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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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martedì 22 febbraio 2011

AGGIORNAMENTI DIRETTIVA EUROPEA SUI RIMEDI ERBORISTICI


Agnus Castus
 Ai consumatori di tutta Europa verrà negato ai il diritto di usare la maggior parte dei rimedi erboristici ad ora disponibili nei negozi di salutistica e in internet e questo quando una nuova legge europea entrerà in vigore il 1° maggio 2011.

Secondo dati pubblicati oggi (16.2.2011 ndt) dall’Alleanza Internazionale per la Salute Naturale (Alliance for Natural Health International - ANH-Intl). QUI tutti i miei post precedenti sul tema

L’ANH-Intl ha raccolto e pubblicato la lista dei 79 prodotti erboristici per l’uso nel Regno Unito, registrati dall’Ente normativo britannico, l’Agenzia Normativa per i prodotti Medicinali e Terapeutici (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency - MHRA). La lista, basata su dati provenienti dal sito web dell’MHRA, indica che solo 34 specie erboristiche sono incluse, su un totale di più di 1000 tra quelle più comunemente usate come erbe medicinali.

Il divieto si applica a qualsiasi prodotto erboristico che non sia stato registrato entro il 1° maggio, ed è il risultato della piena attuazione della Direttiva Europea sui prodotti erboristici medicinali tradizionali (Traditional Herbal Medicinal Products Directive - THMPD).

I prodotti erboristici non europei saranno i più colpiti: a tutt’oggi non è stato approvato un solo rimedio erboristico tra quelli usati dalle due più importanti tradizioni di medicina: la ayurvedica (India) e quella della medicina tradizionale cinese (MTC).

Saranno vietati anche gli integratori alimentari contenenti qualunque erba medicinale che non sia autorizzata.

Robert Verkerk PhD, Direttore esecutivo e scientifico dell’ANH-Intl, ha dichiarato: “Crediamo che i consumatori abbiano il diritto di vedere quali prodotti sono stati finora registrati, cosa contengono, per quale uso sono proposti e chi li ha registrati. Abbiamo perciò raccolto i dati in un unico elenco, oltre a pubblicare anche altri elenchiche mostrano la vasta gamma di erbe indiane, cinesi, tibetane e perfino occidentali, che saranno soggette al divieto."

La nuova legislazione sostiene di voler mettere in primo piano la sicurezza del consumatore rendendo obbligatorio indicare in etichetta i possibili effetti collaterali e le interazioni dei prodotti erboristici approvati, con altri medicinali. Ma i consumatori attenti alla salute probabilmente saranno sorpresi nel trovare nella lista una vasta gamma (oltre 100) di additivi 'cattivi', nella maggior parte (ma non in tutti) dei prodotti registrati.


Tra questi, il detergente laurilsolfato di sodio, i controversi edulcoranti aspartame e ciclamato di sodio, i conservanti artificiali come ad esempio l’E215, l’E217 e l’E219, e vari polimeri, come il copolimero di butil metacrilato (BA), il polivinilpirrolidone e l’alcool polivinilico (PVA). Quest'ultimo è riconosciuto dalle autorità governative come agente cancerogeno negli animali da laboratorio.

Altri dati chiave sono:

• Ventisette delle 79 registrazioni sono per due sole erbe, la Valeriana (15) e l’Echinacea (12).
• Circa un terzo delle registrazioni nel Regno Unito giungono da aziende farmaceutiche i cui interessi fondamentali sono i farmaci convenzionali, piuttosto che prodotti erboristici.
• I 79 prodotti erboristici registrati sono licenze concesse a sole 26 aziende, prevalentemente del Regno Unito e di origine tedesca o svizzera.
• Nemmeno uno dei licenziatari è fornitore di prodotti erboristici cinesi o indiani (ayurvedici), che costituiscono le due tradizioni erboristiche più consolidate nel mondo.
• L'ottanta per cento delle registrazioni sono per prodotti contenenti singole erbe, anziché combinazioni di erbe, fattore comune alle tradizioni erboristiche non-europee.
• Solo otto delle registrazioni (il 10%) sono per prodotti contenenti planta tota; la maggioranza delle rimanenti sono estratti alcolici stabilizzati in una base chimica, incluse varie combinazioni di oltre 100 eccipienti.
• Brillano per la loro assenza i piccoli fornitori di erbe tradizionali.

Tra le erbe molto diffuse tra i consumatori e che fanno parte delle migliaia che saranno vietate a maggio (a meno che non vengano concesse registrazioni entro i prossimi 75 giorni) si annoverano:

Esempi di erbe occidentali

• Composti erboristici per la tensione premestruale conteneneti trifoglio rosso e l’Agnus castus.
• Il biancospino per la salute cardiovascolare.
• La Filipendula ulmaria per l’infiammazione artritica.

Esempi di erbe ayurvediche

• Il Bibitaki, uno dei tre ingredient chiave del Triphala, che è uno dei prodotti erboristici ayurvedici più usati (per la salute digestiva)
• L’ Ashwagandha (a volte chiamato anche Ginseng indiano), che è un ‘adattogeno’ usato per equilibrare il corpo.
• L’Arjuna, per il cuore e la salute circolatoria.

Esempi di erbe cinesi

• La scutellaria Baikal, usata come anti-infiammatorio
• La digitale cinese (Rehmannia), come immunosoppressore per le persone affette da malattie autoimmuni.
• La Coptis cinese, usata per la disintossicazione.

Esempi di erbe amazzoniche

• L’uncaria tomentosa, come anti-infiammatorio.
• Pau d’Arco, per aiutare a rafforzare il sistema immunitario.
• La Graviola, usata come anti-infiammatorio, specialmente nei pazienti di cancro.

L’Associazione per la Salute Naturale International (ANH Intl) vede come possibile spiegazione dell’assenza in questo THMP (= Direttiva prodotti Erboristici di Medicina tradizionale) di licenze a minori aziende erboristiche tradizionali, il fatto che esse debbano affrontare un "percorso ad ostacoli" e che il processo di registrazione sia lungo e affaticante, nonché molto costoso e complicato, ovvero sia un processo inadatto a combinazioni erboristiche complesse. Le stime delle spese di registrazione vanno da £80.000 a ben oltre £150.000 per il singolo prodotto. Molti operatori dell’industria del naturale credono che i costi siano proibitivi e che che finiscano per determinare una discriminazione selettiva.

Verkerk dice: "Stiamo pensando di iniziare un procedimento di controllo giurisdizionale della direttiva comunitaria europea, partendo dall’Alta Corte di Londra. Speriamo quindi di ottenere ascolto alla Corte di giustizia europea. Contestiamo la norma per il fatto che essa è sproporzionata, non trasparente e discriminatoria, specialmente nei confronti delle tradizioni non-europee. Abbiamo già raccolto circa 60.000 delle 90.000 sterline previste per finanziare le spese legali di questa fase iniziale".

"Un difetto importante nella legalizzazione è che, a differenza dei prodotti farmaceutici, quelli a base di erbe provengono da fonti biologiche, e come tali non reagiscono allo stesso modo dei farmaci convenzionali in un ambiente di laboratorio. Cercare di costringere queste tradizioni antiche in una camicia di forza europea basata sulla produzione di farmaci di sintesi è come cercare di ficcare un cavicchio quadrato in un buco rotondo ".

Per ulteriori informazioni, contattare:
Adam Smith, science & communications officer, or Sophie Middleton, campaign administrator, European office of ANH-Intl, tel: +44 (0)1306 646 600, email: info@anh-europe.org

Fonte: newsletter di http://www.anhinternational.org/
Traduzione Cristina Bassi http://www.thelivingspirits.net/

COLLATED LIST OF UK TRADITIONAL HERBAL REGISTRATIONS UNDER DIRECTIVE 2004/24/EC (“TRADITIONAL HERBAL MEDICINAL PRODUCTS DIRECTIVE”) BASED ON REGISTRATION DATA ON MHRA WEBSITE AS OF 9 FEBRUARY 2011

1 commento:

ElenaSole ha detto...

sempre utili i tuoi post!
ho lasciato un premio nella mia bacheca proprio per questo! passa a ritirarlo...grazie!
E.