IL PRESENTE BLOG RIPORTA E SOPRATTUTTO TRADUCE INFORMAZIONI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE E BENESSERE CON MEZZI E RIMEDI NATURALI E NON CONVENZIONALI, PRESE SOPRATTUTTO DALLA RETE E I CUI AUTORI SONO MEDICI E PROFESSIONISTI DELLA SALUTE E RICERCATORI. SEGNALA ALTRESI POLITICHE ... "NON PROPRIAMENTE SALUTISTICHE" NEI CONFRONTI DELLA RAZZA UMANA, CHE CI STA A CUORE, SEBBENE CONSAPEVOLI CHE NON SIA LA SOLA INTORNO A NOI. SONO SEMPRE CITATE LE FONTI A CUI SI PREGA DI FARE RIFERIMENTO PER ULTERIORI DETTAGLI. NON SI ACCETTANO COMMENTI VOLGARI, DIFFAMATORI E AMBIGUI. NON E' UNO SPAZIO PER LA DISINFORMAZIONE.

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venerdì 20 agosto 2010

IL GRASSO NATURALE BUONO E SANO NON OCCLUDE LE ARTERIE...

Uno studio australiano durato 16 anni e che ha coinvolto una comunità di 1529 persone di età compresa tra i 25 e i 78 anni ha indagato la relazione tra consumo abituale di latticini e mortalità per malattie cardiovascolari, tumori e altre cause patologiche.


Alla fine della ricerca, gli autori non hanno riscontrato nessuna relazione tra il consumo globale di latticini (formaggi, latte, yogurt, ecc.) e un rischio specifico di mortalità, infarto, ictus, cancro e altro.

E’ invece emerso che le persone che consumavano i latticini con maggiore contenuto di grasso (quelli interi) avevano un rischio cardiovascolare ridotto del 70% rispetto a quelle che consumavano latticini scremati, tanto di moda oggi giorno e tanto consigliati dai medici nel caso di pazienti a rischio cardiovascolare.

La conclusione è stata che l’assunzione di latticini non è associata ad un maggiore rischio di morire per qualche malattia e che il consumo di latticini interi è addirittura protettivo per il rischio cardiovascolare. Un’ ulteriore dimostrazione che non è il grasso alimentare, quando buono e naturale, a occludere le arterie.

by dr. Perugini Billi
http://www.dietancestrale.it/articoli/leggi/90e872c32b/I_latticini_scremati_non_fanno_bene_al_cuore/1/

Fonte: M Bonthuis et al. Dairy consumption and patterns of mortality of Australian adults European Journal of Clinical Nutrition 64, 569-577 (June 2010)

Dal libro del dr Perugini Billi
I grassi, soprattutto quelli di origine animale, sono sempre stati presenti nella dieta dell'uomo. Tutti i popoli del mondo, quando hanno potuto, si sono procurati cibi grassi, ritenendoli istintivamente preziosi per il loro benessere. Sono una parte importante di tutte le diete tradizionali e hanno aiutato il genere umano nella sua evoluzione.

Improvvisamente negli anni '50, vengono messi all'indice.

In particolare, sono il colesterolo e i grassi saturi, che si trovano prevalentemente negli alimenti di origine animale, ad essere associati all'aumento delle morti per infarto nei Paesi occidentali. Nasce così la "Teoria Lipidica" e questi grassi diventano "fattori di rischio" non solo per il cuore, ma anche per altre malattie, tra cui il cancro.

Da allora, gli esperti ci hanno convinto a ridurre il consumo dei cibi ricchi di colesterolo, che occlude le arterie, e ad aumentare quello degli oli polinsaturi, che invece le "puliscono". Soprattutto ci hanno insegnato a rifuggire dai grassi animali, come se fossero la peste.

In seguito a questa martellante e non sempre disinteressata propaganda medica, le nostre abitudini alimentari hanno subito un cambiamento epocale. Via il burro, lo strutto, il lardo e quant'altro contenga gli odiati grassi e largo alle margarine e alla pletora di alimenti scremati, sgrassati e "dietetici".

2 commenti:

CYBmatrix ha detto...

Il problema è che ormai si trovano in rete troppe opinioni discordanti sui medesimi argomenti ... troppe scuole di pensiero !
Rimane, nel lettore, solo una grande confusione, e alla fine si fa di testa propria.

macri ha detto...

Che si debba fare di "testa propria" ovvero con propria decisione mi pare cosa saggia.
La vita e la salute sono un bene personale non colelttivo e non di una azienda. Meglio una serie di notizie che solo una falsa e tendenziosa. Bisogna sforzarsi un po' e documentarsi, valutando le fonti, fidandosi anche del proprio buon senso, che scompare ogni volta che continuiamo a delegare a fonti esterne...