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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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giovedì 22 aprile 2010

I MANGIMI ANIMALI CONTENGONO OGM...













" Ciò che segue è il risultato di una inchiesta di Freya Young-Jamieson sull’uso dei mangimi animali contenenti OGM nella catena di forniture alimentari in EU. Nel 2009 Freya, una studentessa all’università del Sussex, ha condotto una ricerca durante una esperienza lavorativa: “An investigation into the economic, health and environmental implications of the increasing use of GM animal feed in Europe".


Ecco ciò che, tra le altre cose, ha trovato:

In Europa c’è una grande richiesta di mangime animale a buon mercato. Si stima che l’85% del composto della produzione di mangimi EU contenga OGM o materiali da essi derivati. I mangimi a base di mais o soia OGM sono visti come i più economici e i più disponibili in breve tempo.

Mentre gli effetti della legislazione EU, che richiede etichettatura di tutti I prodotti OGM, hanno evidenziato una diminuzione di OGM nella catena alimentare umana, in quella animale gli effetti sono stati molto inferiori. Questo perché al momento non viene richiesto di etichettare prodotti animali che derivino da mangimi OGM

Da alcuni particolari governi aumenta la pressione (incluso la commissione europea e il governo UK) così come dalla industria biotecnologica, per forzare il pubblico ad accettare raccolti OGM come una necessità per “alimentare una popolazione globale in aumento”. Tuttavia uno studio durato 5 anni (IAASTD) fatto da 400 scienziati di 40 paesi non si è trovato d’accordo sul fatto gli OGM abbiano un ruolo nel poter alleviare la povertà.

Lo studio, anzi, ha concluso che rendere i contadini dipendenti da semi brevettati da una manciata di aziende biotecnologiche, è contro gli interessi dei contadini su piccola scala di sopravvivenza, che sono la maggioranza dei contadini nei paesi in via di sviluppo.

Ovunque gli OGM non presentano vantaggi netti sui loro parenti NON OGM, soprattutto se vengono considerate i rischi sulla salute dell’ambiente e su quella umana. Anzi, è vero il contrario: la tecnologia di raccolto OGM rappresenta piuttosto il maggior rischio di ogni tecnologia agricola che sia mai stata sviluppata e mostra evidenze di trasferire elementi transgenici negli umani, negli altri animali e nelle piante NON OGM dell’ambiente.

La produzione OGM sta salendo velocemente e gli USA sono un paese con la maggiore produzione di grano OGM; nel 2009 le varietà OGM erano l’ 85% del mais USA, l’ 88% di cotone, il 91% di soia e il 95% della canna da zucchero. A livello mondiale ci sono 4 raccolti che continuano a mostrare dati di massimo utilizzo: la soia (51%), il grano (31%), il cotone (13%) e canola (5%). Nel 2008, le vendite globali delle sementi OGM sono state di 7.5 miliardi di dollari.

Nel consumo di cibi OGM ci sono effetti collaterali per la salute che sono ben documentati; essi includono: risposte infiammatorie, reazioni allergiche, compromissioni del sistema immunitario, ridotta fertilità, cancro e morte prematura.

Gli effetti dei raccolti OGM sull’ambiente includono distruzioni di foreste ed habitat naturali, inquinamento causa grande uso di pesticidi, degrado del terreno, l’insorgere di piante resistenti agli erbicidi, contaminazione di raccolti non OGM, distruzione di genotipi naturali e perdita della biodiversità.

Nel non rendere obbligatoria l’etichetta sui prodotti animali alimentati con mangimi OGM, l’EU sta negando al pubblico la possibilità di prendere decisioni sulla base di una corretta informazione

By Freya Young-Jamieson - traduzione Cristina Bassi

Fonte: http://www.anhcampaign.org/news/europeans-consuming-gm-animal-feed-unknowingly?utm_source=The+Alliance+for+Natural+Health&utm_campaign=0025d5017b-100421_ANH_eBlast_No_394_21_2010&utm_medium=email

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