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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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giovedì 18 febbraio 2010

IL SALVATAGGIO DI UNA CINCIALLEGRA IN GIARDINO

Anche questo appartiene ad un modo sano di vivere...

"Sembra la trama di un telefilm, invece è accaduto realmente. Protagonista, una donna italiana che da anni studia l’habitat delle campagne in cui vive, filmando la vita degli animaletti dei campi, dei boschetti e dei fiumi. Forse proprio questa sua passione e dedizione – l’osservazione è anche occasione per avvicinare le bestiole selvatiche e trovare il modo di comunicare con esse e il loro mondo - qualche tempo fa ha indotto una giovane cinciallegra a trovare il coraggio di avvicinarsi all’abitazione dove vive la studiosa per chiedere aiuto.


Ero tranquillamente intenta alle mie faccende – ci racconta Marcella nel corso dell’intervista – quando mi sono accorta che stava succedendo qualcosa di strano nel mio giardino. Ho visto un uccellino che sulle prime non ho riconosciuto subito, tanto era mal ridotto, andare e venire da un cespuglio vicino, cercando di attirare la mia attenzione e avvicinandosi a casa.

Pigolava tristemente, ma era insistente, sembrava aspettare che uscissi. Quando finalmente mi sono decisa, ho visto che si trattava di una cinciallegra, una delle tante forse che mio marito nel corso dell’inverno nutre quando manca il cibo ed è freddo. Era davvero mal ridotta, come fosse caduta in una pozza di olio che l’aveva completamente avvolta.”

La cinciallegra si è fatta prendere subito, cosa alquanto strana per un uccellino sempre molto guardingo e comunque selvatico. “Mi guardava muta, come per dirmi ‘aiuto’ – continua Marcella – Sapevo che il suo destino sarebbe stato segnato se non avessi fatto qualcosa. Era probabile che si fosse unta in qualche pozza persa magari da un trattore durante il suo lavoro nei campi. O chissà in quale altro modo. L’olio impedisce agli uccelli di volare e non li lascia respirare. In poco tempo muoiono tra terribili sofferenze”.


Così armata di pazienza, di un vecchio spazzolino e di semplice … detersivo da piatti sgrassante, Marcella ha spazzolato con estrema delicatezza il manto piumato della bestiola che, sorprendentemente, se ne è rimasta tranquilla sopra il suo dito, lasciando fare per tutto il tempo che è servito. Pian piano, spazzolata dopo spazzolata, con pazienza certosina e con una certa emozione – perché il contatto diretto tra animali selvatici e uomini è sempre molto difficile e raro – Marcella ha ripulito la cinciallegra.


Poi l’ha deposta al sole perché si asciugasse.




Poco tempo dopo, l’animaletto non c’era più ma non se n’è andato senza mostrare la sua gratitudine: si è fatto notare e più volte pigolando con entusiasmo, ormai capace di riprendere il suo volo



1 commento:

pensierooperaio ha detto...

le favole più belle sono quelle raccontate dal vivo