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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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giovedì 10 gennaio 2013

LE TOSSINE EMOZIONALI:IMMATURITA’, AVIDITA’, AUTOINGANNO E RABBIA



La mancanza di maturità puo’ ben essere considerata uno dei maggiori problemi di salute del nostro tempo,  cosa che i luminari della scienza medica non dicono né insegnano. 
La maturità si misura nella capacità di vedere le conseguenze future delle azioni di oggi: tanto piu’ una persona riesce a vedere nel futuro, tanto maggiore la sua maturità. Nella teoria comportamentale spesso si sottolinea come in molte persone prevalga la scelta di una piccola ricompensa nell’immediato, piuttosto che una piu’ grande o la “punizione-conseguenze” di domani.

La ricompensa di una sigaretta oggi, per esempio, prevale di gran lunga sul rischio di cancro in futuro. Quella immediata di una droga, prevale sulla dipendenza che si scatena nel tempo e le malattie possibili nel futuro, poiché come si suol dire, per molti il futuro sembra non arrivare mai.

Per il dr Nelson, l’ideatore della QXCI, un dispositivo di biofeedback quantito che utilizzo per eseguire analisi bionenergetiche,  una delle maggiori cause di malattia è il non avere alcuna cura di sé, disprezzare o ignorare il proprio sé e la vita articolata del proprio corpo nelle sue risposte e funzioni.

“La dipendenza, spesso si basa sul condizionamento del gruppo, sul bisogno di conformarsi e sulla mancanza di maturità. Quando la dipendenza dalla droga fisica si intensifica, insieme alla mancanza di maturità vediamo poi gli effetti della dipendenza, Questo è certamente un problema difficile da correggere”.

Dunque aumentare la maturità e la consapevolezza puo’ e deve diventare una nuova forma di medicina: Questo è nucleo della “medicina della responsabilità”. Certamente una simile “medicina” non sarà mai sostenuta da Big Pharma  e da tutti i sistemi economici che “campano” (loro) sulla malattia degli altri e la “promuovono” subdolamente (vedasi OGM, veleni dai cieli, vaccinazioni forzate, stress economico etc).

Non ultimo serve anche “maturità” nei vari professionisti della salute, perché non prevalga in loro lo stimolo egoico e il senso di onnipotenza. La salute è più garantita se “in primis” diventa responsabilità personale e non una delega. E’ tempo di raggiungere sufficientemente maturità per vedere le conseguenze delle nostre azioni e vedere come queste condizionano le nostre vite e quelle degli altri.

La responsabilità e maturità verso se stessi, si estendono poi al sociale e alla società ed infine anche alla spiritualità dell’universo, condizionata dalle nostre azioni e pensieri. L’idea che ci sia separatività è una illusione: in questo universo siamo tutt’uno.

“Se tratteniamo in noi la rabbia, il risentimento o le emozioni negative verso gli altri, significa che simili emozioni le abbiamo nei confronti di noi stessi. Quando raggiungiamo compassione per tutti, incluso per noi stessi, possiamo sciogliere la ruota della sofferenza. E questo puo’ sciogliere molte malattie ed anche la sofferenza a loro connessa ”.

Ci sono ottimi mezzi e metodi alternativi per sbloccare blocchi, riequilibrare organi danneggiati o deboli , portare miglioramento nei sintomi, ma se allo stesso sviluppiamo anche maturità e compassione e l’ego non intralcia la via, il potere di aiuto e di risoluzione di questi mezzi o tramiti, aumentano.

Tra le cause della sofferenza c’è anche il desiderio che le cose siano diverse, cosa di cui tutti soffriamo, poichè i cicli della vita sono costantemente mutevoli ed inducono ad avere bisogni, che a loro volta producono desideri. E’ naturale.

Nei cicli di vita, c’è anche la morte che, come l’incidente sopraggiunge causando perdita. Quando perdiamo qualcosa che ci ha fatto sentire bene, soffriamo di piu’. Quando siamo troppo aggrappati al desiderio, causiamo maggiore sofferenza.

Perdita e dolore sono parte della vita. Ci danno lezioni e ci aiutano a crescere. C’è chi sostiene che senza dolore non si guadagni nulla, anzi che la vita procuri dolori a tutti.

La profondità della sofferenza è collegata alla profondità del desiderio. Se possiamo lasciar andare i desideri, possiamo lasciare andare la sofferenza. Per lasciar andare la sofferenza dobbiamo o accettare le condizioni o cambiarle.

“Desiderio e sofferenza sono le forze che stanno dietro la tecnologia, così come lo erano dietro il dispositivo QXCI, poiché il mio desiderio di aiutare gli altri mi ha portato a questo dispositivo” (dr Nelson).
Dobbiamo tutti pregare ed impegnarci per trovare la conoscenza che possa cambiare le cose che possiamo e dovremmo cambiare ed accettare quelle che non possiamo.
Motivazioni---->Percezioni----->Credi---->Azioni
Dobbiamo renderci conto che la motivazione determina ed influenza la percezione. Per esempio quando siamo affamati notiamo i ristoranti e i tabelloni pubblicitari che parlano di cibo, Se però l’auto fa uno strano rumore, allora la motivazione cambia la percezione. E allora non si farà che vedere garage e distributori di benzina e meccanici.

Se la vostra motivazione è di avere successo, vedete il bicchiere mezzo pieno, mentrechi ha paura lo vede mezzo vuoto. Ogni parte di vita o malattia è un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma questo dipende dalla motivazione personale che viene percepita. Alcuni dicono che vedere è credere, quindi cio’ che percepiamo determinerà le nostre credenze, le quali a loro volta determinano ed influenzano le nostre azioni.

Le nostre azioni seguono le nostre credenze, quello a cui profondamente crediamo. Le motivazioni improprie possono distorcere la percezione ed ingannare la persona facendole credere nelle sue supposizioni.

Non c'è dubbio che per uscire da questo ingorgo ci faccia bene crescere interiormente, dedicarci a processi di guarigione, alla comunicazione e alla accettazione.
Avidità, la rabbia e autoinganno sono tra i maggiori problemi da superare e, se questi costituiscono la piu’ parte della nostra motivazione, allora possono distorcere le nostre percezioni, credenze ed azioni 

L’ avidità è una emozione collosa che si attacca e fa si che ogni sguardo diventi un “voler avere”. Le percezioni così si distorcono sul come poter fare per “avere di piu” e chi ha piu’ giocattoli vince. L’avidità è una colla che distorce la percezione e fa si che “ardentemente” desideriamo le cose che vediamo.

Per lasciar andare questa emozione, abbiamo bisogno di vedere la transitorietà della vita e il senso del possesso; dobbiamo liberare la nostra mente dai desideri per le cose che vediamo. Diventa molto importante percio’ meditare sul fatto che “ non possiamo veramente possedere nulla”. 

E’ necessario liberarci da questa collosa qualità della mente: nella vita ci sono cose molto piu’ importanti delle “proprietà”…

Cristina Bassi,
dalla pratica del QXCI
, dispositivo di test bioenergetico e riequilibrio.
 

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