangiamo o del vestito che indossiamo. Il cancro diventa un sintomo, ad ogni livello della nostra società, di noi stessi, del nostro corpo, vi è un sintomo che compare portando un significato che si trova oltre la capacità ottica di vedere con gli occhi o sentire con le orecchie. Altri canali di percezione possiede il nostro organismo, ma sono stati negati e oscurati dall'attuale visione del mondo e delle cose.
0 commenti:
Posta un commento