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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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sabato 10 maggio 2014

MIGLIO BRUNO, RICCO DI MINERALI E OTTIMO PER ARTROSI E OSSA



Il miglio è considerato una delle più antiche piante coltivate e si è diffuso in Germania già nell’età precristiana. Fino a 100 anni fa il miglio ha giocato un ruolo molto importante nella nutrizione, in seguito, però, è stato dimenticato.  Si tratta del cereale più ricco di sostanze minerali esistente sul pianeta Terra. Il miglio è un prodotto privo di glutine, privo della parte proteica del glutine, composta da glutenina e gliadina.

Il miglio contiene una grande quantità di acido silicico, oltre che fluoro, zolfo, fosforo, ferro, magnesio, potassio, zinco, etc. Presenta anche una particolare ricchezza di vitamine del gruppo B, come ad esempio, le vitamine B1, B2, B6, B17, e di acido pantotenico e dell’ammide dell’acido nicotinico (nicotinammide).

Con 59 mg d’acido silicico, 6,8 mg di ferro, 0,6 mg di fluoro, 3 mg di sodio e 170 mg di magnesio in 100 grammi di miglio, esso rappresenta un fornitore eccellente di essenziali sostanze minerali. È anche degno di nota che le sostanze minerali, gli oligoelementi e le sostanze attive sono contenuti in forma molto fine, quasi omeopatica, un dato che può contribuire in modo positivo alla guarigione delle malattie di ossa e cartilagine.

L’acido silicico è un composto acquoso dell’anidride silicica e rappresenta una sostanza primordiale essenziale per ogni organismo vivente. Alcuni scienziati russi hanno scoperto che né materiali viventi né organismi sono in grado di esistere senza l’acido silicico. Nel corpo umano, l’acido silicico insieme al calcio agisce soprattutto a favore della funzione di sostegno, a cui l’acido silicico fornisce in prima linea l’elasticità e il calcio la solidità. 

L’acido silicico rinforza anche il tessuto connettivo che dà struttura a tutto il corpo e avvolge i singoli organi. Il tessuto connettivo è il tessuto primordiale nel corpo. La pelle, che ci avvolge come un involucro di silicio, ne rappresenta la chiusura verso l’esterno.
Il contenuto elevato di acido silicico è all’origine anche di una pelle fresca e liscia e di capelli forti e brillanti.
L’acido silicico rinforza anche il tessuto polmonare rendendolo più resistente e flessibile. Fornisce elasticità e resistenza ai tessuti.
L’acido silicico stimola anche i sistemi di difesa naturali del corpo e stimola la formazione dei fagociti che distruggono virus e batteri nel sangue e nel sistema linfatico.

Con l’età il contenuto di acido silicico nei tessuti diminuisce costantemente. E ciò si manifesta con la formazione di rughe, con la fragilità del tessuto connettivo, con varici, emorroidi, ernia dei dischi intervertebrali, difetti di portamento, disturbi d’irrorazione sanguigna, vertigini, stanchezza, eczemi, danni ai denti, affezioni articolari, artrite, fragilità delle unghie, debolezza dei sensi e del sistema nervoso e con reazioni allergiche. L’acido silicico ha una notevole influenza sul sistema nervoso soprattutto grazie al suo contenuto di vitamine del gruppo B.

L’acido silicico gioca un ruolo indispensabile nel metabolismo, provvede al rifornimento di ormoni, regola il bilancio idrico ed è addirittura corresponsabile dello scambio di sostanze nutritive.

Il miglio ha ottimi effetti soprattutto per le madri che allattano e dovrebbe essere consumato regolarmente durante il periodo di guarigione di fratture ossee. Un’alimentazione a base di miglio può spesso contribuire ad accelerare la guarigione anche di infiammazioni – ad esempio della vescica.

Miglio Selvatico MarroneUn consiglio prezioso: il miglio bruno integrale
Siccome le bucce dure, silicee dei chicchi del miglio dorato non sono commestibili, devono essere eliminate. Accanto al miglio dorato esiste però anche il miglio bruno o miglio primordiale che non deve essere mondato. La medicina medievale ha cantato grandi lodi del miglio e oggi è considerato un cereale da consigliare a tutti – e non solo in età avanzata.
Come già detto, il miglio bruno non deve essere sbucciato. Per questo il suo valore nutritivo è ancora più alto di quello del miglio comune che invece va privato della buccia.

Consumato crudo anche il miglio fa parte di quei cereali in grado di basicizzare, prevenendo cosi l’eccessiva acidificazione, la perdita di minerali e l’accumulo di scorie .

Il miglio bruno viene coltivato solamente su terreni in cui viene seguita una rotazione agraria particolare, con un’alta percentuale di leguminose. Inoltre sono indispensabili un tipo di coltivazione che rispetti il suolo e l’ambiente, una nutrizione adatta alle esigenze delle piante e concimazione organica.  

Il miglio bruno non viene né clonato, né manipolato geneticamente, né trattato con ibridi, né sottoposto a selezioni.Il miglio bruno macinato è ancora più efficace, perché i fiocchi di miglio, nel corso della loro produzione, vengono cotti a vapore e stabilizzati.

Il miglio bruno è anche adatto a germinare.La germinazione dei semi prova che essi sono ricolmi di vita cosmica. Tramite la germinazione il contenuto delle vitamine viene moltiplicato tra il 400 e il 600%. Inoltre si osserva una grande attività a livello di enzimi, un’attività che non esisteva nel semplice seme.


Il miglio come prodotto basilare in caso di problemi alle ossa
Crudo e integrale il miglio, con i suoi preziosi minerali, può influenzare in un modo positivo la guarigione da tutte le malattie delle ossa, soprattutto dall’artrosi delle articolazioni grandi e piccole, ma anche della colonna vertebrale. Naturalmente si consiglia di far supportare gli effetti curanti del miglio integrale da cibi naturali e da un sano stile di vita.

Soprattutto l’acido silicico, che si trova in abbondanza nel miglio, provoca anche uno sgorgamento dei vasi sanguigni modificati dall’arteriosclerosi e li rende di nuovo elastici contribuendo così a migliorare l’irrorazione sanguigna ed a normalizzare la pressione troppo alta. Nello stesso tempo l’acido silicico blocca l’avanzata dell’arteriosclerosi.
Già all’inizio degli anni ’80 il professor Gotthard Schettler parlò del fenomeno sostenendo che i cambiamenti patologici dei vasi sono “palesemente capaci di una regressione”. Recentemente gli scienziati, tramite un particolare procedimento radioscopico, sono riusciti a provare tali regressione (Prof. Hans Kaffarnik – Università di Marburg).
Estratto dal mensile Waerland, aprile 2003
Ulteriori informazioni : G.A. Ulmer “Die besonderen Heilwirkungen von Hafer
und Hirse”; ISBN 3-924191-46-8; Casa editrice G.A. Ulmer, 78609 Tuningen.

PS: il testo ci è pervenuto con questi riferimenti di fonte, senza il nome del traduttore
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Come si può riconoscere e guarire l’artrosi da sé?
L’artrosi, e soprattutto la cosiddetta e diffusissima artrosi primaria, si può riconoscere dall’aggravamento spontaneo dei dolori nelle articolazioni malate quando il corpo inizia a muoversi. Questi dolori però, dopo un certo protrarsi del movimento relativo, in buona parte spariscono. Un esempio: nel caso di un’artrosi dell’anca, alzandosi da una sedia, si sente improvvisamente un dolore piuttosto forte che però, talvolta dopo alcuni passi, talvolta dopo un cammino più lungo, si calma notevolmente. In caso di artrosi grave o molto grave questo sollievo spesso è così minimale che è necessario servirsi di bastoni o grucce. Questo vale anche per tutte le forme di artrosi della spina dorsale.
Il dolore all’inizio di un movimento è una spiccata caratteristica assolutamente tipica dell’artrosi (“osi” = malattia degenerativa senza infiammazione). Il malato di artrosi si sente veramente bene solo se è disteso, seduto o fermo. Nella maggior parte dei casi la diagnosi d’artrosi è già nota a seguito di un esame medico.Inoltre si può riconoscere l’artrosi sentendo con l’udito o al tatto le articolazioni coinvolte sfregare, stridere e scricchiolare. Soprattutto se si muove l’articolazione senza caricarla. Spesso il malato di artrosi sente questo stridere 

Invece è molto più difficile riconoscere “l’artrosi secondaria”, che si manifesta frequentemente accompagnata da poliartrite cronica, oppure nevralgia, neurite, ma anche da podagra, tumore osseo, morbo di Paget o da altre malattie considerate principali, soprattutto da malattie di carattere infiammatorio. In questi casi il medico ha un compito difficile, ad esempio con l’artrite (“ite”=malattia infiammatoria).

Tutte queste affezioni presentano un tipo di dolore ben differente da quello dell’artrosi primaria. Ad esempio: accanto al dolore all’inizio di un movimento possono anche manifestarsi improvvisi attacchi di reumatismo dovuti alle condizioni meteorologiche oppure dolori che si sentono solo da fermi, ecc. Queste malattie reumatiche, che accompagnano l’artrosi secondaria e che oggi sono dovute frequentemente anche a reazioni allergiche, si presentano con sintomi estremamente diversi. Di fronte a queste malattie miste croniche che si manifestano con infiammazioni o degenerazioni ecc. il paziente spesso non sa che pesci pigliare. Dunque, la cosa più importante per il malato è che ora è finalmente in grado di aiutarsi da sé, nonostante tutte le difficoltà indicate. Per questi casi di malattie di artrosi primaria o secondaria, spesso difficili da riconoscere e da trattare, esiste una soluzione sicura, con la quale lo stato di tutti i malati d’artrosi nella maggior parte dei casi può essere migliorato e persino guarito.


fonte: http://naturale.blog.tiscali.it/2007/05/30/il_silicio_1013620-shtml/?doing_wp_c

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