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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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mercoledì 29 dicembre 2010

DISASTRO DEL GOLFO: ADESSO STRATI DI PETROLIO SUL FONDO DELL'OCEANO

Da: http://www.georgewashington2.blogspot.com/2010/12/oil-bp-tried-to-hide-has-been.html
Traduzione per http://www.saluteolistica.blogspot.com/ di Tatiana Coan

La chiazza di petrolio che la BP tentò di nascondere è stata scoperta

Ci Sono Spessi Strati Sul Fondo del Mare Su un’Area di Parecchie Migliaia di Kilometri Quadrati

La BP e il governo notoriamente dichiararono che la maggior parte del petrolio era scomparso.
Ma come ho osservato, una quantità pari al 98% del petrolio è ancora nell’oceano.
Ho ripetutamente sottolineato che la BP e il governo utilizzarono quantità enormi di disperdenti (solventi) per la fuoriuscita di petrolio nel Golfo -del Messico ndr- , nello sforzo di far andare a picco il petrolio e nasconderlo. Molti altri hanno sostenuto la stessa cosa.

La BP e il governo ovviamente negarono. Ma il petrolio non sta rimanendo nascosto.

In effetti, anche il Wall Street Journal il 9 Dicembre fece notare che uno scienziato universitario e il governo federale sostengono che hanno trovato prove evidenti che il petrolio dall’enorme fuoriuscita del Golfo del Messico si sta adagiando sul fondo dell’oceano.

I nuovi ritrovamenti, fatti da scienziati dell’Università del South Florida e da un ampio dispiego governativo, hanno rivelato come ultimo indizio che il danno ambientale dallo scoppio del pozzo della BP PLC potrebbe essere significativo, proprio laddove é più difficile da trovare, poichè si trova in profondità: sotto la superficie del Golfo.

Di recente gli scienziati che sono stati a bordo di imbarcazioni di ricerca nel Golfo, hanno riferito di strati di residuo, spesso fino a parecchi centimetri e sospettano sia il petrolio della BP.

Hanno dichiarato che il materiale si presenta in macchie per parecchie migliaia di kilometri quadrati sul fondo marino. Hanno detto che in molte di quelle macchie, vermi e altre forme di vita marine che erano soliti muoversi lungo il sedimento, appaiono morti, mentre molti organismi che possono nuotare sembrano in salute.

Sono iniziati ora dei test per collegare il petrolio del sedimento con il pozzo della BP e ciò potrebbe aggiungersi alla quantità di denaro che la BP finirà per pagare per compensare il danno causato dalla fuoriuscita.

I risultati dei test sollevano anche domande circa i possibili svantaggi derivati dall’uso da parte del governo di disperdenti chimici per combattere la fuoriuscita.

Sotto la direzione del governo federale, circa 1.8 milioni di galloni (6.8 milioni di litri) di disperdenti furono spruzzati sul petrolio fuoriuscito nel tentativo di frammentarlo in piccolissime particelle affinché i microbi naturali presenti nell’oceano potessero divorarlo.

Al tempo, i funzionari dissero che i disperdenti non avrebbero fatto sprofondare il petrolio fuoriuscito sul fondo dell’oceano. Comunque, più di recente, un resoconto del governo federale sosteneva che i disperdenti avrebbero potuto contribuire alla sedimentazione di una parte del petrolio fuoriuscito.

Squadre di scienziati hanno riportato nei mesi recenti che sul fondo del Golfo si trova una strana sostanza, in alcuni casi si trova fino a 80 miglia (pari a 148 kilometri ) dallo sfortunato pozzo Macondo della BP, che scoppiò in Aprile (2010) e che fece uscire, si stima, 4.1 milioni di barili di petrolio nel Golfo prima di venir chiuso.

“I marchi delle sostanze chimiche sono identici”, ha detto il Sig. Hollander, che ha trovato campioni contaminati di un’area del fondo del Golfo fino a lingue di terra della Florida. E aggiunge: “Anche se è concepibile che i test possano mostrare un’infondata somiglianza con il petrolio della BP, la probabilità statistica che siano simili è impensabile”.

“Il governo federale ha anche riscontrato che il petrolio corrispondeva al petrolio del pozzo Macondo depositatosi sul fondo del Golfo” ha detto in un’intervista Steve Murawski, uno scienziato dell’Amministrazione Nazionale per lAtmosfera e l’Oceano. Si è rifiutato di rendere noto il valore della contaminazione relativa al sedimento trovata da funzionari governativi, o esattamente non ha rivelato dove sia stata localizzata, dicendo che gli esperti stavano ancora analizzando i risultati dei test.

Anche Samantha Joye, un oceanografa all’Università della Georgia, ha trovato ciò che lei crede sia la prova del petrolio della BP nel sedimento del Golfo. Si aspetta che i risultati di laboratorio ricalchino le impronte chimiche dei campioni di sedimento che lei stessa ha raccolto.

Su una imbarcazione di ricerca nel Golfo, rientrata venerdì, lei ha visto vermi che brulicavano sul fondo del Golfo, “ormai decimati”. “Invece, anguille e pesci che possono nuotare lontano, spesso sembravano star bene”, così ha detto.

Il Journal sottolineò il 18 Dicembre:

Il petrolio che è uscito dal pozzo della BP Plc si è depositato sul fondo del Golfo del Messico a livelli che potrebbero minacciare la vita marina, secondo un resoconto federale rilasciato venerdì.

I funzionari sostenevano che non c’é nessun modo pratico per ripulire il petrolio fuoriuscito che si é adagiato in profondità nel Golfo, e l’aggiungere nell’acqua dei microbi potrebbe eventualmente far sì che questi lo divorino.

Il grave uso di disperdenti per nascondere la quantità di petrolio fuoriuscito ha causato maggiori problemi nel Golfo:

 L’uso di disperdenti impedì di ripulire il petrolio scremandolo, da sempre il metodo più facile per rimuovere il petrolio dall’acqua.

 I disperdenti fanno sì che le tossine nel greggio siano più biodisponibili alla vita marina e gli scienziati hanno riscontrato che applicare il Corexit al greggio nel Golfo rilascia nell’acqua sostanze chimiche in quantità maggiori di quante ne rilascerebbe il greggio da solo (e si veda ciò)

 I disperdenti potrebbero aver trasformato alcune sostanze chimiche nel petrolio in particelle aerotrasportate. ( e si veda questo e poi questo)

 Il greggio che non diventa aerosolizzato sprofonda sotto la superficie dell’oceano, e può ritardare il recupero dell’ecosistema per anni o persino per decenni (si veda l’articolo del Wall Street Journal citato qui sotto)

 La stragrande maggioranza degli studi comprovano che i disperdenti rallentano la crescita dei microbi che divorano il petrolio.

 I disperdenti fanno sì che il pesce del Golfo assorba più tossine e che più difficilmente riesca a sbarazzarsi dei fattori inquinanti una volta che ne viene esposto.

 I disperdenti potrebbero bioaccumularsi nei frutti di mare.

 Esami del sangue mostrano elevati livelli di idrocarburi tossici nei residenti dell’area del Golfo.

Posporre e fingere portano al fallimento

Come osservai a Maggio – poco dopo che era iniziata la fuoriuscita del petrolio – le risposte del governo alla fuoriuscita del petrolio nel Golfo e alla crisi finanziaria sono notevolmente simili, in quanto entrambe si sono concentrate sul nascondere i problemi, invece di trovarvi una reale soluzione. Poiché il sistema finanziario non fu mai veramente riformato, il prossimo shock finanziario farà vacillare l’economia. Poiché il petrolio non fu mai adeguatamente ripulito, il prossimo uragano muoverà immense quantità di petrolio che ora si trovano sul fondo del mare.

Posporre e fingere é quanto hanno tentato di fare in entrambi i casi, e – in entrambi i casi – ciò porterà al fallimento, poiché nulla é stato sistemato, e i fondamentali possono rimanere nascosti solo per un po’.

Per di più, in entrambi i casi, il governo ha usato misure “altamente tossiche” per tentare di nascondere i problemi reali. Il governo ha usato “misure di emergenza” e virtualmente tutte le sue risorse per sostenere le gigantesche banche, invece di usare metodi collaudati per ristrutturare banche insolventi e perseguire i criminali che causarono la crisi, e ciò ha causato maggiori problemi all’economia reale.

Allo stesso modo, il governo utilizzò quasi 2 milioni di galloni (7,5 milioni di litri) di disperdenti tossici per nascondere la quantità di petrolio invece di usare le proprie risorse per utilizzare metodi noti e usati per la bonifica, il che ha causato problemi significativi per il Golfo.

Alla fine, nuove e potenziali maggiori crisi si verificheranno, perché non sono state attuate leggi per prevenirle. Le regole del sistema finanziario – inclusi gli accordi internazionali di Basilea III – sono stati sventrati. E come riporta la rivista Time:

Il Congresso non é mai riuscito a far passare la legge che avrebbe rivisto la sicurezza sulle trivellazioni".

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