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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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martedì 12 febbraio 2013

I CIBI DA EVITARE PER LA SALUTE. LEZIONE CINQUE: NON SIAMO CARIVORI!

Non siamo carnivori Analizzando con scrupolosità il corpo umano e i suoi processi digestivi, non si può che giungere a questa conclusione.
Per capire e convincersi di questo basta ragionare sul modo in cui l'uomo mangia la carne. L'uomo è costretto a camuffare questo cibo, non compatibile con il suo organismo, con un' infinita quantità di salse e condimenti, non prima di averlo fritto o bollito o invecchiato, e trasformato in mille modi.

Molti biologi e fisiologi sono d'accordo nell'affermare che l'uomo, in realtà, non è fisiologicamente "costruito" per mangiare carne, e offrono prove estremamente convincenti.
La classe dei carnivori:
  • Ha una struttura fisica predatoria: artigli e canini sviluppati;
  • Ha Intestino breve (solo 3 volte la lunghezza del tronco) e fortemente acido (10 volte di più di un normale erbivoro)
L'intestino breve, lungo 3 volte il tronco, serve ad evitare una sosta troppo prolungata della carne ingerita, in quanto essa è facilmente putrescibile. L'intestino breve inoltre è fortemente acido perché deve neutralizzare le sostanze tossiche presenti nella carne.

Vediamo come avviene la digestione della carne:
Una volta giunta nello stomaco la carne ha bisogno, per essere digerita, della secrezione di succhi gastrici ricchissimi di acido idrocloridico.
I carnivori, infatti, secernono grandi quantità di acido idrocloridrico, atto a sciogliere le ossa. Il tratto intestinale dove avviene l'ultima parte della digestione, che serve a far passare gli elementi nutrivi nel sangue, deve per forza di cose essere meno lungo possibile: si deve considerare, infatti, che il pezzo di carne altro non è che un cadavere in putrefazione che crea velenosi rifiuti all'interno del corpo.
Il carnivoro, quindi, deve liberarsene il più presto possibile. Il problema, per i non carnivori, è la lunghezza del tratto intestinale, che a volte è lungo addirittura 20 volte il tronco. Se i non carnivori mangiassero carne, questa rimarrebbe nel loro corpo un tempo troppo lungo, avvelenandoli.

Passiamo alla classe degli erbivori:
  • struttura fisica forte ma non aggressiva, dentatura priva di veri incisivi superiori per addentare frutti, e canini per dilaniare.
  • intestino lungo sino a 20 volte il tronco, enzima digestivo capace di trasformare e assimilare la cellulosa delle piante.
Gli erbivori secernono una quantità minima di acido idrocloridrico, non sufficiente a digerire del tutto la carne.

Poi c'è la classe degli onnivori, parenti stretti dei carnivori, che conservano una certa aggressività e sono simili in molte caratteristiche fisiche ai carnivori; molti, ad esempio, non collocano il cane tra i carnivori, poiché se nutrito di sola carne esso muore.

Adesso osserviamo l'uomo:
  • struttura fisica non aggressiva;
  • tubo digerente lungo 12 volte la lunghezza del tronco;
  • mandibole deboli e non pronunciate;
  • secrezione salivare idonea a digerire gli amidi;
  • dentatura sviluppata soprattutto negli incisivi per mordere e addentare frutti e nei molari, piatti e robusti per macinare semi;
  • stomaco debole e poco acido, che non possiede gli enzimi adatti a neutralizzare le sostanze tossiche prodotte dalla decomposizione della carne;
Inoltre il suo intestino ha bisogno di stimoli che favoriscano il movimento peristaltico: frutti, cereali ed ortaggi hanno queste capacità, ma la carne no!
Fisiologicamente l'uomo è più simile ai mangiatori di piante e agli animali da pascolo e da foraggio (come le scimmie, gli elefanti e le mucche), che non ai carnivori come tigri e leopardi.
I carnivori, ad esempio, non traspirano dalla pelle: la temperatura corporea viene regolata con il respiro accelerato e l'estrusione della lingua. Gli animali vegetariani, invece, sono dotati di pori sudoriferi per eliminare le impurità e regolare la temperatura.
Tutte coincidenze?
La domanda che molti si pongono è:
Senza la carne posso soddisfare il mio fabbisogno giornaliero di proteine?
La disinformazione, in questo campo, raggiunge livelli spaventosi e con un po' di ricerca si può scoprire che la maggior parte dei luoghi comuni che ogni giorno sentiamo sono soltanto falsità.
Le proteine sono composte di amminoacidi. Gli amminoacidi sono 22, di cui 14 "non essenziali" e 8 "essenziali". "Essenziali" perché il corpo non può produrli autonomamente e ha bisogno di assumerli dai cibi.
Gli amminoacidi "essenziali" sono: leucina, isoleucina, valina, lisina, triptofano, treonina, metionina, e fenilalanina.
Fino agli anni '50 la carne era considerata un'ottima fonte di proteine, in quanto contiene tutti e otto gli amminoacidi "essenziali", ma al giorno d'oggi noi sappiamo che anche molti alimenti vegetali contengono tutti e otto gli amminoacidi (anche se non in proporzioni perfette), e in molti casi sono addirittura superiori, dal punto di vista nutrizionale, della carne.
In parole povere gli amminoacidi "essenziali" esistono in abbondanza in alimenti senza carne.
I cereali integrali, i legumi, i semi oleosi sono tutti concentrati di proteine; trenta grammi di lenticchie o di arachidi, ad esempio, contengono più proteine di un hamburger o di una bistecca di maiale.
Partendo dalla domanda provocatoria iniziale comunque ribadisco che non abbiamo bisogno di tutte queste proteine. Solo in una dieta di transizione consiglio di assumere un'elevata quantità di proteine proprio per rimpiazzare quelle della carne a cui eravamo tanto abituati.
Nel 1954 un gruppo di scienziati dell'università di Harvard intraprese uno studio specifico e scoprì che quando si mangiano insieme una certa varietà di verdure, cereali e legumi, la combinazione produce più dell'apporto necessario di proteine giornaliere.
Il loro rapporto giungeva alla conclusione che, a dire il vero, è piuttosto difficile seguire una dieta vegetariana senza superare il fabbisogno proteico del corpo umano!
Più di recente, nel 1972, il dottor F. Stare di Harvard ha condotto una propria ricerca sul consumo di proteine tra i vegetariani. Le sue scoperte sono sorprendenti: la maggioranza dei soggetti osservati assumeva il doppio del proprio fabbisogno giornaliero di proteine.
Quindi la soluzione a moltissimi problemi di salute è ridurre drasticamente il consumo di carne e proteine animali. Ci sono numerosi sostituti della carne.

Cosa mangio al posto della carne?
Inizialmente ti consiglio di seguire una dieta di transizione che comprenda alimenti ad alto contenuto proteico di origine vegetale. Può andare bene:
  • tofu
  • seitan
  • tempeh
  • grano saraceno
  • muscolo di grano
  • legumi (lenticchie, ceci, fave...)
Gradualmente poi ti consiglio di sostituire anche questi cibi cotti (e alcuni piuttosto elaborati e raffinati) con cibi più naturali possibile, nel loro stato originario, cioè crudi. Principalmente verdure a foglia verde scuro.
Aumentando la quantità di verde nella tua alimentazione noterai dei benefici enormi.
Ovviamente ci sono dei trucchi per assumere tutta la gamma di amminoacidi (proteine) necessari alla salute dell'essere umano e spero presto di mostrarti qualcosa in proposito.
Nel frattempo spero che tutte queste informazioni che hai avuto siano state di tuo interesse, per lo meno per capire che la tua salute è molto correlata a ciò che mangi. Sicuramente adesso ne sei consapevole e puoi fare qualcosa per capovolgere la situazione.
Ti assicuro che oltre a liberarti dei fastidi che ti porti dietro da anni riacquisterai anche una vitalità e voglia di vivere straordinaria, ti sentirai meglio ogni giorno che passa e ringrazierai il giorno in cui hai deciso di diventare responsabile della tua salute.

FONTE: www.RawFoods.it

LEZIONE UNO:
LEZIONE DUE:
LEZIONE TRE:
LEZONE QUATTRO:

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