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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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domenica 31 marzo 2013

L'ALZHEIMER IN CRESCITA OVUNQUE. I PERCHE'...


 

Ecco che cosa ci sta succedendo ed ecco per quale ragione.

La ragione è la seguente: i criminali che comandano il mondo (bisogna pensare ad un dietro le quinte, dove le decisioni sono prese da una cricca di mafiosi) non vogliono che i cittadini pensino in modo critico o agiscano in modo incisivo. Così danneggiano ed avvelenano l’ambiente.

Soffriamo tutti di disturbi più o meno gravi a causa della massiccia e quotidiana assunzione di ALLUMINIO, assunzione che dura ormai da almeno quindici anni.

Così ognuno di noi ha ora l'equivalente della malattia di Alzheimer: a causa della dispersione graduale di alluminio tra il 1992/93 e 2003, non siamo consapevoli che stiamo vivendo un serio pregiudizio dei nostri processi mentali e della nostra capacità di concentrarci e di pensare e di comportarci in modo efficace.

Il paziente affetto dall’Alzheimer non riesce a ricordare le cose, non può esprimersi e spesso resta immobile a fissare il mondo attorno a sé, senza capire. Questo è il modo in cui stiamo tutti diventando. Guardate le persone intorno a voi!

Nel periodo intercorso tra il 2000 ed il 2003, molte persone dichiaravano che la loro memoria si stava indebolendo. Oggi, invece, la gente non sembra più essere consapevole del deterioramento delle abilità cognitive. E’ per questo motivo che abbiamo bisogno di prestare attenzione, di rimanere vigili, consci di quanto sta accadendo. Una volta che un cambiamento è occorso, tendiamo a considerare la nuova condizione come un fenomeno normale. Dobbiamo prestare attenzione e abbiamo bisogno di ricordare.

Potremmo cominciare a riccorrere a tutti i rimedi più costosi per tentare di contrastare l'Alzheimer, ma ciò di cui l’umanità intera ha bisogno è fermare le operazioni chimiche. Ora! E’ necessario mobilitarsi, adoperarsi, agire.

Fonte originale: fourwinds10.net 


tratto da: http://www.tankerenemy.com/2012/06/alzheimer-all-over-world.html

VEDI ANCHE: Bergamo: impennata dei casi di Alzheimer




 

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