Da: http://www.dottorperuginibilli.it/index.php?option=com_content&task=view&id=252&Itemid=125Il cocomero è
originario dell’Africa. I
primi a coltivarlo furono gli Egizi. Rappresentazioni di questo frutto si trovano in alcuni dipinti risalenti all’epoca dell’Antico Regno (2686-2181 a C).
Questo popolo apprezzava il cocomero sia come alimento sia come medicina. Secondo loro, il cocomero era stato generato direttamente dal seme del dio Seth. Era tenuto in tale considerazione che v
eniva regolarmente posto nelle tombe dei faraoni.
Nel X° secolo raggiunse la Cina, che attualmente è il maggiore produttore di cocomeri al mondo, mentre nel XIII° secolo si diffuse in Europa ad opera dei mori.
In alcune regioni semidesertiche dell’Africa, il cocomero è stata ed è ancora una importante fonte di acqua per le popolazioni indigene nei periodi di siccità. Alcuni esploratori hanno raccontato di essere riusciti a sopravvivere per sei settimane bevendo solo il succo di cocomero.
In Iraq, in Egitto e molte regioni africane, la polpa del cocomero viene anche utilizzata come alimento principale per gli animali d’allevamento .
Nelle regioni meridionali della Russia con il cocomero si produce anche una birra, attraverso la fermentazione del succo zuccherato e bollito.
Principali indicazioni e benefici
Caldo, disidratazione, sete - Nessuna meraviglia che questo succoso frutto fosse così apprezzato nelle regioni Africane e Mediterranee. E’ un frutto che matura quando il caldo della stagione è ai suoi massimi e fornisce tanti liquidi (oltre il 90 % della polpa), vitamine e minerali. Nella Medicina tradizionale Cinese è indicato per combattere una condizione morbosa chiamata “calore estivo”, caratterizzata da sudorazione eccessiva, sete, febbre, oliguria, diarrea, irritabilità e collera
. Il succo e la polpa del cocomero alleviano questi sintomi, aumentando la produzione di urina e drenando i reni.
Disfunzioni erettili, ipertensione - Recentemente si è scoperto che una sostanza presente nel cocomero può aiutare a migliorare la libido e i disturbi erettili. Si tratta della citrullina, che possiede notevoli proprietà rilassanti sui vasi. E’ contenuta nella polpa (16,7 mg/g/peso secco) e soprattutto nella buccia (24.7mg/g/peso secco). Con il concorso di alcuni enzimi, viene trasformata nel nostro corpo in arginina, un amminoacido che stimola il sistema immunitario e protegge quello cardiovascolare. L’arginina entra nel ciclo dell’urea ed è utilizzata per rimuovere l’ammoniaca dal corpo. Inoltre, le cellule dei vasi la impiegano per produrre ossido di azoto, che ha un’azione vasodilatatoria, meccanismo sfruttato anche dal Viagra.
Cancro - Negli anni passati si è fatto un gran parlare delle proprietà antiossidanti e anticancerogene del licopene, inizialmente scoperto nei pomodori. In tempi più recenti si è visto che il cocomero ne contiene molto di più (8-20 mg per una porzione di 180 g). Tra i carotenoidi il licopene è il migliore antiossiodante che si conosca. Le proprietà antiossidanti e anticancerogene del licopene sono state oggetto di numerose ricerche. Studi sull’uomo hanno mostrato che è in grado di proteggere da numerosi tumori: prostata, mammella, endometrio, polmone e intestino.
Il licopene protegge le cellule e il DNA dall’assalto dei radicali liberi. L’unico
problema è che il licopene è liposolubile ed è meglio assorbito in presenza di grassi. Il pomodoro lo possiamo condire con olio extraverigne, mentre il cocomero viene spesso consumato da solo.
La cosa migliore è inserirlo in insalate o abbinarlo a piatti grassi, a base di carni e di pesce. Altri fattori antiossidanti presenti nel cocomero sono gli antociani, la vitamina C, il beta-carotene e modeste quantità di vitamina E (più nella buccia che nella polpa).
Una tazza di cocomero fornisce il 24,3 % del fabbisogno giornaliero di vitamina C e l’11,1% di vitamina A. Pare che le modalità di conservazione influenzi il contenuto di carotenoidi: la conservazione ad una temperatura costante di 21°C per 14 giorni fa aumentare dell’11-40 % il contenuto di licopene e del 50-139 % di beta-caortene, mentre a temperature inferiori queste variazioni non si verificano (3).
Effetti metabolici – Il cocomero è
ricco di vitamine B necessarie per la produzione di energia. Particolarmente rappresentata è la B6, ma anche la B1. Oltre a queste vitamine, sono anche
presenti magnesio e potassio. L’estrema acquosità del cocomero e la buona presenza di minerali e vitamine, ne fanno un frutto che fornisce molti nutrienti con poche calorie. L’indice glicemico del cocomero è 55.
Effetto diuretico – Il cocomero è un efficace attivatore della diuresi, in quanto agisce attraverso un meccanismo iperglicemico, per via del fruttosio presente in notevole percentuale e della grande quantità di acqua di vegetazione, ricca di potassio e povera di sodio. Il volume dell’urina aumenta, ma non si verificano perdite di minerali corporei.
Aiuta il fegato e rene ad eliminare le scorie azotate. Fer sfruttare al meglio l’effetto diuretico, è preferibile consumare il cocomero entro le ore pomeridiane.
Diabete – Per lungo tempo è stato un frutto vietato ai diabetici. Attualmente viene proposto in modeste quantità a questi pazienti perché la sua componente dolce è rappresentata soprattutto dal ciclamato di sodio, più che dal fruttosio (4).
Colon irritabile - Tra i pazienti affetti da infiammazione cronica dell’intestino e cocnomitanti sintomi di colon irritabile, il
cocomero si è dimostrato uno dei frutti meglio tollerati(5)
A coloro che soffrono di difficoltà digestive e reflusso esofageo si consiglia di non consumare il cocomero alla fine dei pasti.Bibliografia
1) Collins JK et al. Watermelon consumption increases plasma arginine concentrations in adults. Nutrition. 2007 Mar;23(3):261-6.
2) Lucotti P et al. Beneficial effects of a long-term oral L-arginine treatment added to a hypocaloric diet and exercise training program in obese, insulin-resistant type 2 diabetic patients. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2006 Nov;291(5):E906-12.
3) Perkins-Veazie P, Collins JK .Carotenoid changes of intact watermelons after storage. J Agric Food Chem. 2006 Aug 9;54(16):5868-74).
4) Arcari Morini D et al Il potere farmacologico degli alimenti. Ed Red, 2005.
5) MacDermott RP. Treatment of irritable bowel syndrome in outpatients with inflammatory bowel disease using a food and beverage intolerance, food and beverage avoidance diet. Inflamm Bowel Dis. 2007 Jan;13(1):91-6.