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QUANTUM HEALING WITH QXCI-SCIO

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QUANTUM HEALING WITH QXCI-SCIO: ALLOWING FREQUENCIES TO INCREASE YOUR WELL BEING OF MIND AND BODY

lunedì 1 giugno 2015

Zinco: prezioso per la tiroide ma non solo

illu-zinc
Lo zinco è un microminerale, fa parte di oltre 300 complessi enzimatici ed è necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni, inclusi gli ormoni tiroidei, il cortisolo, l’insulina, l’ormone della crescita e gli ormoni sessuali. L’organismo ne contiene nei muscoli, nei globuli rossi e in quelli bianchi.
SINTOMI DA CARENZA 
anemia che non risponde alla supplementazione di ferro
problemi alla deambulazione ed equilibrio
stanchezza
stordimento
perdita di capelli
riduzione del metabolismo basale
riduzione della temperatura corporea basale
diminuita conversione di T4 in T3
disordini immunitari
alterazioni cutanee
diarrea
disturbi mentali
infezioni ricorrenti a causa dell’indebolimento delle funzioni immunitarie
carenza di testosterone negli uomini
PROPRIETÀ
Lo zinco è un nutriente necessario per la produzione dell’ormone tiroideo ed è cruciale per la nostra salute.
Infatti agisce come un catalizzatore in moltissime reazioni enzimatiche del nostro organismo ed è coinvolto nella sintesi del DNA, nella funzione immunitaria, la sintesi proteica e la divisione cellulare.
È indispensabile anche per il corretto senso del gusto e dell’olfatto, nei processi di disintossicazione, nella guarigione delle ferite.
Lo zinco non viene immagazzinato nel corpo, dunque è assolutamente necessario un apporto giornaliero di zinco per garantire tutte le funzioni su esposte.
Nel mondo, un individuo su quattro, può essere carente di zinco, e la maggior parte degli individui con ipotiroidismo sono carenti di questo microminerale.
Deficit di zinco impediscono la conversione di T4 in T3.
Lo zinco è necessario anche per la formazione di TSH e possono quindi aversi carenze in pazienti ipotiroidei che abbiano alti livelli di TSH.
La deficienza di zinco è anche stata associata con aumento della permeabilità intestinale e suscettibilità alle infezioni così come ad una ridotta disintossicazione dalle tossine batteriche.
L’assorbimento di zinco può essere alterato da danni dalla malattia intestinale come il morbo celiaco e altre sindromi da malassorbimento.
In caso di stress (di qualunque natura) l’organismo utilizza lo zinco, insieme alla glutammina, per produrre maggiori quantità di cortisolo, causando così una deplezione intestinale di questi due importanti nutrienti nutrienti che hanno l’importante compito di riparare i danni della parete intestinale e di mantenere in efficienza il suo ruolo di barriera.
Lo zinco è un componente chiave in oltre 300 enzimi utilizzati nel corpo ed è un importante componente strutturale di molte proteine, ormoni, neuropeptidi e recettori ormonali.
Molti studi riportano che la carenza di zinco può causare disfunzione del sistema immunitario. Emily Ho, della Oregon State University, e suoi colleghi, hanno fatto numerosi ed accurati esperimenti per valutare gli effetti fisiologici di carenza di zinco.
La sua squadra di ricercatori ha dimostrato che la riduzione zinco causa l’attivazione aberrante delle cellule immunitarie e la disregolazione di una citochina, la l-6, una proteina che interessa l’infiammazione nella cellula.
I ricercatori hanno confrontato i livelli di zinco in topi vivi, giovani e vecchi. I topi più anziani avevano bassi livelli di zinco ed anche una maggiore infiammazione cronica ed avevano una diminuita metilazione dell’L-6 – un meccanismo epigenetico che le cellule usano per controllare l’espressione genica.
I ricercatori hanno quindi osservato che: “la carenza di zinco induce una risposta infiammatoria tale da suscitare l’attivazione aberrante delle cellule immunitarie e un’alterata metilazione“, gli autori dello studio sostengono anche che: “i risultati suggeriscono potenziali interazioni tra i livelli di zinco, epigenetica, e funzione immunitaria, e come, la loro disregolazione, potrebbe contribuire a infiammazione cronica “.
La carenza di zinco potrebbe perciò svolgere un ruolo determinante nelle malattie croniche come le malattie cardiovascolari, il cancro e il diabete che coinvolgono l’infiammazione. Tali malattie spesso appaiono in adulti anziani, che sono infatti più a rischio di carenza di zinco.
Quando si toglie lo zinco, le cellule che controllano l’infiammazione sembrano attivarsi e rispondere in modo alterato, il che induce le cellule a promuovere una maggiore infiammazione“, ha aggiunto Emily Ho, autore principale dello studio che si trova nei riferimenti a tergo.
Lo zinco è anche un micronutriente essenziale, necessario per molti processi biologici, tra cui la crescita e lo sviluppo, la funzione neurologica e l’immunità.
Altri studi suggeriscono che bassi livelli di zinco possono essere associati ad una diminuzione del Metabolismo Basale (ndr. ipotiroidismo come detto)
Insieme al Selenio, lo Zinco concorre a modulare la risposta immunitaria e può determinare un significativo abbassamento del livello di auto-anticorpi nella patologia autoimmune tiroidea.
Una carenza di zinco può inoltre predisporre ad una carenza di vitamina A che nei pazienti ipotiroidei sarebbe ancora più grave, vista l’incapacità dell’organismo di trasformare il ß carotene in acido retinoico.
Ma perché tutti questi studi sul ruolo dello zinco?
Comprendere il ruolo di zinco nel corpo è importante per determinare se le linee guida dietetiche per lo zinco sono adeguate.
La dose giornaliera raccomandata di zinco per gli adulti è di 8 milligrammi per le donne e 11 milligrammi per gli uomini, a prescindere dall’età.
Le linee guida possono avere bisogno di correzioni per gli anziani al fine di garantire che stiano assumendo abbastanza zinco.
Circa il 12% delle persone fanno diete carenti di zinco (ndr. per esempio i vegetariani ed i vegani). Il 40% degli ultra-sessantenni sono carenti.
Gli anziani tendono a mangiare cibi meno ricchi di zinco.
Cosa fare per capire se si è carenti di zinco?
Non esiste un buon test biomarker clinico per determinare la carenza di zinco.
Oltre agli esami su sangue si può eseguire un MINERALOGRAMMA.
Si pensa comunque che la carenza di zinco è probabilmente un problema più grande di quanto si creda. Prevenire il deficit è importante.
Fonti alimentari
Ostriche, pesce, carne rossa e frutta secca.
Lo zinco contenuto nei vegetali non è biodisponibile poiché legandosi all’acido fitico può formare un complesso insolubile che non viene assorbito. I Fitati che si trovano in cereali, legumi, noci e semi legano lo zinco e impediscono il suo assorbimento.
(ndr. attenzione con le diete vegetariane e vegane!)
Le Ostriche sono il cibo più ricco di zinco biodisponibile.
Manzo, fegato, maiale, pollo e l’aragosta sono comunque ottime fonti di zinco. (ndr. la paleodieta? Oh yes!)
IMPORTANTE
Un inadeguato grado di acidità gastrica (ndr. problema comune per chi si nutre di junk food e/o segue diete occidentali) non consentirà di estrarre lo zinco dalla parte proteica degli alimenti, questa è purtroppo una condizione che si verifica di frequente nei pazienti ipotiroidei, soprattutto autoimmuni.
Deficit di zinco possono determinare bassi livelli di fosfatasi alcalina.
SUPPLEMENTAZIONE
Al fine di affrontare il deficit può essere valutata la supplementazione di zinco con, indicativamente, non superiori a più di 30 mg al giorno. Questo perché la supplementazione di zinco sopra 40 mg può causare un’esaurimento in livelli di rame.
L’assunzione di integratori di ferro in concomitanza con i pasti può ridurre considerevolmente l’assorbimento dello zinco dal cibo.
Perciò è sempre buona regola consultare un medico esperto prima di decidere di integrare questo prezioso minerale. Normalmente ogni 15 mg. di zinco andrebbero bilanciati con 1 mg di rame)
(ndr. le diete vegetariane e vegane sono ricchissime di rame e già di base carenti in zinco biodisponibile… Grosso problema…)
Non tutte le formulazioni di zinco in commercio sono ugualmente biodisponibili.
Lo zinco picolinato viene assorbito meglio.
Per garantire il corretto assorbimento, gli integratori di zinco è meglio che siano assunti durante un pasto.
Lo zinco agisce in sinergia con il manganese e la vit B6.
TOSSICITA’
I principali effetti tossici si verificano in conseguenza di prolungate assunzioni di dosaggi superiori ai 150 mg al giorno e sono rappresentati da anemia, riduzione del colesterolo HDL, depressione della funzione immunitaria.
La tossicità acuta è rara perché l’assunzione di forti dosi provoca vomito.
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