IL PRESENTE BLOG RIPORTA E SOPRATTUTTO TRADUCE INFORMAZIONI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE E BENESSERE CON MEZZI E RIMEDI NATURALI E NON CONVENZIONALI, PRESE SOPRATTUTTO DALLA RETE E I CUI AUTORI SONO MEDICI E PROFESSIONISTI DELLA SALUTE E RICERCATORI. SEGNALA ALTRESI POLITICHE ... "NON PROPRIAMENTE SALUTISTICHE" NEI CONFRONTI DELLA RAZZA UMANA, CHE CI STA A CUORE, SEBBENE CONSAPEVOLI CHE NON SIA LA SOLA INTORNO A NOI. SONO SEMPRE CITATE LE FONTI A CUI SI PREGA DI FARE RIFERIMENTO PER ULTERIORI DETTAGLI. NON SI ACCETTANO COMMENTI VOLGARI, DIFFAMATORI E AMBIGUI. NON E' UNO SPAZIO PER LA DISINFORMAZIONE.

Translate

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO
La guarigione non locale a distanza, in subspazio, con la qxci-scio

martedì 16 febbraio 2016

Da un papà: bellisimo affondamento di Peppa...Pig.

not_frog

Dieci motivi per cui vogliamo più Masha e meno Peppa

 (Nota: questa è una recensione per addetti ai lavori. Chiedo scusa a tutti quelli che non sanno di che cosa si stia parlando.)
  1. Masha è una bambina vera. Peppa è una specie di marionetta attraverso cui gli adulti cercano di spiegare ai bambini con parole semplici che cos’è l’infanzia.
  2. Masha non sta ferma un secondo, gioca con qualsiasi cosa, riesce a devastare una stanza in pochi secondi, strilla, ride, ha fame, ha sonno. Quando è in vena, farebbe incazzare persino il Buddha, ma le basta un sorriso per farsi perdonare. Si capisce che chi inventa le storie di Masha in realtà non inventa nulla, ma copia dall’esperienza. Peppa, al contrario, segue una sceneggiatura fastidiosamente didascalica. Recita la parte della bimba tipica: è un po’ petulante, un po’ dolce, un po’ giocherellona, in dosi accuratamente calibrate come da ricetta psicopedagogica.
  3. Orso è una figura genitoriale credibile: per buona parte del tempo improvvisa. Vuole un gran bene a Masha, ma ciò non toglie che sia sempre sul punto di perdere le staffe. E si trattiene. Ripara i danni. Fa le pulizie continuamente. Spesso impara lezioni preziose dalla piccola peste che si ritrova per casa. Mamma Pig, invece, è la mamma perfetta™ delle pubblicità dei pannolini: sorride sempre, non si arrabbia mai, passa il tempo a spiegare ai suoi figli cose elementari, non fa un cazzo dalla mattina alla sera.
  4. Papà Pig merita un discorso a parte. Nonostante il mondo di Peppa sia ricoperto da un palmo di glassa politically correct che neanche le torte di Buddy Valastro, è contemplata l’esistenza di una categoria sociologica da tartassare a piacere: quella dei papà, appunto. Papà Pig è un minchione imbranato che si bulla, tenta di fare cose che non sa fare, fallisce miseramente e viene scherzato da tutti, anche dal figlioletto di due anni che sa dire solo “dinosauo”. Sua figlia non fa altro che ripetergli «papà sciocchino» e «papà tontolone», mentre la mamma ride. Ride! Grazie di cuore: questo è proprio quello che ci serve, a noi padri, in un’epoca in cui definire il nostro ruolo è sempre più difficile.
  5. I movimenti dei personaggi. Solo un esempio: qui (04:45–05:09). Le dita di Orsa che pescano in aria cercando il lampone dove non c’è sono puro virtuosismo. Nel villaggio di Peppa, di contro, il massimo della caratterizzazione motoria è questo.
  6. La musica, mannaggia, la musica. Sia il tema di Peppa, sia la colonna sonora delle puntate sono costruiti su un giro di due accordi (I-V e I-IV rispettivamente). Due. Perfino la Canzone del sole, al confronto, offre panorami armonici di inaudita profondità. Ci dev’essere dietro lo stesso ragionamento dei disegni: keep it simple. Ma è un ragionamento imbecille. Ai bambini piacciono le cose complicate. E spesso anche agli adulti. A me, per dire, piacciono i concerti per violino proprio perché non sono in grado di comporne uno (ma so distinguere tra un concerto vero e un potaccio indefinibile spacciato come tale). E infatti le melodie di Masha sono riccamente arrangiate e hanno sempre un guizzo inatteso. Spesso rimandano ai classici. Ascoltate Quando io sarò grande: l’alternanza I-iv6c ha un sapore malinconico che mi ricorda certi preludi di Rachmaninov.
  7. I dialoghi. Le storie di Peppa sono commentate da Captain obvious (il povero Gianni Bersanetti, un indimenticato Dr Greene in E.R., che ora dà l’impressione di volersi tagliare le vene ad ogni battuta). I casi sono due: o il piccolo spettatore non sa parlare, e allora spiegargli a parole quel che succede sullo schermo è inutile, oppure sa parlare, e allora è stucchevole. Le storie di Masha, al contrario, non sono raccontate ma mostrate. Questo è di grande aiuto ai genitori che desiderino riguardare la stessa puntata venti volte (perché così accade) senza spararsi in mezzo agli occhi.
  8. Il punto centrale è questo: l’idea che sottende Peppa è che i bambini siano decerebrati e non capiscano niente se non vengono letteralmente imboccati di spiegazioni. Il punto di Masha è invece che non si è mai troppo giovani per apprezzare l’arte, e che perciò vale la pena di impegnarsi a creare un’opera che, pur tarata all’età, sia complessa e stimolante. Se come adulti pretendiamo un intrattenimento di qualità, perché diamo pappetta ai nostri figli, che hanno un cervello molto più sveglio del nostro? E non ditemi che Peppa è per bambini piccoli: Peppa è per bambini scemi. Masha invece è arte in ogni senso ragionevole del termine. Come tale, non insegna nulla: si limita a rappresentare sé stessa. E il risultato si vede: Emma guarda Masha in religioso silenzio; puoi quasi sentire le rotelline che girano nella sua testa, per far fronte alla sfida di ciò che ancora non è in grado di capire. Quando inizia Peppa, invece, comincia ad agitarsi e va in cerca di qualcosa di più interessante da fare. Non ha neanche imparato a dirlo, Peppa, mentre con Masha ci prova, nonostante la sh.
  9. Quasi dimenticavo: le pozzanghere di fango. LE FOTTUTE POZZANGHERE DI FANGO. Trattenetemi.
Errata corrige: I primi accordi di Quando io sarò grande sono Ic-iv6b piuttosto che I-iv6c. La tonalità è si maggiore.
fonte: https://guidoq.wordpress.com/2016/01/15/dieci-motivi-per-cui-vogliamo-piu-masha-e-meno-peppa/

Nessun commento: