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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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domenica 14 aprile 2013

SEQUESTRATE OLTRE 1500 TON DI FALSI BIO E PRODOTTI CONTRAFFATTI...

Un mercato con alimenti biologici. 2 mila tonnellate di mais e soia contaminati da Ogm o da pesticidi ma spacciati come biologici, un giro d'affari internazionale di milioni di euro, due organismi di certificazione italiani pronti ad alterare i risultati delle analisi chimiche per dichiarare 'bio' i prodotti adulterati.

Con l'operazione Green war la guardia di finanza di Pesaro e l'Ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole, coordinati dalla procura, hanno scoperto una maxi frode alimentare molto pericolosa: le granaglie contaminate erano infatti destinate all'industria dei mangimi zootecnici e potevano alterare la catena alimentare attraverso il latte o altri derivati.


INDAGATE 23 PERSONE. Sono 23 le persone indagate a piede libero per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio, una decina le società coinvolte, numerose le perquisizioni condotte fra Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Molise e Abruzzo.
 

Le Fiamme gialle hanno bloccato 1.500 tonnellate di mais proveniente dall'Ucraina e certificato come biologico, e 76 tonnellate di soia indiana contenente prodotti chimici vietati.
 
Attraverso società che operano in Moldavia e Ucraina, l'organizzazione criminale sdoganava le merci a Malta, presso un'azienda gestita da italiani, e poi le faceva entrare nel nostro Paese con tanto di certificazione biologica, rilasciata da due organismi di controllo di Fano e Sassari. Il carico di mais è stato intercettato fra Piacenza, Varese e Cremona, ma gli investigatori sono ancora sulle tracce di un'altra partita di granaglie spedita nei Paesi Arabi.


SEQUESTRATI GRANO, LINO E SOIA.
Fra le merci contrabbandate come biologiche c'erano anche notevoli quantità di grano tenero, lino e panello di soia (ciò che resta dopo il processo di estrazione dell'olio).
Un «incredibile intreccio fra controllati e controllori», ha spiegato il comandante provinciale della Gdf di Pesaro Francesco Pastore, scoperchiato grazie a un'attività di accertamento molto articolata, sotto la guida del pm Silvia Cecchi.
Alcuni degli indagati hanno precedenti specifici e rischiano pesanti condanne. Probabilmente però, osserva il col. Pastore, 'é la normativa europea sulla tracciabilità delle materie prime destinate ai mangimi che deve diventare ancora più vincolante'.


Giovedì, 11 Aprile 2013 
FONTE: http://www.lettera43.it/benessere/falsi-cibi-bio-con-pestici-e-ogm-23-indagati_4367591075.htm 

vedi anche:
Due ricercatori dell'università Bicocca di Milano spiegano come è possibile riconoscere l'origine del cibo
 

1 commento:

Anonimo ha detto...

L'assurdo di tutto cio' e che non sappiamo i nomi delle persone e degli enti e che probabilmente anche oggi gli stessi stanno lavorando nonostastante tutto. E dire che gli enti sono anche federati. Vuoi propiro che dia Roma che comanda tutto? Fuori i nomi!