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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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lunedì 15 aprile 2013

I 5STELLE, GRILLO E LA BONINO TRA I "CANDIDATI AL QUIRINALE": CHE GIOCO GIOCHIAMO?


Come noto in questi  giorni sono in corso le "Quirinarie" da parte del M5S, ampiamente documentate sul blog www.beppegrillo.it, da cui emanano le istruzioni del caso.
Ma.... tra i personaggi scelti anche la Bonino, di cui questo blog ha già riportato contributi sulle sue simpatie OGM  (o le sue avversità -anti, costruitevi voi la definizione che piu' "si addice"...).

Come non bastasse, in homepage sul blog di Grillo anche un filmato pro OGM
 Che succede? "Grilli" votanti Bonino, da quale pianeta lo fate?

    
Ad ulteriore informazione sugli OGM (non benefici all'essere umano) , riporto alcuni passi di un articolo del 2010 del prof Altieri, agronomo, che trovate per intero su The Living Spirits

In ultimo rimando anche ad un "vecchio" articolo dal dr Mercola.com 
IL CIBO OGM FA MALE: IN TUTTO IL MONDO SCIENZIATI -MINACCIATI- LO HANNO DETTO ...
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E‘ necessario innanzitutto  chiarire i termini scientifici, per evitare confusioni tra “Biotecnologie Naturali“ e “Manipolazioni Genetiche“, queste ultime atte a  produrre Organismi Geneticamente Modificati (OGM). Le prime si basano su organismi viventi "naturali" (es. Insetti utili per la Lotta Biologica allevati in Biofabbriche, Lieviti e Batteri per produrre vini, formaggi, pane, ecc.), mentre le manipolazioni genetiche alterano il patrimonio ereditario delle specie (DNA) inserendo frammenti di dna estranei.

Ciò non avviene in natura, laddove scambi di geni, per "definizione scientifica", si hanno solo entro i confini della specie o tra specie molto vicine nell‘evoluzione (che però, nel secondo caso, daranno origine a individui sterili) e, di generazione in generazione, nel breve periodo si ha solo un "rimescolamento del pool genetico".

Negli OGM  si combina il DNA di specie spesso diverse e talvolta molto lontane nell‘evoluzione e nell‘ambiante di vita (batteri e mais), con impossibilità di prevedere esattamente i risultati della manipolazione. La modificazione di  un tratto del dna (in maniera tra l‘altro non precisa, dal momento che i geni vengono inseriti attraverso vettori batterici o virali o "sparati" a caso nel nucleo delle cellule) influenza infatti tutto l’organismo in cui è inserito il “transgene“ (esempio la sequenza genica  di un batterio che produce  tossine, inserita in un mais), comportando quelli che la genetica ha individuato da almeno 30 anni come "effetti pleiotropici".

Basti pensare che solo il 10% del dna umano serve a produrre proteine, il resto ha funzioni tuttora in gran parte sconosciute di “regolazione e interdipendenza“ estremamente complicate. L’essere vivente va visto pertanto come un ecosistema  complesso di cellule, tessuti ed organi, guidato dal suo dna e inserito nel più ampio ecosistema di relazioni tra individui e specie, nell’adattamento reciproco tra ambiente e modificazioni dell'individuo, in una visione coevolutiva della selezione naturale. E‘ pertanto necessario, in primis, combattere il “Riduzionismo scientifico“ che sta alla base delle manipolazioni genetiche e che assimila “geni a microchips (con l'equivalenza un gene = una proteina), reintroducendo il "Principio di NON equivalenza tra OGM e  specie originarie non modificate".

Inoltre, dal momento che il transgene inserito nel dna ospite può spostarsi, per i meccanismi naturali della riproduzione cellulare, finalizzati all’aumento della variabilità, si ha di fatto l‘impossibilità scientifica di prevedere gli effetti nel tempo a causa della “non stabilità” degli ogm, con ricerche sui rischi ( ad es. da sostanze proteiche anomale) che verrebbero invalidate dalle modifiche del Dna transgenico nel tempo.

Ad appena 4 anni dalla diffusione su vasta scala delle coltivazioni transgeniche, ricerche scientifiche confermano la produzione di proteine "anomale" nel mais transgenico destinato all'alimentazione animale (con i rischi connessi, ...in fondo  anche i "prioni" sono proteine) e la scoperta di sequenze geniche impreviste nella soia geneticamente modificata, come pubblicato da autorevoli riviste. Una domanda, allora, sorge d’obbligo: Come è stato possibile brevettare prodotti (ogm) che non sono stabili? L'invenzione deve essere stabile e riproducibile: è come se un motore brevettato cambi la cilindrata da solo, mentre sei in viaggio.

E per gli OGM, a causa della loro capacità di riproduzione, è addirittura impossibile prevedere esattamente il destino ambientale e tossicologico (i prioni delle “Carni Pazze“, suonano come un serio avvertimento in tal senso). Il Polline non ha confini, come quello che ha portato la resistenza a un virus dall'avena geneticamente modificata coltivata a quella selvatica, che rende necessari altri diserbanti chimici per combatterla, cosi come le tossine rilasciate nel suolo dal mais transgenico bt, con effetti imprevedibili sulla vita dello stesso, e dannosi sulle Coccinelle, insetti utili che si nutrono degli afidi del mais, i quali succhiano la linfa in cui è presente la tossina del Bt a cui sono insensibili a differenza delle belle Coccinelle.

Sul Mais Bt sono prevedibili così nuovi attacchi di insetti dannosi e necessità di più pesticidi, esattamente il contrario di quanto affermato da emeriti cattedratici, cui mancano  probabilmente le basi di Ecologia.

Gli Organismi Transgenici, in realtà, hanno trovato spiazzata la scienza e la politica, e seguono esclusivamente le logiche del liberismo di mercato e della globalizzazione monopolistica

Prerogativa di una tecnica deve essere la sua scientificità, ovvero la "determinazione precisa degli effetti" (l'ingegneria addirittura, termine espropriato dai genetisti dell'ultima generazione, oltre alla precisione dei calcoli richiede un margine matematico di sicurezza aggiuntivo).

Migliaia di contadini in India si sono suicidati a causa del  fallimento di coltivazioni chimiche e transgeniche, come migliaia di italiani ogni anno devono vendere la terra alle banche per pagare i debiti di coltivazione.

by Giuseppe Altieri (Accademia Internazionale di Agroecologia - Perugia),

BIBLIOGRAFIA CORRELATA:

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