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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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martedì 17 marzo 2015

Kenia: Unicef e OMS vaccinano la popolazione contro il tetano. Ma anche contro la fertilità...

 

Dopo gli scandali che hanno già scosso il Messico, il Nicaragua e le Filippine, l’OMS e l’Unicef sono di nuovo messi sotto accusa in Kenya per aver somministrato dei prodotti sterilizzanti, all’insaputa dei pazienti, che, ufficialmente volevano vaccinare contro il tetano.
La Conferenza Episcopale Cattolica del Kenya, che gestisce numerosi ospedali, ha partecipato alla campagna di vaccinazione contro il tetano organizzata dall’OMS e dall’Unicef nel marzo e ottobre 2014, per i pazienti dai 14 ai 49 anni.

In seguito alle indiscrezioni che circolavano, la Conferenza Episcopale ha chiesto al ministro keniano dalla Salute, James Wainaina Macharia, di verificare la composizione dei vaccini. Di fronte al suo rifiuto, la Conferenza Episcopale si è affidata al laboratorio AgriQ Quest Ltd. per procedere alle relative verifiche; gli esperti hanno constatato la presenza nei vaccini di circa il 24–37,5% di βhCG (gonadotropina corionica), quantità largamente sufficiente per sterilizzare i pazienti a cui è somministrato il vaccino. Il ministro della Salute keniano ha negato questi risultati, affermando che è impossibile introdurre del βhCG in questi vaccini.

La Commissione parlamentare della Salute allora ha invitato il ministero della Salute da una parte, e la Conferenza Episcopale dall’altra, a presentargli i loro lavori. Contrariamente alle dichiarazioni precedenti del governo, si è appurato che questi non aveva fatto alcun test sui vaccini prima della loro inoculazione. Il governo fornì allora 10 campioni di vaccino che risultarono negativi, mentre la Conferenza Episcopale ne presentò 9, di cui 3 positivi (con presenza di βhCG). Il ministero della Salute si ritirò dal dibattito.


Monsignore Paul Kariuki Njiru, vescovo d’Embu e presidente della Commissione della Salute della Conferenza Episcopale Cattolica del Kenya, ha allora diffuso un comunicato, accusando l’OMS, l’Unicef e il governo keniano di avere deliberatamente inoculato del βhCG all’insaputa dei pazienti, causando, sempre a loro insaputa, numerosi casi di sterilità.

Il vaccino contro il tetano si applica in tre soluzioni. Un terzo delle dosi era contaminato.
L’Organizzazione Mondiale della Salute ha preferito non fare comunicati pubblici al riguardo.
Traduzione Federico Vasapolli

Sterilizzazione di massa dietro il vaccino?

2.11.2014 - aggiornato: 12.11.2014 - 10:40

Una campagna di sterilizzazione forzata travestita da buoni propositi. È il grido d’allarme che, in Kenya, si leva intorno alla campagna nazionale di vaccinazione antitetanica rivolta a ragazze dai 14 ai 49 anni. 

Per Muhame Ngare, medico presso il Misericordia Medical Centre di Nairobi, «si tratta di un programma mascherato di controllo della popolazione». (foto da internet)


Una campagna di sterilizzazione forzata travestita da buoni propositi. È il grido d’allarme che, in Kenya, si leva intorno alla campagna nazionale di vaccinazione antitetanica rivolta a ragazze dai 14 ai 49 anni.

A finanziare i trattamenti sono l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Unicef. Nei giorni scorsi i vescovi del Paese, mediante una dichiarazione diffusa al termine della loro Assemblea Plenaria e ripresa dall’agenzia Fides, hanno espresso forti perplessità anzitutto per la segretezza con cui viene condotta la campagna. Nonostante le difficoltà, la Chiesa è riuscita a ottenere alcune dosi del vaccino, che, dopo esser state analizzate in 4 diversi laboratori del Kenya e in Sudafrica, hanno fatto emergere preoccupazione. «Hanno riscontrato la presenza dell’antigene HCG», ha spiegato Muhame Ngare, medico presso il Misericordia Medical Centre di Nairobi. Altri campioni sono stati analizzati dall’Università di Nairobi con risultati identici.

«Tutti i test dimostrano che il vaccino usato in Kenya a marzo e a ottobre 2014 è in effetti contaminato con l’ormone Beta- HCG», gli ha fatto eco la comunità dei vescovi. «Questa sostanza causa infertilità e aborti multipli nelle donne». Motivo per cui i presuli, oltre a denunciare le intimidazioni nei confronti dei medici che hanno fatto i test, hanno pubblicamente chiesto ai keniani di evitare la campagna antitetanica: «Siamo convinti che si tratta di un programma mascherato di controllo della popolazione».

Le donne assumono cinque dosi, come mai era accaduto in precedenza, e il vaccino viene somministrato solo a quante sono in età fertile: «Normalmente somministriamo una serie di tre iniezioni in due o tre anni a chiunque entri in una clinica con una ferita aperta, siano uomini, donne o bambini», spiegano i medici cattolici. Rispondendo a chi sostiene che il vaccino sia preventivo, Ngare ha domandato: «Se lo scopo è questo, vaccinare i bambini nel grembo materno, perché darlo alle ragazze fin dai 15 anni, quando non è possibile sposarsi fino ai 18? La prassi per la vaccinazione dei bambini richiede di aspettare fino a quando non hanno sei settimane di vita».

Desta sospetti anche il fatto, come hanno rilevato i vescovi, il comportamento del Governo: se esiste un’epidemia di tetano in Kenya, perché non è stata dichiarata? I sospetti hanno portato i medici a scoprire che l’unica volta in cui il vaccino anti tetano è stato somministrato «fu quando, sviluppato nel 1992 dall’OMS, venne utilizzato come un vettore per regolare la fertilità mischiandolo con HCG». Il Governo ha smentito prendendo ad esempio diverse donne che, già vaccinate, sono rimaste incinta. Ngare, però, ha chiarito che «l’ultima volta che la stessa vaccinazione di cinque iniezioni è stata utilizzata, in Messico nel 1993 e in Nicaragua e nelle Filippine nel 1994, ha avuto effetti abortivi solo tre anni dopo». Il che spiegherebbe come mai vengono incluse nel programma anche le giovani fino a tre anni minori dell’età legale per sposarsi.

Non è la prima volta che i medici kenioti denunciano il tentativo di regolare le nascite attraverso i programmi ONU. Accadde già nel 1990 e il Governo sospese la vaccinazione. Questa volta no Anzi, è previsto che il piano prosegua finché non saranno raggiunte un altro milione e trecento fra adolescenti e donne, arrivando a una quota di 2 milioni e trecento vaccinate. Quella della sterilizzazione forzata è una piaga che sta toccando anche l’India.
Solo ieri 8 donne sono morte nell’India centrale e oltre 60 sono state ricoverate in ospedale, molte delle quali in gravi condizioni, nell’ambito di un programma pubblico di sterilizzazione di massa nel Paese.                                          
        
PS le spore del tetano sono nello stomaco di ogni persona ed allora perchè vaccinare ci si chiede. La risposta ora ce l'avete ed è denaro e stermino.

tratto da:  http://www.stampalibera.com/index.php?a=28963

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