IL PRESENTE BLOG RIPORTA E SOPRATTUTTO TRADUCE INFORMAZIONI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE E BENESSERE CON MEZZI E RIMEDI NATURALI E NON CONVENZIONALI, PRESE SOPRATTUTTO DALLA RETE E I CUI AUTORI SONO MEDICI E PROFESSIONISTI DELLA SALUTE E RICERCATORI. SEGNALA ALTRESI POLITICHE ... "NON PROPRIAMENTE SALUTISTICHE" NEI CONFRONTI DELLA RAZZA UMANA, CHE CI STA A CUORE, SEBBENE CONSAPEVOLI CHE NON SIA LA SOLA INTORNO A NOI. SONO SEMPRE CITATE LE FONTI A CUI SI PREGA DI FARE RIFERIMENTO PER ULTERIORI DETTAGLI. NON SI ACCETTANO COMMENTI VOLGARI, DIFFAMATORI E AMBIGUI. NON E' UNO SPAZIO PER LA DISINFORMAZIONE.

Cerca nel blog

QUANTUM HEALING WITH QXCI-SCIO

QUANTUM HEALING WITH QXCI-SCIO
QUANTUM HEALING WITH QXCI-SCIO: ALLOWING FREQUENCIES TO INCREASE YOUR WELL BEING OF MIND AND BODY

sabato 4 aprile 2015

"L’industria del cambiamento di sesso è un imbroglio a scopo di lucro"

Il Viaggio Impossibile - Libro Medicina sistematica di Hamer e teorie sul trauma per una scienza integrata dei disturbi psichici


dal libro “Il viaggio impossibile” di Katia Bianchi – psicologa- e Sandra Pellegrino – anatomopatologa, autrici di libri sulle scoperte del dr. Hamer:


“  Questi disturbi sono caratterizzati dall’incongruenza tra l’identificazione ufficiale del sesso e l’identità di genere, cioè un conflitto tra il proprio sesso anatomico e quello vissuto. In alcuni casi, la persona si rende conto del proprio sesso ma prova disagio e senso di estraneità rispetto al sesso assegnato.  In altri casi, la persona rifiuta il sesso assegnato, perché sente di appartenere al sesso opposto.
 La diagnosi di  “disturbo di identità” si pone quando non sono presenti alterazioni anatomiche o fisiologiche riscontrabili dei  genitali e degli  organi connessi con la funzione sessuale. Questo disturbo si manifesta di solito nell’infanzia o nell’adolescenza, raramente nell’età adulta.
 Il disturbo d’identità di genere della fanciullezza  si mostra, di solito, verso quattro anni. Consiste nel disagio verso il proprio sesso e nella radicata convinzione di essere o di dover diventare un individuo di sesso opposto a quello visibile. Questi bambini mostrano avversione a indossare indumenti caratteristici del proprio sesso e a dedicarsi ad attività caratteristiche del proprio ruolo sessuale. Alcuni rifiutano di urinare con modalità adeguate rispetto alla propria conformazione fisica e inorridiscono alla prospettiva di uno sviluppo dei  caratteri sessuali secondari del proprio sesso. Questo disturbo diventa evidente, anche da un punto di vista sociale, verso i sei o sette anni e genera gravi conflittualità nelle relazioni con i coetanei, che arrivano fino a forme di esclusione o di ritiro sociale. Spesso, questa condizione si accompagna ad altre forme di disturbo, come ansia da separazione o depressione.
Circa due terzi dei bambini che presentano questo disturbo, diventano dichiaratamente omosessuali  in adolescenza o da adulti, altri mantengono questo disturbo anche in adolescenza e da adulti. Una piccola parte di questi diventa transessuale.
Il  transessualismo si manifesta in pubertà  con la maturazione sessuale, quando i caratteri sessuali secondari maturano in modo deciso, scatenando il radicale rifiuto  della persona, che prova ripugnanza verso i propri genitali e i caratteri connessi. Spesso questa avversione si esprime nella richiesta di trattamenti  ormonali e chirurgici, per  “cambiare sesso”. A questo disturbo si associano di solito ansia e depressione, e il disagio verso i caratteri residui non trasformabili, che testimoniano l’impossibilità di diventare davvero un individuo del sesso opposto.
Il  disturbo dell’identità di genere dell’adolescenza o dell’età adulta di tipo non transessuale  lo abbiamo quando permane il disagio per le caratteristiche del proprio sesso, senza diventare rifiuto della propria conformazione fisica o desiderio di  sbarazzarsi dei propri genitali o dei caratteri secondari del proprio sesso, come accade ai transessuali.
Con gli attrezzi della Nuova Medicina del dr. Hamer, possiamo leggere in questi disturbi l’effetto di conflitti e di costellazioni delle aree peri-insulari,  che troveremmo diverse in ogni individuo e diversamente associate ad altri conflitti nelle aree della relazione, specialmente quelle sensorie dei conflitti di separazione. I sintomi dell’identità di genere sono dovuti al fatto che i conflitti delle aree ormonali e le relative costellazioni si attivano durante l’infanzia, quando la maturazione sessuale non è ancora avvenuta. A quattro anni la quantità di ormoni sessuali è minima rispetto a quella che abbiamo in adolescenza o da adulti  e la differenza tra la quantità di ormoni maschili e femminili è meno marcata che negli adolescenti  o negli adulti.  E’ per questo che i conflitti, che determinano una riduzione della disponibilità di ormoni del proprio sesso o un aumento di quelli del sesso opposto, a quest’età, non provocano semplicemente un’oscillazione dell’umore, disturbi sessuali o cambiamenti di orientamento sessuale, ma una vera e propria misidentificazione della propria identità sessuale, cioè una confusione del proprio sentimento di essere maschio o femmina, che sarà tanto più radicale, quanto più presto si manifesta.
Nella nostra esperienza, abbiamo trovato, alla base di questi disturbi, delle esperienze traumatiche di molestie o violenze sessuali, di maltrattamento fisico con percosse o violenze in ambito familiare oppure shock in occasione di trattamenti medici  e  ricoveri in ospedale. Queste esperienze, vissute in età precoce, attivano conflitti di territorio maschili e femminili con focolai nelle aree che producono ormoni sessuali e conflitti di separazione con focolai nella corteccia sensoria.
Considerandoli  come disturbi  psicologici, dovremmo trattarli come effetti di traumi trascurati e complicati. Dovremmo anche tenere presenti le cause organiche di questi disturbi, che sono in uno squilibrio ormonale sistemico, strutturato nel tempo con la costanza di un tratto di personalità. La resistenza del sentimento di rifiuto del proprio sesso dovrebbe essere considerato per quello che in realtà è: un delirio o un sentimento e un’immagine delirante di sé.  
 Il sesso di una persona non è un’opinione ma un fatto. La conformazione del corpo non è qualcosa che si possa cambiare, solo perché non ci aggrada. La conformazione fisica è la nostra realtà. Pensare di cambiarla perché non corrisponde al nostro sentimento è un delirio e dovrebbe essere considerato e curato come tale, rispondendo al bisogno reale della persone di essere in armonia col proprio corpo e non mettendoci  tutti a delirare aiutandola a sembrare una persona di sesso opposto a quello reale. 
L’industria del cambiamento di sesso è un imbroglio a scopo di lucro, che sfrutta la patologia di queste persone, illudendole di poter realizzare un’impossibile transizione reale al sesso opposto, che dovrebbe miticamente ristabilire l’armonia con se stessi. Questa è un illusione. 
Nessuna  tecnologia può trasformare un uomo in una donna o viceversa. Queste invenzioni materialistiche  del capitalismo consumistico coltivano l’apparenza al posto della realtà e campi di bugie al posto della verità.
 Abbagliati dall’apparenza, molti  ragazzi  si divertono a trasformarsi in androidi che hanno l’aspetto di magnifiche donne e altre ragazze si mostrano come muscolosi signori barbuti. Agli occhi degli altri, questa sorta di mascherata biologica potrebbe anche funzionare, addirittura essere oggetto di ammirazione o fare spettacolo. Molti travestiti o transessuali  hanno tutta l’apparenza di magnifiche donne, intelligenti, simpatiche, brillanti e intraprendenti. Però  “sono”  uomini. Quando hanno subito interventi  ormonali e chirurgici, sono uomini castrati e menomati, non sono donne. Le donne trattate sono donne menomate, non diventano uomini.  Queste mutilazioni servono l’apparenza e spesso nemmeno quella, perché in molti casi anche i caratteri secondari non cambiano in modo deciso, tanto che ne risultano persone di sesso indecidibile. 
Anche nei casi in cui i caratteri sessuali secondari si modificano nel senso desiderato, la transizione non può mai essere completa, quindi il disturbo d’identità rimane e continua ad esprimersi nel disappunto di non essere davvero quello che si sentirebbe di essere e in una lotta contro tutti per essere confermati nel sesso desiderato. Le relazioni sociali e di coppia restano disturbate. Tra le persone che manifestano questi disturbi d’identità, quelle che non entrano in programmi di transizione di sesso preservano le opportunità di ritrovare la propria armonia interiore, risolvendo o armonizzando i propri conflitti e recuperando le relazioni familiari e sociali.
La riattivazione del contatto fisico con la soluzione dei conflitti di separazione, ripristinando la capacità di sentire, permette di sentire quello che si è, mentre un riequilibrio della bilancia ormonale aiuta a esprimersi in armonia con il sesso  biologico. Paradossalmente, una cura medica adeguata in questi casi, dovrebbe essere l’opposto di quello che si fa nei programmi di transizione, cioè fornire un apporto di ormoni tipici del proprio sesso, aumentare la discrepanza tra sesso reale e sentimento del proprio sesso. 
La paradossalità sta nel fatto che proprio in ambito medico, dove il punto di riferimento dovrebbe essere la conformazione del corpo, s’interviene mutilando e alterando il corpo in ossequio a una percezione delirante di sé. In ambito medico, dove i sentimenti delle persone non contano una cicca di fronte all’obiettività dell’anatomia, nel caso del transessualismo,  si è sviluppata un’apposita tecnologia finalizzata a  perseguire le aspettative di una percezione di sé, non solo in preciso disaccordo con l’anatomia, ma con tutte le caratteristiche di un delirio. Misteri della medicina? “
segnalato da Paola  Botta  Beltramo

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Come potete scrivere simili castronerie? anni, decenni, di studi da voi vengono miseramente ignorati. Parlate di trans ()intendendo i travestiti) e affermate che il cambiamento di sesso non può avvenire...cioè, denunciate il fatto che l'aglio non ha lo stesso sapore della cipolla.
La vostra è pura disinformazione. Dovreste vergognarvi ma non lo fate perchè con quedti pseudo articoli mirate ad altro.

Anonimo ha detto...

Questo è un estratto di un libro e ricerca semplicemente segnalato: forse lei ha doti transumane e in queste righe ha già letto tutto il testo oppure lo conosce e vuole e puo' confutare la ricerca di Hamer a cui fa riferimento. Forse è questo esattamente che voleva dire?
Epoca molto strana e da non rimpiangere, in cui ad affermare il valore dell'eterosessualità ci sarebbe da vergognarsi.