IL PRESENTE BLOG RIPORTA E SOPRATTUTTO TRADUCE INFORMAZIONI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE E BENESSERE CON MEZZI E RIMEDI NATURALI E NON CONVENZIONALI, PRESE SOPRATTUTTO DALLA RETE E I CUI AUTORI SONO MEDICI E PROFESSIONISTI DELLA SALUTE E RICERCATORI. SEGNALA ALTRESI POLITICHE ... "NON PROPRIAMENTE SALUTISTICHE" NEI CONFRONTI DELLA RAZZA UMANA, CHE CI STA A CUORE, SEBBENE CONSAPEVOLI CHE NON SIA LA SOLA INTORNO A NOI. SONO SEMPRE CITATE LE FONTI A CUI SI PREGA DI FARE RIFERIMENTO PER ULTERIORI DETTAGLI. NON SI ACCETTANO COMMENTI VOLGARI, DIFFAMATORI E AMBIGUI. NON E' UNO SPAZIO PER LA DISINFORMAZIONE.

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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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mercoledì 30 novembre 2016

Burkina Faso: raccolto da record dopo aver lasciato il cotone OGM di Monsanto Risultato? raccolto record



La raccolta di cotone nel Burkina Faso,  uscito da poco una dittatura trentennale appoggiata dall’Occidente, era in crisi e con un prodotto di scarsa qualità e alla fine i produttori di cotone burkinabé hanno avuto un’idea: farla finita con le sementi OGM del cotone BT di Monsanto e la cosa ha funzionato splendidamente. Non solo il raccolto è stato ottimo, ma il prodotto è  di eccellente qualità, si vende bene e ad un maggior costo.
Insomma è stato un ritorno indietro, salvifico, al tempo del Burkina Faso socialista di Thomas Sankara. 

Infatti, come spiega Axel Leclercq su Positvr, «Il matrimonio tra Monsanto e il Burkina Faso risale al 2009. Àll’epoca questo Paese (che è annoverato tra I più poveri del nostro pianeta) aveva posto tutte le sue speranze nel cotone OGM dalle promesse straordinarie: meno lavoro, più rendimenti, più profitti. Grasso modo, Monsanto voleva cambiare la vita del Paese». Ma i produttori di cotone molto presto hanno capito che c’era qualcosa che non funzionava: il cotone BT Ogm non era di buona qualità e si vendeva male. Alla fine è arrivato il divorzio dalla multinazionale degli Ogm appena acquisita dalla Bayer.
Monsanto risponde che in Burkina Faso è stata fatta un «cattivo utilizzo del prodotto», ma gli agricoltori  burkinabé non rimpiango il cotone Ogm  e sono convinti che il ritorno alle sementi tradizionali sarà seguito dagli altri produttori africani. 

Bruttissime notizie per Monsanto/Bayer che guardava all’Africa come la terra promessa degli Ogm: la spettacolare marcia indietro del Burkina Faso ha avuto un clamoroso successo e in molti pensano di cacciare Monsanto dai loro campi per tornare al cotone non OGM. 

La fibra del cotone BT Monsanto è troppo corta e la lunghezza della fibra è il primo criterio di qualità del cotone, quindi i produttori burkinabé hanno pagato duramente sul mercato la fiducia riposte nelle promesse del governo golpista e nella Monsanto. Ora il nuovo governo nato dalla rivoluzione e dalle elezioni democratiche chiede addirittura un risarcimento alla multinazionale degli OGM e lAssociation interprofessionnelle du coton du Burkina (Aicb) quantifica il danno subito in 50 miliardi di franchi Cfa, circa 74 milioni di euro. 

E’ dal 2012 che il calo di qualità del cotone OGM si è fatto sentire con il calo delle entrate delle compagnie cotoniere: il cotone burkinabè perdeva colpi sul mercato mondiale rispetto agli altri cotoni dell’Africa occidentale, ma per le compagnie cotoniere burkinabè era difficile rinunciare dall’oggi al domain al cotone BT che era diventato popolare tra gli agricoltori perché richiedeva meno pesticidi e che all’inizio sembrava aver aumentato sensibilmente i rendimenti, cosa che era piaciuta molto ai contadini meno formati professionalmente.
Quando sono cominciate le difficoltà, Monsanto si era impegnata a rivedere le sue sementi, ma senza grande successo. Anno dopo anno le compagnie cotoniere hanno quindi  richiesto sempre meno il cotone OGM, che ormai si coltivava nell’80% del territorio destinato a cotone. Quest’anno è stato chiesto agli agricoltori di non piantare cotone transgenico e di seminare quello tradizionale. 

Il nuovo direttore generale della Sofitex, una delle principali compagnie cotoniere, ha fatto il bilancio di danni prodotti dal cotone BT della Monsanto: da 20 a 30 franchi Cfa in meno per libbra di cotone, un danno non solo economico, ma anche morale e di immagine per il cotone burkinabè, l’oro bianco del Paese, la seconda risorsa del Burkina Faso dopo l’oro vero, ha perso la sua reputazione. 

Per questo l’Aicb, dopo trattative discrete con Monsanto, ora reclama apertamente risarcimenti multimilionari in euro. L’Aicb ricorda che la ragione principale per la quale è stato adottato il cotone Ogm  era la lotta ai bruchi che distruggevano i raccolti, ma «Otto anni dopo, il Burkina Faso attualmente incontra problemi con questa speculazione, perché essendo corta la lunghezza della fibra  gli stakeholder non sono più molto interessati». 

Insomma, le promesse del cotone Ogm di evitare i maggiori danni alle coltivazioni prodotte dagli insetti diventati resistenti ai pesticidi, accrescere la produzione, diminuire la quantità di insetticidi sparsi  e i costi di produzione e la fatica nei campi, le ragioni che hanno portato ufficialmente il governo a dare il via libera a Monsanto, si sono trasformate negli anni in perdite finanziarie e in un abbassamento della qualità del cotone, fino a che, l’Aicb non ha inviato a Monsanto un memorandum e, 10 mesi dopo, si sono tenuti a Ouagadougou diversi incontri tra cotonieri Burkinabé e la multinazionale che non ha mostrato di recepire le ragioni dell’Aicb  che, appoggiata dal nuovo governo, ha quindi deciso di produrre il 100% di cotone tradizionale nella stagione 2016/2017. 

La Sofitex, che ha un bel po’ di colpe in questo disastro, non se le assume e avverte furbescamente che «Il ritorno al cotone convenzionale non è un rifiuto del cotone OGM, ancor meno della partnership con Monsanto, ma piuttosto un ripiegamento tattico, vale a dire “tornare indietro per saltare meglio”, attendando che il marchio Monsanto continui le ricerche in collaborazione con l’Inera in vista di migliorare la lunghezza  della fibra del cotone GM che attualmente è controversa sul mercato mondiale e che comporta delle perdite enormi per la filiera cotoniera del Burkina Faso». 

Ma sarà molto difficile che gli agricoltori Burkinabè, che, visto pur in una situazione ambientale e climatica difficile, si godono un  raccolto mai visto credano ancora alle promesse di Monsanto e dei suoi complici burkinabé.  Infatti è la stessa Sofitex ad ammettere che «Il ritorno alla coltura del cotone geneticamente modificato di Monsanto o di qualsiasi altro marchio che sviluppi delle tecnologie similari potrà essere preso in considerazione dall’Association interprofessionnelle du coton  du Burkina (Aicb) solo quando saranno attuati i lavori di recupero delle caratteristiche del label coton burkinabé». Cosa che, come hanno dimostrato i fatti, sembra impossibile con il “metodo” Monsanto, che forse ha meno amici nel Burkina Faso dove è tornata la democrazia.

fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2016/11/29/il-burkina-faso-abbandona-il-cotone-ogm-di-monsanto-risultato-raccolto-record/

lunedì 28 novembre 2016

Omraam Mikhaël Aivanhov sul vegetarianesimo




IL VEGETARIANESIMO E IL VELENO CONTENUTO NELLA CARNE PRODOTTO DALLA PAURA
di Omraam Mikhaël Aïvanhov


Il vegetarianesimo è una regola di vita che non deve essere imposta, altrimenti provoca squilibri sia fisici che psichici. Questa disciplina necessita una matura riflessione che deve portare, a poco a poco, verso una decisione presa liberamente. Poiché non basta semplicemente sopprimere la carne dai pasti; al contrario, per preservare un sano equilibrio alimentare, è indispensabile sostituire la carne con altre proteine vegetali. D’altra parte, l’assimilazione delle proteine è favorita da uno stile di vita che faccia intervenire il sole, l’aria pura, la natura e certe attività spirituali.

Il passaggio al vegetarianesimo generalmente si coniuga ad un cambiamento dello stile di vita, ad un adattamento, una trasformazione di certe abitudini (lo si fa con uno scopo preciso). E’ molto importante che quelle trasformazioni si effettuino con cognizione di causa, nell’armonia e come risultato di una libera scelta. Le motivazioni personali e lo stato d’animo sono fattori determinanti per la riuscita di tali cambiamenti.


“La differenza tra il nutrimento carnivoro e il nutrimento vegetariano sta nella quantità di raggi solari che contengono. I frutti e le verdure sono talmente impregnati di luce solare che si può dire che siano una condensazione della luce. Dunque, quando si mangia un frutto o una verdura si assorbe luce solare che non lascia in noi alcun residuo. La carne, al contrario, è piuttosto povera di luce solare ed è per questo che imputridisce rapidamente.”


GLI EFFETTI DELLA PAURA

“Avete mai pensato a cosa sentono gli animali nei macelli? Sono sensibili, a volte molto più dell’uomo. Quale paura, che spavento e che rivolta li agitano e li turbano! Percepiscono ciò che li aspetta ! Non possono esprimerlo ma le loro ghiandole reagiscono, secernendo ed emettendo degli umori carichi del loro odio e della loro angoscia: è un vero e proprio veleno che immettono prima nel loro sangue e poi in tutte le cellule del loro corpo. I Maestri conoscono quel veleno e gli scienziati lo scopriranno presto. Ogni discepolo deve osservarsi per diventare cosciente di ciò che accade in lui a seconda di quel che mangia, beve e respira. Quel veleno, che è il risultato della paura, non può essere neutralizzato o eliminato dalla carne né con la cottura né con il lavaggio; si diffonde ed agisce nell’organismo dell’uomo.”


“In apparenza, la guerra è dovuta a questioni economiche o politiche, ma di fatto è il risultato di tutto il massacro che facciamo degli animali. La legge di giustizia è implacabile e obbliga l’umanità a pagare versando tanto sangue quanto quello che gli uomini hanno fatto versare agli animali. Quanti milioni di litri di sangue sparsi sulla terra gridano vendetta verso il Cielo! L’evaporazione di quel sangue attira non solo dei microbi, ma anche miliardi di larve e di entità inferiori del mondo invisibile.


Noi uccidiamo gli animali, ma la Natura è un organismo, e uccidendo gli animali è come se toccassimo certe ghiandole di quell’organismo; a quel punto, le funzioni si modificano, e dopo qualche tempo scoppia una guerra tra gli uomini. Sì, perché si sono massacrati milioni di animali per mangiarli, senza sapere che essi erano legati a degli uomini, e quegli uomini devono quindi morire con essi. Uccidendo gli animali, si uccidono gli uomini. Tutti dicono che deve regnare la pace nel mondo, che non devono più esserci guerre… Ma la guerra durerà finché noi continueremo a uccidere gli animali, perché uccidendoli, è in noi stessi che distruggiamo qualcosa.” 


http://www.macrolibrarsi.it/libri/__hrani-yoga.php?pn=1184

tratto da HRANI YOGA - il senso alchemico e magico della nutrizione
edizioni Prosveta

sabato 26 novembre 2016

Dottor Hamer: "Ci vogliono distruggere per poterci controllare meglio"




In questo video potete vedere l'educazione sessuale "legalizzata" insegnata ai bambinihttp://tv.liberoquotidiano.it/video/spettacoli/12022269/norvegia-educazione-sessuale-bambini-pene-vagina.html

"Riguardo la sessualizzazione precoce nelle scuole, ora li si fa lezione di pornografia. Ai bambini piccoli di 8 anni.
Loro svengono in massa (leggi) e devono essere ricoverati in clinica, e questo non ha nulla a che fare con il codice che abbiamo nel nostro cervello. Ma si tratta di una cosa completamente intenzionale.

Il nostro caprone in Spagna non si era mai avvicinato ad una capretta che non fosse in calore (periodo di fertilità, maturità e accoppiamento), che non fosse in grado di avere dei piccoli, di partorire delle caprette.
Non gli sarebbe assolutamente venuto in mente.

Mentre questi stupidi, che poi non sono stupidi, ma fanno parte di un sistema che mira a distruggere completamente la nostra società, vogliono annientare i bambini, vogliono annientare tutti e da li deriva questa sessualizzazione precoce dei bambini, completamente contro natura.

Tutto viene taciuto.
Non parlano dei colpevoli, non parlano delle vittime o dei 3 miliardi di persone che sono già state macellate con chemio e morfina, non parlano dei 30 milioni di pazienti macellati in Germania.

http://www.macrolibrarsi.it/video/__le-cinque-leggi-biologiche-del-dott-hamer-dvd.php?pn=1184
Hanno la stampa che li sostiene. ...Vorrei creare una società nuova, ma anche vecchia. Quella che avevano i nostri avi, i Germani. Una società in armonia col nostro codice, con grandi famiglie con una vita famigliare regolata.

Una società dove non ci sono padroni e schiavi.
Mentre nell'antica Roma tre quarti erano schiavi e un solo quarto liberi, in Germania tutti gli uomini erano liberi e vivevano realmente secondo i codici del nostro cervello.

Erano veramente felici. E il bene massimo in Germania era la Libertà. Dobbiamo riappropriarcene. Quella che abbiamo ora, questa società spazzatura...
Ci vogliono distruggere per poterci controllare meglio.

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__grazie_dottor_hamer.php?pn=1184 
Le persone hanno un figlio solo se non nessuno. Tutta l'istruzione è fatta dallo Stato, lezioni dai contenuti pornografici, nelle scuole elementari a 6-8 anni...

Quando si diventa anziani si entra in una casa di riposo e si sparisce... Nella casa di riposo l'infelicità è totale. Ma non fa nulla. Questa società ci viene semplicemente imposta dall'alto, ma essenzialmente è contro la nostra natura.
Tutto è contrario alla nostra natura.  E' proprio per questo che mi combattono così..."

Dottor Hamer

Tratto dal documentario: https://vimeo.com/185978961
fonte:  http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2016/11/dottor-hamer-ci-vogliono-distruggere.html

mercoledì 23 novembre 2016

Robert Lanza: non esiste la morte. Esiste la coscienza.




Lanza è un esperto in medicina rigenerativa e direttore scientifico alla Advanced Cell Technology Company. Mentre è noto grazie alla sua ampia ricerca sulle cellule staminali, è anche famoso per i molti esperimenti di successo, che hanno  clonato specie animali in estinzione.
 
Ora, non molto tempo fa, lo scienziato ha rivolto la sua attenzione alla fisica, alla meccanica quantistica e all’astrofisica. Questa miscela esplosiva ha dato vita alla nuova teoria del biocentrismo, che il professore sta da allora predicando.

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__oltre-il-biocentrismo-libro.php?pn=1184

La teoria implica che la morte semplicemente non esista. È un'illusione, che nasce nella mente della gente. Esiste perché le persone si identificano con il proprio corpo e credono che esso prima o poi perirà,  pensando cosi che anche la loro coscienza scomparirà. In realtà, la coscienza esiste oltre le limitazioni dello spazio e del tempo ed è in grado di essere ovunque: nel corpo umano e fuori di esso.

Tutto ciò bene si addice ai postulati di base della meccanica quantistica, secondo la quale una certa particella può essere presente ovunque ed l'evento può accadere in molti modi, a volte infiniti. Lanza crede che i molti universi possano esistere simultaneamente.
Questi universi contengono molteplici modi per possibili scenari di accadimenti. In un universo, il corpo può essere morto, mentre in un altro continua ad esistere, assorbendo coscienza che migra a questo universo
Significa che un morto, mentre attraversa “il tunnel”, finisce in un mondo simile che prima ha abitato, Ma questa volta da “vivo” [nel corpo, immagino intenda, ndt]. E così all'infinito. Mondi multipli, multiversi- universi paralleli.

tutto l'aticolo qui: http://www.thelivingspirits.net/sulla-morte-e-le-altre-vite/robert-lanza-la-morte-on-esiste.html 

Fonte: http://www.learning-mind.com/quantum-theory-proves-that-consciousness-moves-to-another-universe-after-death/
traduzione: Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

trattamenti di riequilibrio energetico con la qxci-scio

martedì 22 novembre 2016

Peter Deunov: per la nostra salute anche i pensieri hanno un ruolo centrale.


L’insegnamento di Peter Deunov, bulgaro (morto nel 1944 a Sofia), fu di carattere orale, dedicato a giovani, adulti e donne. L’insediamento ("comunità" stanziale) che si sviluppò intorno a lui, occupò l’area che poi sarebbe diventata (e tutt’ora lo è) di proprietà dell’ambasciata russa a Sofia. Fu noto anche a politici e funzionari governativi.  Si occupò di vari settori della vita ed anche delle salute (studiò medicina in USA, a Boston).
Il suo insegnamento sottolinea che per la nostra salute anche i pensieri hanno un ruolo centrale. Infatti se non diamo al nostro pensiero la possibilità di realizzarsi, provochiamo un’esplosione nel sistema nervoso cerebrale. Ma anche se reprimiamo i nostri sentimenti, provochiamo un’esplosione nel sistema nervoso simpatico.
I pensieri disarmonici disorganizzano il sistema nervoso cerebrale; i sentimenti disarmonici disorganizzano il sistema nervoso simpatico e gli atti disarmonici disorganizzano il sistema muscolare e quello osseo. 
 
Non ci sono veleni più forti dei pensieri,dei sensi e degli atti negativi umani. Tali veleni sono la paura, l’odio, il sospetto e si ammassano nel sangue e lo avvelenano. I pensieri negativi del dubbio e dell’incredulità si riflettono in modo negativo su tutto l’organismo umano - sul cervello, sui polmoni, sul fegato, sul cuore e sulla totale vitalità e in seguito a ciò il sistema nervoso perde vigore e s’indebolisce del tutto. 
E’ fondamentale che ci sia armonia tra la mente e il cuore, perchè in caso contrario, ci sarà malessere, scoraggiamento, paura, inquietudine, scontentezza, odio ecc.
Se stiamo sempre in apprensione, provochiamo dapprima una scossa all’apparato digerente, poi la scossa si estende ai polmoni, da qui al cervello e da qui al nervo ottico. Quando si indebolisce il nervo ottico, perdiamo gradualmente la vista.

Ma anche quando nel nostro pensiero entrano sensi cattivi ed inquieti, la vista si indebolisce, poichè essi induriscono i nervi. La conseguenza è la perdita della loro elasticità. Gli occhi si indeboliscono per ansia e pensiero irregolari.

La digestione è un processo non solo fisiologico, ma anche psichico. L’avidità verso il cibo, la golosità e la gran voglia di provare piacere, disorganizzano il sistema gastrico. Se non funziona lo stomaco, si disorganizza anche il sistema cerebrale. 
L’insonnia, sembra essere la conseguenza di energia superflua nel cervello. Per liberarcene, dobbiamo fare esercizi, grazie ai quali possiamo dirigerla verso un’altra parte del corpo: o verso la punta del naso concentrandoci 5 minuti con il pensiero; oppure lavandoci le gambe con acqua calda, perché il sangue scenda verso il basso.

>>> tutto l'articolo qui:  http://www.thelivingspirits.net/medicina-spirituale-peter-deunov/peter-deunov-perche-ci-ammaliamo.html 

Trattamenti di riequilibrio energertico con al qxci-scio

lunedì 21 novembre 2016

Disturbi dell'umore e depressione: un aminoacido puo' aiutare






Prima della psichiatria e neurologia... c'era la neuropsichiatria, che sosteneva che le malattie del corpo avevano fattori esterni ed interni. E' solo negli ultimi 20 anni, da quando la scienza ha compreso la relazione tra le malattie autoimmuni  e i disturbi neuropsichiatrici, che questo campo medico ha fatto significativi progressi

Ora sembra che ci siano terapie alternative fattibili, che possano indirizzarsi a questi disturbi psichiatrici, da un punto di vista piu' organico. Disturbi come schizofrenia, depressione, disturbo bipolare venivano a volte trattati usando farmaci basati su  monoamine, per promuovere la funzione cerebrale della serotonina. 

Le aziende farmaceutiche ci misero molto denaro in questo tipo di trattamenti ma nei tardi anni '90, il pozzo... si secco'  e solo la metà di quelli che presero questi farmaci, effettivamente videro una totale remissioni dei loro disturbi. C'era bisogno che ci fossero nuovi risultati, buoni tanto quanto, se non addirittura migliori.

>>> tutto l'articolo qui: http://www.thelivingspirits.net/rimedi-naturali/trattare-i-disturbi-dell-umore-e-della-depressione-con-un-aminoacido.html 

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domenica 20 novembre 2016

Ayahuasca …tra inquinaento di tradizione millenaria, affari e moda





Da Brooklyn all’ Australia, c’è una crescente richiesta di ayahuasca, una tisana tribale, allucinogena  che si dice abbia qualità sia curative che spirituali. Ma come tutti i commerci equi della globalizzazione, “l’abbraccio del mondo” sta minacciando di soffocare la tradizione alla sua fonte.
 “L’arte sacra degli Indiani è stata trasformata in spettacolo” ha detto Moises Pianko, un membro della tribù Ashaninka del nord del Brasile.

La tisana, fatta mettendo insieme una rara pianta rampicante e degli arbusti che si trovano nella fitta foresta Amazzonica, è diventata “la droga” per celebrità come Sting  e Lindsay Lohan che vanno in estasi per e sue proprietà spirituali.
Ma per le tribu’ amazzoniche che usano ayuhuasca da 5000 anni, per comunicare con Dio su questioni che vanno dalla politica alla medicina, questa tendenza è pericolosa.


 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ayahuasca-il-rampicante-del-fiume-celeste-libro.php?pn=1184








L’improvvisa richiesta locale ed internazionale per questa mistura  ha fatto si che questo rampicante, l'ayahuasca, usato per fare tisana , sia a rischio di sradicamento  in parti del Perù ed abbia triplicato il prezzo negli ultimi 7 anni, fino a costare 250 dollari al litro. Il rampicante è quasi impossibile da piantare, dato che prospera solo nella fitta giungla e ci mette 4 anni per crescere, quindi le riserve naturali sono limitate.
Nel mentre, ci sono vari centri che vengono su come funghi nel mondo, che offrono gratuitamente ayahuasca con ben poca attenzione per la sicurezza dei suoi utilizzatori o per la sacralità della tisana , questo secondo dei capi tribali.

 “L’Ayahuasca non è uno scherzo. L’uomo bianco vuole brevettare il nostro rituale, per usarlo come un altro modo per farci del denaro , ma il mondo spirituale non è in vendita", ha detto Pianko

L’industria del turismo dell’ ayahuasca, dice invece altro. Si stimano circa 40 centri di ritiro terapeutico in tutto il mondo, ora specializzati in ayahuasca, questo secondo Carlos Suarez, un ricercatore indipendente che scrive di sviluppo economico e cambiamento culturale in Amazzonia. Questi centri ospitano piu’ di 4000 persone all’anno e la loro tariffa raggiunge i 400 dollari a notte. Alcuni offrono anche fanghi, sessioni di yoga ed escursioni al Machu Picchu.
 

>>> tutto l'articolo qui: http://www.thelivingspirits.net/rimedi-naturali/ayahuasca-%E2%80%A6come-tutto-il-lavoro-millenario-si-sta-inquinando-tra-commercio-e-moda.html


Fonte: http://motherboard.vice.com/read/millennials-on-spirit-quests-are-ruining-everything-about-ayahuasca        
Traduzione Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net


http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ayahuasca-la-liana-degli-spiriti-libro-walter-menozzi-libro.php?pn=1184


venerdì 18 novembre 2016

Studio Niguarda-Statale di Milano: "Dna 'alieno' in un malato di leucemia acuta su 2"



C'è del Dna 'alieno' nelle cellule cancerose di oltre la metà dei malati di leucemia mieloide acuta, una famiglia di tumori del sangue che solo in Italia fa registrare ogni anno 2 mila nuovi casi. La scoperta, di quelle probabilmente destinate a cambiare la storia della medicina oncoematologica, è tutta italiana - milanese - e appare oggi su 'Scientific Reports', rivista del gruppo Nature.

Uno studio che ha portato a conclusioni inedite e inaspettate. "Scioccanti" a detta degli stessi autori che nelle cellule neoplastiche del 56% dei pazienti analizzati, 125 adulti in trattamento all'ospedale Niguarda di Milano, si sono trovati davanti a un sorprendente intruso: "Una sequenza nucleotidica che non ha corrispondenza in nessuna delle sequenze umane finora conosciute", spiega all'AdnKronos Salute Roberto Cairoli, direttore dell'Ematologia dell'Asst meneghina, coordinatore del lavoro insieme ad Alessandro Beghini del Dipartimento di scienze della salute dell'università Statale del capoluogo lombardo.

"Non ci ho dormito la notte - confessa lo scienziato - Abbiamo sottoposto il lavoro il 1 giugno e la pubblicazione è arrivata oggi, dopo verifiche approfonditissime da parte di referee internazionali". La sequenza misteriosa 'abita' nel gene che codifica per una proteina chiamata WNT10B, sovraespressa nella cellula leucemica. Per capire "da dove viene, come ci arriva e chi ce la porta" si aprono "diverse ipotesi ancora tutte da esplorare", precisa Cairoli. Ma una delle piste da seguire è quella microbiologica: un virus o un batterio, di certo un organismo non umano.

Cairoli ripercorre la storia che ha portato al sorprendente risultato. "In un primo momento - racconta l'ematologo, responsabile della parte clinica del lavoro, diretto da Beghini per la parte accademica - abbiamo visto che le cellule leucemiche sovraesprimevano WNT10B". Già in uno studio di 4 anni fa, sempre a firma delle 2 équipe milanesi, si era osservato che la proliferazione cellulare incontrollata, tipica dei meccanismi tumorali, presentava un'iper-espressione della stessa proteina. "E siccome dietro una proteina c'è sempre un gene che la codifica - ricorda Cairoli - ci siamo focalizzati sulla corrispondente porzione di Dna".

In altre parole "siamo andati a ritroso - sottolineano Cairoli e Beghini - chiedendoci chi impartisse l'ordine in grado di attivare un loop autoproliferativo senza interruzione. Grazie a una serie di tecniche di biologia molecolare molto avanzate, usate solo in pochi centri a livello mondiale, siamo quindi riusciti a identificare una variante dell'oncogene WNT10B e lo abbiamo studiato". Un'opera 'certosina' che si è avvalsa del "prezioso contributo" di Francesca Lazzaroni, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di scienze della salute dell'università degli Studi di Milano, e di Luca Del Giacco, ricercatore del Dipartimento di bioscienze dell'ateneo.

Ed ecco spuntare "l'intruso": nell'area 'interruttore', cioè quella che regola l'accensione o lo spegnimento del gene, è stata individuata una sequenza di nucleotidi (i 'mattoni' che compongono il Dna) che sicuramente non è di origine umana. "In questo - puntualizzano i ricercatori - ha giocato un ruolo fondamentale anche l'uso di sequenziatori automatici diciamo un po' 'vintage'. E' stata la nostra fortuna, perché i macchinari di ultima generazione avrebbero scartato le sequenze non umane in automatico senza neppure analizzarle".

"Il confronto con tutti i database delle sequenze nucleotidiche umane non ha prodotto alcuna corrispondenza con la sequenza misteriosa riscontrata - prosegue Cairoli - Abbiamo dunque a che fare con una sequenza aliena inserita in un Dna umano". La scoperta è "importantissima", assicurano gli scienziati, pur non nascondendo "perplessità e qualche paura" per il lavoro ciclopico che si apre: "Negli anni a venire - evidenziano - servirà tutta una serie di approfondimenti per risalire alla specie a cui appartiene questa sequenza nucleotidica". Un 'corpo estraneo' in cerca di identikit, un 'oggetto non identificato' al quale va dato un nome.

La fase di matching, ossia di confronto con tutte le sequenze non umane note, sarà molto complessa e "richiederà necessariamente la collaborazione con enti di ricerca internazionali che mettano a disposizione banche di Dna non umano molto vaste". Un'impresa ancora più cruciale considerando un'altra correlazione trovata dal team meneghino: la stessa alterazione genetica si riscontra anche in alcune cellule di cancro del seno. In questo senso "le evidenze sono al momento meno approfondite", ma si tratta di un input di ricerca che potrebbe delineare "novità importanti" anche per il 'big killer in rosa'.

Nel frattempo, tra le corsie di Niguarda e i corridoi della Statale le ricadute della scoperta sul trattamento della leucemia mieloide acuta sono ritenute "promettenti": si è infatti identificato all'interno del gene WNT10B delle cellule leucemiche "un nuovo target per lo sviluppo di nuove, future terapie intelligenti a bersaglio molecolare". Per Cairoli "il sogno è impedire 'il matrimonio con l'alieno', ovvero fare in modo che la cellula sana non subisca la perturbazione di questa sequenza nucleotidica anomala". Oppure, se le 'nozze' avvengono, "cercare di limitarne il più possibile i danni".

Lo studio 'made in Milano' è un esempio vincente di ricerca italiana pubblica e indipendente. "Un lavoro completamente autofinanziato - tengono a dire da ospedale e ateneo - possibile anche grazie al sostegno del volontariato": dell'Associazione malattie del sangue di Milano - fondata e presieduta dalla storica primaria ematologa di Niguarda Enrica Morra, "mamma scientifica" di Cairoli che ne ha ereditato il timone alla guida del reparto - e dell'associazione Cho-Como Hematology and Oncology, fondata dallo stesso Cairoli nei suoi anni di primario all'ospedale Valduce.

Le leucemie mieloidi acute sono malattie con una prevalenza di casi maschile e un picco di insorgenza dopo i 60 anni. "Considerandole in tutti i tipi, in ogni fascia d'età - stima Cairoli - possiamo dire che oggi curiamo bene circa il 40-45% dei pazienti. Questo però vuol dire che, a seconda dell'età e del tipo di leucemia, ci sono malati con una probabilità di cura del 90-95% e altri con appena il 10-15% di chance". E' soprattutto per questi ultimi che si auspicano ulteriori progressi, in una branca della medicina - l'oncoematologia - che ha potuto vantare negli ultimi decenni successi fra i più grandi e insospettabili in passato.
A far sperare in un impatto positivo del nuovo lavoro c'è infine un ultimo elemento: "I pazienti che presentano la sequenza genetica aliena - conclude Cairoli - non sono quelli a prognosi migliore, né quelli in cui il tumore è secondario a chemio o a radioterapia". Potrebbero essere loro, i malati più 'difficili', a beneficiare maggiormente di questa scoperta al 100% tricolore.

fonte: http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2016/11/17/scoperta-italiana-shock-dna-alieno-malato-leucemia-acuta_qAD8piTE9mvvEC8DZxvKoJ.html

giovedì 17 novembre 2016

Chili in piu? Una delle cause anche la carenza di vit. D

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-vitamina-d-libro.php?pn=1184


(NaturalNews) Per anni l’equazione matematica offerta a coloro che cercavano di perdere peso, sembrava del tutto semplice: brucia piu’ calorie di quelle che consumi. Una roba da niente, giusto? Purtroppo, come per tutto cio’ che riguarda il corpo umano, non è una faccenda cosi semplice.
Negli anni è cominciata a trapelare sempre piu’ evidenza scientifica che conferma cio’ che molti di noi da tempo sospettano e che prova che mettere su peso e perderlo dipende da molti, molti fattori. Tra questi: la genetica, il genere, l’età, gli ormoni, i livelli di stress, l’esposizione alle tossine e molte altre condizioni salutistiche. Persino fattori sociali ed ambientali possono avere un ruolo.

La carenza di vit. D causa aumento di peso.
Esiste piu’ di uno studio recente relativo all’aumento di peso, che collega il fatto ad un carenza di vitamina D. Uno studio pubblicato da The American Journal of Clinical Nutrition (AJCN) (1) ha trovato che le donne con livelli di vit D sani nel sangue, grazie al fatto di prenderla nella dieta unitamente a del movimento fisico, avevano perso piu’ peso di altre che con altri livelli diversi nel sangue.

Un altro studio sempre pubblicato dall’ AJCN (2), ha mostrato che i benefici della perdita di peso - ovvero piu’ bassa pressione sanguigna, piu’ bassi livelli di zucchero ed insulina e piu’ bassi livelli lipidici- aumentavano in partecipanti che prendevano il calcio e la vit D durante il loro programma di dimagramento.
Ma ancora, un altro studio, riportato su SCIENCE.NaturalNews.com (3), ha mostrato che le persone di discendenza indo-asiatica erano molto piu’ inclini alla obesità e alla resistenza insulinica, quando a loro mancava la vit. D.
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Il nesso tra vit. D e dimagramento non è del tutto chiaro. Alcuni scienziati argomentano che i ricettori speciali della vit D, che sono sulle cellule di grasso, le avvertono se devono essere bruciate come energia o immagazzinate come eccesso di peso corporeo. Anche i ricettori cellulari nel cervello, che controllano il metabolismo e i livelli di fame potrebbero necessitare di vit D per funzionare in modo adeguato.

E’ anche stato mostrato che la vit D riduce l’infiammazione sistemica associata al sovrappeso. Quindi anche se non riuscite a perdere tutto il peso che volete, avere adeguati livelli di vit D diminuisce lo stress nel corpo e percio’, gli effetti dannosi di portare in giro extra peso corporeo.

 >>> tutto l'articolo qui: http://www.thelivingspirits.net/rimedi-naturali/chili-in-piu-una-delle-cause-anche-la-carenza-di-vit-d.html
 

domenica 13 novembre 2016

"FONDAZIONE VERONESI DA BRIVIDO. MAI MI FAREI CURARE DA QUESTA GENTE"


Rimango basito sulla levata di scudi attorno a Umberto Veronesi. E’ nauseabonda la ministra Lorenzin quando fa finta di non sapere che l’attività scientifica e di ricerca di medici e professoroni è non di rado finanziata da case farmaceutiche o produttrici di macchinari in sanità. 
Fa finta di non sapere delle percentuali corrisposte a medici prescrittori o docenti promotori, dei viaggi pagati e dei convegni e congressi finanziati. Fa finta di non sapere che la salute dei cittadini e la formazione universitaria è un business in mano ad un manipolo di massoni e finanzieri che, in combutta con banche, casse di previdenza  ed holding di vario genere  determinano e condizionano il sistema di salute e il sistema della ricerca.

Esprimere l’auspicio che si debba quanto meno sapere se un produttore di macchinari per mammografie finanzi chi le mammografie le fa e le prescrive mi sembra il minimo sindacale di fronte all’auspicio ben più rilevante che chi fa mammografie non dovrebbe ricevere neanche un CENTESIMO da chi produce i macchinari per farle.

Ho fatto un breve giro sul sito della rinomata Fondazione Veronesi e quello che emerge è osceno. Solo la composizione del Comitato di sostegno e del Comitato ETICO fa rabbrividire.
Oltre ad alcuni nomi noti come ad esempio Massimo Cacciari, Fedele Confalonieri, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Umberto Eco, Massimiliano Fuksas, Marcello Pera, Renzo Piano, Sergio Romano, Maurizio Sella, Giorgio Squinzi, Marco Tronchetti Provera, nel comitato di sostegno troviamo personaggi che destano non poche perplessità.
Compare il nome di Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del gruppo Bracco, è anche presidente di Expo 2015 Spa, commissario generale di sezione per il padiglione Italia all’Expo e vicepresidente di Confindustria con delega per ricerca e innovazione. Cavaliere del lavoro, è stata presidente di Assolombarda e, prima ancora, presidente di Federchimica. Il Gruppo Bracco è una multinazionale italiana della salute che opera principalmente nel settore chimico e farmaceutico, nonché nei settori della Diagnostica per immagini, con raggi X, inclusa la tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica (RM), ecografia e medicina nucleare.

Altro nome è quello di Maurizio Dallocchio, ottimo sciatore nel mirino della Consob e soprattutto attivissimo professore di Finanza aziendale della Bocconi con un lungo curriculum di consulente e consigliere in una miriade di società. E’ stato rinviato a giudizio per truffa aggravata insieme ai vertici dell’Ente previdenziale dei medici (in riferimento ad un investimento di 20 milioni nella Dgpa Capital (che fa capo alla Dgpa, società di consulenza creata dallo stesso Dallocchio con tre soci ). Qualche anno fa era stato multato dalla Consob insieme ad altri soci e amministratori, tra i quali Giulia Ligresti, della Helm Finance per «mancanza di correttezza e diligenza del comportamento di Helm Finance SGR nell’interesse degli investitori gestiti» e «per essersi la società disinteressata della gestione» di alcuni fondi. E prima ancora era stato sanzionato come consigliere di Interbanca. Sembra che la sua cattedra alla Bocconi sia sta sponsorizzata prima da Lehman Brothers e adesso da Nomura. Collettore di incarichi, in quota Gnutti e Ligresti, nel  mondo delle municipalizzate milanesi.

C’è Enrico Decleva storico italiano e Rettore dell’Università degli Studi di Milano dal 2001 a novembre 2012. Presidente dal 2001 del Comitato regionale universitario lombardo, Decleva è stato dal 2004 vicepresidente della CRUI, la conferenza dei rettori e membro del Consiglio della Fondazione Internazionale Balzan “Premio”, della quale è, dal novembre 2013, presidente. È stato anche direttore responsabile dell’«Archivio storico lombardo» e fa parte del consiglio di amministrazione della «Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori».

Altro nome è quello di Adriano De Maio, presidente del Consorzio per l’AREA di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste gestisce e promuove il parco scientifico e tecnologico AREA Science Park, il primo parco scientifico italiano istituito nel 1978, in concomitanza con la creazione dei più importanti e prestigiosi parchi a livello mondiale. Il Consorzio è Ente pubblico nazionale di ricerca di I livello del MIUR. De Maio oltre ad essere professore ordinario presso il Politecnico di Milano è Presidente di altre istituzioni come ad esempio la Fondazione CEN –Centro Europeo per la Nanomedicina. il Comitato di Investimento del Fondo Next di Venture Capital ed il Distretto Green and High Tech di Monza e Brianza. È inoltre Consigliere di Amministrazione di SAES Getters SpA, Telecom Italia Media SpA, TxT e-solutions SpA, EEMS SpA e dell’AGI – Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione. È attualmente membro del Comitato Scientifico dell’ASI – Agenzia Spaziale Italiana, della Fondazione Politecnico e della Fondazione Snaidero.

Il nome più “curioso” è  quello di  Maurizio De Tilla che coordina il Comitato scienza e diritto della Fondazione Umberto Veronesi ed è Presidente della Commissione Giustizia della Lega Italiana dei diritti dell’uomo. E’ presidente dell’ANAI -Associazione Nazionale Avvocati Italiani, dell’Associazione “Le professioni per l’Italia”, di Alpe (Accademia Europea delle Professioni). Dal 2008 è anche presidente fondatore dell’Associazione Europea delle Casse Professionali. Dal 2008 al 2012 è stato presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura. Dal 1997 al 2007 ha rivestito la carica di presidente della Cassa Nazionale di Previdenza Forense. Dal 1998 al 2010 è stato presidente dell’Adepp (Associazione degli enti previdenziali privati). Negli anni 2006-2007 ha presieduto la Federazione degli Ordini Forensi d’Europa con sedi a Barcellona e Strasburgo. Le cronache lo ricordano come un potente della massoneria e compare anche nel comitato tecnico- scientifico di Tribuna finanziaria, una rivista guidata da tale Cavaliere Franco Antonio Pinardi (Segretario Generale della Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari C.U.G.I.T. e con un curriculum raggelante) e dove si trovano nomi ben noti come quello degli “onorevoli” Mario Mantovani e Giuseppe Gargani.

Abbiamo anche il nome di Eolo Parodi, parlamentare europeo per tre legislature (1984-1989, 1989-1994, 1994-1999) e deputato al parlamento italiano per una legislatura (2001-2006). È stato presidente dell’ENPAM, l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri fino al 19 aprile 2012. È stato eletto alle elezioni europee del 1984, poi riconfermato nel 1989 e nel 1994, per le liste della DC e di FI. È stato vicepresidente della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashrek, della Commissione per i trasporti e il turismo e dei gruppi parlamentari “Forza Europa” e “Unione per l’Europa”. E’ stato rinviato a giudizio come dirigente dell’Enpam, per aver scelto di investire, a partire dal 2006, quasi tre miliardi di euro in prodotti finanziari derivati che per le loro caratteristiche presentavano un alto rischio di redditività. La posizione di Parodi è stata stralciata per motivi di salute. Il processo è stato fissato per il 12 maggio e davanti ai giudici dovrà comparire Maurizio Dallocchio (anch’egli nella Fondazione Veronesi. I reati ipotizzati sono truffa aggravata e ostacolo agli organi di vigilanza (ministero del Lavoro e dell’Economia). L’Enpam è l’ente di previdenza dei medici e dentisti, la cassa più grande d’Italia per iscritti e risorse (quasi 350 mila aderenti che versano circa due miliardi di contributi l’anno, con un portafoglio di investimenti finanziari per oltre 5 miliardi di euro). i bilanci della cassa erano pieni di “titoli tossici” estremamente rischiosi e possibile causa di perdite gigantesche. Secondo gli inquirenti, Parodi e gli altri indagati, in concorso tra loro, “mediante artifizi e raggiri”, hanno sostanzialmente aggirato le regole interne dell’Enpam, che imponevano prudenza negli investimenti, al fine di realizzare massicci investimenti in strumenti derivati. Un secondo filone dell’inchiesta sull’Empam riguarda la gestione del patrimonio immobiliare.

Ancora, Giorgio Fossa, Presidente di Confindustria dal 1996 al 2000. Amministratore unico della Silvio Fossa S.p.A, azienda operante nella progettazione, lavorazione e assemblaggio di cilindri idraulici, pneumatici e rotanti, standard e speciali. Diversifica la sua attività investendo in società operanti nel settore manifatturiero e in quello finanziario. Dal marzo 1982 socioaccomandante di Marmont Sas. Dall’ottobre 1990, consigliere “Industria e Università Srl”. Dal dicembre 1992, socio amministratore di Gieffe SS e di Nicto SS, operanti nel settore mobiliare ed immobiliare. Dal 1995 al 1996 presidente del consiglio di amministrazione de Il Sole 24 Ore. Da dicembre 1996, Consigliere della LUISS. Da aprile 1998 membro del consiglio di amministrazione della Valentino S.p.A. e membro del consiglio di amministrazione del Libero Istituto Universitario Cattaneo (LIUC).

Gabriele Galateri di Genola è un dirigente d’azienda italiano, attuale presidente di Assicurazioni Generali e dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Nel 1977 entra alla FIAT, chiamato da Cesare Romiti come responsabile del settore finanza estera. E’ stato Amministratore delegato e direttore general dell’Istituto Finanziario Industriale Laniero (IFIL). Nel 2002 è nominato amministratore delegato della FIAT, a fianco di Paolo Fresco. Dal 2003 al 2007 è presidente di Mediobanca. Nel 2007 lo stesso comitato nomine di Mediobanca lo sceglie come presidente di Telecom Italia. Ricopre inoltre le cariche di consigliere e membro del comitato non esecutivo di Banca CRS, Banca Carige, Italmobiliare, Azimut-Benetti, Fiera di Genova, Edenred e dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO).

L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è un centro statale di ricerca scientifica, governato da una fondazione di diritto privato, creato per l’avanzamento della ricerca scientifica in Italia. La  La fondazione è stata creata alla fine del 2003, con l’art 4, decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con Legge 326 del 24 novembre 2003, su volontà degli allora ministri Giulio Tremonti e Letizia Moratti. E’ Finanziato dallo Stato italiano (100 milioni all’anno secondo quanto stabilito dalla Legge 326/2003), l’IIT è nato con lo scopo di diventare un centro di riferimento internazionale per la ricerca scientifica ad alto contenuto tecnologico, attirando il contributo di ricercatori ed esperti da tutto il mondo, oltre a fornire un’importante piattaforma per il rientro dei cosiddetti “cervelli in fuga” italiani emigrati all’estero. Nel febbraio 2015 con il decreto legge “Misure urgenti per il settore bancario e per gli investimenti”, approvato del Consiglio dei Ministri, affiderebbe all’Istituto tecnologico il monopolio su tutti i brevetti delle università e degli enti di ricerca.

Altro nome degno di nota è quello del finanziere Francesco Micheli, fondatore e presidente di Genextra, società di biotecnologie impegnata nello studio del genoma. Autore della prima scalata in Piazza Affari (alla Bi.Invest di Carlo Bonomi nel 1985). È stato protagonista di rilevanti operazioni  tra le quali l’acquisizione e lo sviluppo di Finarte, il varo di Pronto Italia da cui è scaturita la nascita di Omnitel, la creazione di Ing-Sviluppo, la realizzazione dell’OpaOlivetti su Telecom Italia e la creazione di FastWeb e e.Biscom. Nel luglio 2007 il suo nome fu collegato, per via di alcune telefonate con Luigi Bisignani, a un’inchiesta condotta dal pm di Catanzaro Luigi De Magistris su un presunto comitato affaristico-massonico che avrebbe pilotato scelte amministrative e finanziamenti. Lui smentì tutto e diede mandato a Guido Rossidi querelare.  Ultimamaente è molto vicino al premier Matteo Renzi, tanto da essere stato ospite del matrimonio del suo superconsigliere Marco Carrai. Il capitale della Micheli e Associati è detenuto al 100% in via fiduciaria dalla Widar in nome e per conto dello stesso Micheli e si fino a poco tempo fa  era una srl con un modesto capitale di recente è stata varata una ricapitalizzazione di ben 22 milioni di euro. Ma di cosa è composto il capitale di Micheli? Il 56% di Genextra, la biotech di cui Micheli è presidente e che ha fondato col suo amico oncologo Umberto Veronesi, il 5% di Hines Italia Sgr, società di gestione immobiliare di Manfredi Catella già vicino a Salvatore Ligresti, circa il 3% della Banca Leonardo di Gerardo Braggiotti, il 5,6% della web company Banzai di Paolo Ainio, il 22% di Elba Assicurazioni e il 40% della catena di parafarmacie Qualifarma Retail ed anche l’’1,5% di Nse Industry, una società che si occupa di riciclare rifiuti in Toscana.

Il nome di Germano Valle Barbero è forse quello che desta più perplessità poiché non si comprende con esattezza chi sia. Le notizie su di lui sono poche. Dal sito de “Il Mondo” emerge  che Germano Valle Barbero è un finanziere con residenza a Montercarlo, che la sua Gt Holdings detiene una quota della Moncler e che è conosciuto anche come collezionista d’arte. Da alcuni siti inglesi compare come  membro  della  Technikos LLP (società specializzata in tecnologia medica) e della SRPE FUND ONE LLP, entrambe con sede a Londra. Nel 2009 il Congresso di Stato lo ha nominato Ministro Plenipotenziario presso la sede dell’Ambasciata di San Marino a Washington, poi revocato nel 2011 e rinominato Consigliere presso la Missione Permanente a New York, poi nominato Ambasciatore di San Marino in Indonesia nel 2012,      poi revocato dall’incarico a New York il 7 gennaio 2014 e, lo stesso giorno, sempre il Congresso di Stato ha approvato la nuova  Convenzione per il suo incarico di Ambasciatore di San Marino in Indonesia. Sul sito della Segreteria Esteri www.esteri.sm che contiene anche i nominativi dei diplomatici il suo nome non compare però compaiono delle interpellanze effettuate sul caso nel gennaio 2014. Per saperne di più questo è il link. 

Il Comitato etico della Fondazione VERONESI è presieduto da Cinzia Caporale,  componente del Comitato nazionale per la Bioetica, Coordinatore della Commissione per l’Etica della Ricerca e la Bioetica del CNR e Responsabile della Sezione di Roma dell’Istituto di Tecnologie Biomediche ITB-CNR.

C’è Elisabetta Belloni, Ambasciatore, Direttore generale per le risorse e l’innovazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, nel 2002 promossa Consigliere d’Ambasciata, nel 2002 – 2004 Capo della segreteria del Sottosegretario di Stato, nel 2004 nominata Capo dell’Unità di Crisi, nel 2007 promossa Ministro Plenipotenziario, dal 2008 al 2012 Direttore della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e dal 2013 Direttore della Direzione generale per le Risorse e l’Innovazione (Personale e bilancio). Nel 2014 promossa Ambasciatore.

E anche qui troviamo Maurizio De Tilla.
C’è Antonio Gullo, professore di Diritto Penale dell’Università degli Studi di Messina e già Sottosegretario di Stato alla Giustizia nel Governo Monti, Armando Massarenti, filosofo e responsabile del supplemento culturale Il Sole 24 Ore e Lucio Militerni, consigliere emerito della Corte di Cassazione, Avvocato, fondatore del Centro Studi M.C. Militerni di Napoli,  S. E. Marcelo Sanchez Sorondo,  Cancelliere Accademia pontificia delle Scienze e Paola Severino di Benedetto, già Ministro della Giustizia ed Elena Tremoli, professore ordinario di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Milano, Direttore Scientifico del Centro cardiologico Monzino, IRCS
Fa parte del Comitato etico anche Alfonso M. Rossi Brigante, presidente Onorario della Corte dei Conti, ex capo di gabinetto del Ministro Scajola ed ex presidente dell’ Autorità sui lavori pubblici. Brigante ha avuto l’incarico di controllore pubblico per il blind trust di Bplus da parte del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro con il compito di segnalare eventuali anomalie nei flussi finanziari e di conservare gli utili della compagnia.  Bplus e la più grande concessionaria del gioco ed a causa di interdittive antimafia  è stato commissariata da Cantone . E’ stato insignito della Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica.

I partners della Fondazione Veronesi sono numerosi e tra gli altri spiccano: Acea, Areoporti di Roma, Alleanza Assicurazioni, Astaldi spa, ATM, Aurora,  Banca Euromobiliare, Gruppo Banca Leonardo, Banca popolare di Sondrio, BMW, Bontempi Vibo spa, Bortolotti, Bracco, Camo srl, Caprari,  Car Server, Carron costruzioni generali, IoSi Cartasi, Gruppo Mediobanca, Citroen, Classe Editori, Coin Co International plc, Conad, Conservizi, Corriere della Sera, Coster, CPL Concordia, Credit Suisse, De Longhi, Diquattro srl, Energyti Group, Esse Caffè, Ethica corporate, Eural Gnutti spa, Eutekne, Extra srl, Falmec, Fassa Bortolo, Fatro, Ferrovie dello Stato, Filte spa, FNM group, Foma, Fondazione BNL, Fondazione Bruno Maria Zaini,Fondazione CRT, Fondazione Pfizer,  Fondazione Roma, Forever living, Silvio Fossa spa, Gira Rugby, Gedy, Ghd hair, Biscottifico Grondona, Ideal Comfort, IGP Decaux, Metropolitina Milanese spa,  Banca Intesa San Paolo, Moncler, Mondadori, RCS quotidiani, Enel,  Eni, FARMINDUSTRIA, Novartis, Fondazione Telecom, Kedrion Biofharma, Pirelli, NestlèHealth Science, Ubi Banca.
Se da un lato abbiamo la Fondazione Umberto Veronesi dall’altro abbiamo l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) che nasce da un’idea di Umberto Veronesi e viene inaugurato nel maggio 1994; due anni dopo diventa Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). Dal 01/01/2015  Umberto Veronesi, fondatore dell’Irccs, ha lasciato il posto di direttore scientifico dell’IEO a Roberto Orecchia, da lui stesso designato come suo successore. Veronesi rimarrà direttore scientifico emerito dell’Ieo, con funzioni comunque operative e di indirizzo strategico.

’Istituto Europeo di Oncologia, Istituto di Ricovero e Cura a carattere Scientifico, è un “comprehensive cancer centre”, con finalità “non profit”, attivo nella clinica, nella ricerca e nella formazione. L’IEO si propone di raggiungere l’eccellenza nel campo della prevenzione, della diagnosi e della cura dei tumori attraverso lo sviluppo della ricerca clinico scientifica e l’innovazione organizzativa e gestionale in un contesto di costante attenzione alla qualità del servizio erogato alle persone assistite.
L’IEO riceve finanziamenti sia pubblici che privati e nell’anno 2014 il Ministero della Salute l’ha sovvenzionato con un importo di quasi 7 milioni di euro. Gli azionisti sono: Mediobanca, UniCredit Group, UnipolSai, Intesa Sanpaolo, Pirelli & C., Allianz, Assicurazioni Generali, RCS MediaGroup, Mediolanum, Italcementi, Edison, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare, Telecom Italia, Banca Popolare di Sondrio, Fondazione Cabrino Carena in Vigevano, Sorin, Fondazione Maugeri, Fondazione Italcementi.
Il Presidente dell’IEO è Carlo Buora  indagato a Milano insieme a  Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora sono indagati a Milano nell’inchiesta sul dossieraggio illegale praticato dalla «Security» di Telecom negli anni in cui a guidarla era Giuliano Tavaroli.
La struttura societaria è composta dal gotha della finanza italiana e ci troviamo Carlo Ciani, Gian Luca Santi, Mauro Melis, Giampiero Pesenti e tanti altri e comunque sia sempre i soliti NOTI.

fonte: http://www.massimoenricobaroni.it/fondazione-veronesi-da-brivido-mai-mi-farei-curare-da-questa-gente/

sabato 5 novembre 2016

Il Burkina Faso abbandona il cotone OGM di Monsanto: raccolto record





La raccolta di cotone nel Burkina Faso,  uscito da poco una dittatura trentennale appoggiata dall’Occidente, era in crisi e con un prodotto di scarsa qualità e alla fine i produttori di cotone burkinabé hanno avuto un’idea: farla finita con le sementi OGM del cotone BT di Monsanto e la cosa ha funzionato splendidamente. Non solo il raccolto è stato ottimo, ma il prodotto è  di eccellente qualità, si vende bene e ad un maggior costo.
Insomma è stato un ritorno indietro, salvifico, al tempo del Burkina Faso socialista di Thomas Sankara.

Infatti, come spiega Axel Leclercq su Positvr, «Il matrimonio tra Monsanto e il Burkina Faso risale al 2009. Àll’epoca questo Paese (che è annoverato tra I più poveri del nostro pianeta) aveva posto tutte le sue speranze nel cotone OGM dalle promesse straordinarie: meno lavoro, più rendimenti, più profitti. Grasso modo, Monsanto voleva cambiare la vita del Paese». Ma i produttori di cotone molto presto hanno capito che c’era qualcosa che non funzionava: il cotone BT Ogm non era di buona qualitàe si vendeva male. Alla fine è arrivato il divorzio dalla multinazionale degli Ogm appene acquisita dalla Bayer.

Monsanto risponde che in Burkina Faso è stata fatta un «cattivo utilizzo del prodotto», ma gli agricoltori  burkinabé non rimpiango il cotone Ogm  e sono convinti che il ritorno alle sementi tradizionali sarà seguito daglui altri produttori africani.
Bruttissime notizie per Monsanto/Bayer che guardava all’Africa come la terra promessa degli Ogm: la spettacolare marcia indietro del Burkina Faso ha avuto un clamoroso successo e in molti pensano di cacciare Monsanto dai loro campi per tornare al cotone non OGM.

La fibra del cotone BT Monsanto è troppo corta e la lunghezza della fibra è il primo criterio di qualità del cotone, quindi i produttori burkinabé hanno pagato duramente sul mercato la fiducia riposte nelle promesse del governo golpista e nella Monsanto. Ora il nuovo governo nato dalla rivoluzione e dalle elezioni democratiche chiede addirittura un risarcimento alla multinazionale degli OGM e lAssociation interprofessionnelle du coton du Burkina (Aicb) quantifica il danno subito in 50 miliardi di franchi Cfa, circa 74 milioni di euro.

E’ dal 2012 che il calo di qualità del cotone OGM si è fatto sentire con il calo delle entrate delle compagnie cotoniere: il cotone burkinabè perdeva colpi sul mercato mondiale rispetto agli altri cotoni dell’Africa occidentale, ma per le compagnie cotoniere burkinabè era difficile rinunciare dall’oggi al domain al cotone BT che era diventato popolare tra gli agricoltori perché richiedeva meno pesticidi e che all’inizio sembrava aver aumentato sensibilmente i rendimenti, cosa che era piaciuta molto ai contadini meno formati professionalmente.
Quando sono cominciate le difficoltà, Monsanto si era impegnata a rivedere le sue sementi, ma senza grande successo. Anno dopo anno le compagnie cotoniere hanno quindi  richiesto sempre meno il cotone OGM, che ormai si coltivava nell’80% del territorio destinato a cotone. Quest’anno è stato chiesto agli agricoltori di non piantare cotone transgenico e di seminare quello tradizionale.

Il nuovo direttore generale della Sofitex, una delle principali compagnie cotoniere, ha fatto il bilancio di danni prodotti dal cotone BT della Monsanto: da 20 a 30 franchi Cfa in meno per libbra di cotone, un danno non solo economico, mache n morale e di immagine per il cotone burkinabè, l’oro bianco del Paese, la seconda risorsa del Burkina Faso dopo l’oro vero, ha perso la sua reputazione.

Per questo l’Aicb, dopo trattative discrete con Monsanto, ora reclama apertamente risarcimenti multimilionari in euro. L’Aicb ricorda che la ragione principale  per la quale è stato adottato il cotone Ogm  era la lotta ai bruchi ch distruggevano i raccolti, ma «Otto anni dopo, il Burkina Faso attualmente incontra problemi con questa speculazione, perché essendo corta la lunghezza della fibra  gli stakeholder non sono più molto interessati».
Insomma, le promesse del cotone Ogm di evitare i maggiori danni alle coltivazioni prodotte dagli insetti diventati resistenti ai pesticidi, accrescere la produzione, diminuire la quantità di insetticidi sparsi  e i costi di produzione e la fatica nei campi, le ragioni che hanno portato ufficialmente il governo a dare il via libera a Monsanto, si sono trasformate negfli anni in perdite finanziarie e in un abbassamento della qulità del cotone, fino a che, l’Aicb non ha inviato a Monsanto un memorandum e, 10 mesi dopo, si sono tenuti a Ouagadougou diversi incontri tra cotonieri Burkinabé e la multinazionale che non ha mostrato di recepire le ragioni dell’Aicb  che, appoggiata dal nuovo governo, ha quindi deciso di produrre il 100% di cotone tradizionale nella stagione 2016/2017.

La Sofitex, che ha un bel po’ di colpe in questo disastro, non se le assume e avverte furbescamente che «Il ritorno al cotone convenzionale non è un rifiuto del cotone OGM, ancor meno della partnership con Monsanto, ma piuttosto un ripiegamento tattico, vale a dire “tornare indietro per saltare meglio”, attendando che il marchio Monsanto continui le ricerche in collaborazione con l’Inera in vista di migliorare la lunghezza  della fibra del cotone GM che attualmente è controversa sul mercato mondiale e che comporta delle perdite enormi per la filiera cotoniera del Burkina Faso».

Ma sarà molto difficile che gli agricoltori Burkinabè, che, visto pur in una situazione ambientale e climatica difficile, si godono un  raccolto mai visto credano ancora alle promesse di Monsanto e dei suoi complici burkinabé.  Infatti è la stessa Sofitex ad ammettere che «Il ritorno alla coltura del cotone geneticamente modificato di Monsanto o di qualsiasi altro marchio che sviluppi delle tecnologie similari potrà essere preso in considerazione dall’Association interprofessionnelle du coton  du Burkina (Aicb) solo quando saranno attuati i lavori di recupero delle caratteristiche del label coton burkinabé». Cosa che, come hanno dimostrato i fatti, sembra impossibile con il “metodo” Monsanto, che forse ha meno amici nel Burkina Faso dove è tornata la democrazia.

fonte: http://www.greenreport.it/news/burkina-abbandona-cotone-ogm-monsanto-raccolto-record-video/