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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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La guarigione non locale a distanza, in subspazio, con la qxci-scio

domenica 10 aprile 2016

British Medical Journal: screening anticancro non salvano vite, anzi ...

Bmedical Journal 

In milioni hanno marciato per la causa del cancro. Ancor più milioni hanno ricevuto una diagnosi precoce e quindi credono che lo screening abbia salvato le loro vite. Tuttavia un nuovo studio conferma qualcosa che abbiamo riportato su questa testata [greenmedinfo.com] da quando è nata: in molti casi, lo screening non solo non ha salvato vite, ma in realtà ha aumentato il rischio di morte.
Un nuovo studio estremamente importante pubblicato nel British Medical Journal, titolava:
“Ecco perchè lo screening non ha mai mostrato di salvare vite e cosa possiamo fare per questo”
Lo screening per il cancro non è stato all'altezza della promessa che ha sostenuto  a lungo, ossia quella di “salvare vite”, perché le riduzioni nella mortalità di una malattia specifica non equivale alle riduzioni nella mortalità generale. Ancora peggio, in alcuni casi la mortalità generale in realtà è aumentata a causa dello screening.
Il nuovo studio di Vinay Prasad e colleghi, sostiene che il vero standard di successo in qualsiasi programma di screening contro il cancro, è se i cancri che vengono diagnosticati e trattati in fase iniziale, finiscono poi con l’essere veramente una riduzione della mortalità generale
Per esempio,  abbiamo riferito ampiamente della erronea e diffusa classificazione come cancro maligno, del carcinoma duttale in situ (DCIS), così come anche della sovrastimata diagnosi del livello epidemico e del trattamento.
A decine di migliaia di donne ogni anno vengono fatte diagnosi di questi cosiddetti cancri al seno allo stadio iniziale, sebbene il National Cancer Institute stesso riconosca che dovrebbe essere classificato come benigno o come lesioni indolenti di origine epiteliale. 
Il The New England Journal of Medicine nel 2012 pubblico’ uno studio che mostra che circa 1,3 milioni di donne avevano avuto una diagnosi di DCIS negli ultimi trent’anni e la più parte aveva ricevuto o la masectomia, o la nodulectomia mammaria,  o la radiazione,  o la chemioterapia o una combinazione di questi.
Ironico il fatto, che molte di queste donne crede ardentemente che le loro vite siano state salvate dallo screening e dal trattamento, Mostrando così di soccombere a ciò che è l'equivalente biomedico della sindrome di Stoccolma, dove identificarsi con l'aggressore, diventa un palliativo
In realtà, la più parte ha sofferto di un danno irreparabile, ma non dal cancro, piuttosto dagli effetti fisici e psicologici, per aver ricevuto una diagnosi e un trattamento sbagliati.

Siccome alla fine si è trattato di mortalità specifica del cancro al seno (il cancro al seno invasivo non è diminuito ma aumentato con lo screening, indicando cosi una iperdiagnosi), e non di mortalità generale, probabilmente queste vite di donne, a cui era stato diagnosticato il DCIS, sono state stroncate  a causa di programmi di screening . Come minimo, la qualità delle loro vite è stata segnata negativamente e in modo significativo
>>> tutto l'articolo qui:
Beck-Zapper-Pro
 zapper Beck

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