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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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giovedì 14 agosto 2014

UN PREDATORE, DALLE PROFONDITA' DEL COSMO, AL COMANDO DELLE NOSTRE VITE...

caged mindEcco cosa dice don Juan a
Carlos Castaneda:


“Esiste un predatore che è emerso dalle profondità del cosmo e ha assunto il comando delle nostre vite. Gli esseri umani sono suoi prigionieri. Il predatore è nostro signore e padrone. Ci ha resi docili, inermi. Se vogliamo protestare, egli reprime le nostre proteste. Se vogliamo agire indipendentemente, esige che non lo facciamo... per tutto questo tempo ho menato il can per l'aia, insinuando in voi il dubbio che qualcosa ci stia tenendo prigionieri. Siamo davvero prigionieri!”

“Tutto questo ha rappresentato una fonte d'energia per gli stregoni dell'antico Messico... Essi si sono impadroniti di noi perché noi per loro siamo cibo, e ci strizzano senza pietà poiché traggono da noi il loro sostentamento. Proprio come noi alleviamo i polli in batterie, i predatori ci allevano in batterie umane, e hanno così sempre il loro cibo a disposizione”.
“No, no, no, no” [risponde Carlos] “Questo è assurdo, don Juan. Ciò che stai dicendo è qualcosa di mostruoso. Non può assolutamente essere vero, né per quanto riguarda gli stregoni che gli uomini normali, né per nessun altro”.

“Perché no?” chiese calmo don Juan. “Perché no? Perché questa cosa ti fa infuriare?... Non hai ancora sentito tutto quello che ho da dire. Voglio fare appello alla tua mente analitica. Pensa per un attimo, e dimmi come spiegheresti le contraddizioni tra l'intelligenza dell'uomo ideatore e la stupidità dei suoi sistemi di credenze, o la stupidità del suo contraddittorio comportamento. Gli stregoni credono che siano stati i predatori a trasmetterci i nostri attuali sistemi di credenze, la nostra idea di ciò che è bene e male, le nostre abitudini sociali. Sono loro che alimentano le nostre speranze e le nostre aspettative, i nostri sogni di successo e la paura di fallire. Ci hanno trasmesso l'avidità, la cupidigia e la codardia. Sono i predatori a renderci compiacenti, abitudinari e maniaci del nostro ego”.

“Ma come possono fare questo, don Juan?” domandò [Carlos], ancora più irritato da ciò che [don Juan] andava dicendo. “Tutte queste cose ce le sussurrano in un orecchio mentre dormiamo?”

“No, non fanno in quel modo. Sarebbe idiota!” disse don Juan, sorridendo. “Sono infinitamente più efficienti e organizzati. Per farsi ubbidire e tenerci buoni, i predatori si sono imbarcati in una stupenda manovra - stupenda naturalmente dal punto di vista di uno stratega. Una manovra orrenda invece, dal punto di vista di coloro che l'hanno subita. Essi ci hanno infatti ceduto la loro mente! Mi capisci? I predatori ci danno la loro mente, che diventa la nostra mente. La mente dei predatori è barocca, contraddittoria, cupa, piena di timore di essere scoperta da un momento all'altro”.

“So che anche se non avete mai sofferto la fame... avvertite una sorta di ansia nei confronti del cibo, che non è altro che l'ansia del predatore che avverte che da un momento all'altro verrà scoperto e il cibo gli verrà negato. Attraverso la mente, che dopo tutto, è la loro mente, i predatori infondono nella vita degli esseri umani ciò che a loro conviene. E si assicurano, in questo modo, un grado di sicurezza che consente loro di agire come tampone nei confronti della loro paura”.

“Gli stregoni dell'antico Messico erano piuttosto a disagio a pensare al momento in cui [il predatore] fece la sua comparsa sulla Terra. Pensavano che l'uomo a un certo punto dovesse essere un uomo completo, dotato di una meravigliosa dimensione spirituale, e con una consapevolezza che oggi sembra appartenere a leggende mitologiche. E poi, tutto sembra sparire, ed ecco che ora abbiamo un uomo sedato. Quello che voglio dire è che contro di noi non abbiamo un semplice predatore. Quest'ultimo è molto intelligente e organizzato. Segue un sistema metodico per renderci inutili. L'uomo, che era destinato a diventare un essere magico, non è più magico. È un ordinario pezzo di carne”.

“L'uomo non ha più sogni propri, se non quelli di un animale che è stato innalzato a diventare un pezzo di carne: sogni banali, convenzionali, idioti”.
Castaneda, 1998

TRATTO DA: Figli di Matrix

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